Fondatore nel 1982 del Gruppo Toscano, Ilario Toscano è uno dei nomi più conosciuti del panorama immobiliare italiano, a capo di un franchising che da oltre trent'anni accompagna gli italiani nell'acquisto di una casa. Premiato con il Premio alla Carriera in occasione dei Real Estate Awards 2026, Toscano parla a idealista/news di come sta evolvendo oggi il mestiere dell'agente immobiliare e dell'importanza di un metodo di lavoro basato su organizzazione, serietà, trasparenza e professionalità.
Quali sono le previsioni per il real estate per il 2026?
Il mercato si presenta sostanzialmente stabile. I primi mesi dell’anno confermano questo andamento e, in linea generale, anche per il 2026 non si prevedono flessioni significative. Lo scenario resta quindi orientato alla continuità, senza particolari variazioni.
Come sta evolvendo il mestiere di agente immobiliare?
L’attività di agente immobiliare è una professione autonoma che richiede organizzazione, serietà, trasparenza e professionalità. Sono questi gli elementi essenziali per operare in modo corretto e competitivo.
Oggi il ruolo si sta evolvendo e diventando più complesso. L’agente non è soltanto un mediatore, ma un consulente esperto che deve saper gestire esigenze sempre più articolate. Il suo compito è accompagnare il cliente lungo tutto il percorso, offrendo soluzioni su misura e supporto anche oltre la compravendita con servizi integrati dei quali i più importanti spesso sono l’ottenimento di un mutuo e la ristrutturazione della casa.
Oggi è fondamentale seguire il cliente a 360 gradi, ponendo sempre grande attenzione alle sue esigenze e senza mai perdere di vista la qualità del proprio operato.
In questo contesto, anche le tecnologie digitali hanno da sempre un ruolo rilevante: rappresentano strumenti operativi che, se utilizzati in modo consapevole e integrati nei processi quotidiani, permettono di migliorare l’efficienza e offrire un servizio più preciso e completo al cliente. Ogni era ha la sua tecnologia rivoluzionaria, oggi è il momento dell’IA generativa, come a fine anni Ottanta lo fu il computer.
Cosa rappresenta per lei il Real Estate Award che ha ricevuto all’evento annuale 2026 dello scorso 26 marzo?
Colgo l’occasione per ringraziare chi ha voluto attribuirmi questo premio. È stata una sorpresa e un momento che ho apprezzato molto, anche perché era la prima volta che partecipavo all’evento. Il premio alla carriera rappresenta per me una conferma del lavoro svolto in oltre quarant’anni di attività, iniziata nel 1982.
Ho avviato questa azienda in condizioni semplici, con poche risorse, ma con principi chiari: serietà, trasparenza e professionalità.
Sono valori che ho mantenuto nel tempo e che hanno guidato la crescita dell’azienda, fino a diventare una realtà strutturata a livello nazionale, con una rete ben radicata nei territori e in continua espansione.
Riconoscimenti come questo offrono anche l’occasione per fermarsi e guardare al percorso fatto: i risultati raggiunti sono significativi, ma rimaniamo proiettati al futuro.
Quale consiglio darebbe a un giovane agente immobiliare che muove i primi passi?
È fondamentale avere una reale passione per questa attività, perché non può essere affrontata in modo superficiale. A questo devono affiancarsi preparazione, serietà, trasparenza e un approccio professionale costante.
Allo stesso tempo, è importante non fermarsi mai.
Il mercato è in continua evoluzione e richiede aggiornamento, visione e capacità di guardare oltre. Solo così è possibile offrire un servizio di qualità e costruire un percorso solido nel tempo.










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