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Locazioni passive della Pubblica Amministrazione, lo Stato punta al ribasso

Nel disegno di legge di Bilancio 2020 compare una norma per trattare migliori condizioni per gli affitti con i proprietari

Gtres
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Autore: Redazione

Locazioni passive della Pubblica Amministrazione, nuovo capitolo. Tra le pieghe del disegno di legge di Bilancio 2020 si nasconde una norma che spinge enti e ministeri e trattare le condizioni dei canoni di locazione con i proprietari degli immobili in affitto per trarne accordi più vantaggiosi.

Tutte le amministrazioni dello Stato, secondo quanto contenuto della legge di Bilancio, entro 150 giorni dall’entrata in vigore della norma (e quindi il 30 maggio 2020) potranno richiedere alla proprietà degli immobili locati la di rivedere i termini dei contratti vigenti alla data di entrata in vigore della norma stessa, cioè il 1° gennaio 2020.

Prima di formulare una proposta, va concertata l’effettiva convenienza con l’Agenzia del demanio. L’eventuale nuovo contratto di locazione che ne scaturisce dovrà avere nove anni di durata e un canone annuo commisurato al valore minimo locativo fissato dall’Osservatorio del mercato immobiliare ridotto del 15%. Il che si traduce in una valutazione ben distante dai valori di mercato.

La proprietà affittuaria avrebbe poi solo 30 giorni di tempo dal ricevimento della proposta per fornire una risposta. Nel caso accetti, l’amministrazione interessata dovrà comunicarlo all’Agenzia del demanio per ottenere il “nulla osta” alla stipula. In caso contrario, invece, il contratto di locazione in essere resta in vigore fino alla naturale scadenza.