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Ritorno in ufficio dopo il covid, il protocollo anti contagio di International SOS

Quali parametri dovranno rispettare le aziende che riaprono ai dipendenti

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Autore: Redazione

L’ingresso nella fase 2 segna un’importante step nella convivenza con il covid anche per la gestione del ritorno negli uffici. International SOS, leader mondiale nella fornitura di assistenza medica, di servizi sanitari e di sicurezza, ha elaborato un protocollo per garantire un ritorno sul posto di lavoro sicuro, sostenibile e in linea con i necessari adempimenti legali.

Sono, infatti, sempre più frequenti per le imprese i rischi e le conseguenze, anche penali, derivanti dalla mancata attuazione dei requisiti richiesti dalla normativa della responsabilità del datore di lavoro contenuta nel cosiddetto Testo Unico Sicurezza.

Il protocollo elaborato da International SOS si chiama WORKSAFE (un acronimo delle iniziali di ogni punto) ed è composto da 8 misure fondamentali da attuare per riprendere le attività e limitare i rischi legali per l’impresa:

  • Workspace environment (ambiente lavorativo): prendere in considerazione lo screening, la suddivisione in zone, le barriere, i protocolli di pulizia, la ventilazione, l'accesso e la fornitura di apparecchiature DPI e IT ove necessario;
  • Operations (operazioni): isolamento, misure igieniche essenziali, adeguate misure sanitarie e mediche; questionari relativi alla salute e supporto alla salute fisica e mentale;
  • Regulation (normative): policy monitorate in linea con le norme governative che garantiscano la piena copertura delle esigenze mediche, tra cui la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro e durante gli spostamenti;
  • Knowledge (conoscenza): comprensione dei più recenti requisiti relativi a quarantena e trasporti, nonché dei certificati medici. Capacità di rintracciare e attuare la quarantena in modo tempestivo. Conoscenza e rispetto della legge sulla privacy;
  • Social distancing (distanziamento sociale): limitare il numero di collaboratori presso i luoghi di lavoro, pianificare gli spazi, orari e giorni a turni scaglionati e la possibilità di proseguire l’attività con modalità di lavoro flessibile o a distanza;
  • Alert (allerta): impostare dei metodi automatizzati per essere avvisati relativamente alle minacce emergenti, come nuovi cluster locali, seconde ondate e rischi per la sicurezza, come ad esempio anche manifestazioni o disordini;
  • Fortify (fortificare): siglare delle partnership con esperti di malattie infettive per avere consulenze accurata e tempestive;
  • Empowering employees (responsabilizzazione dei dipendenti): la comunicazione e la formazione sono fondamentali per fornire nuove disposizioni e policy sui luoghi di lavoro. Il coinvolgimento del top management e la definizione dei ruoli sono aspetti fondamentali, così come disporre di procedure definite in caso di reclami e lamentele.

Francesca Viliani, Director Public Health di International SOS, commenta: “Le organizzazioni stanno affrontando sfide senza precedenti su più fronti. Per garantire la sostenibilità delle operazioni, le società devono salvaguardare la sicurezza e il benessere dei propri dipendenti durante il ritorno al lavoro. Qualsiasi misura non implementata potrebbe tradursi in un passo indietro rispetto al successo della ripresa delle attività lavorative nei confronti del COVID-19 ma anche portare a conseguenze legali e procedimenti giudiziari”.