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Lavori in smart working dalle Barbados e ottieni il visto gratis per vivere nel Paese

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Autore: Redazione

La definizione contrattuale di smart working sta creando alcune polemiche e lamentele relative ai diritti dei lavoratori, che potrebbero subire modifiche in questa modalità di lavoro. Ma c’è una soluzione che potrebbe appianare di colpo ogni dubbio: telelavorare dalle Barbados.

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Il sogno è tutt’altro che peregrino perché è lo stesso primo ministro dell’isola caraibica ad aver proposto un visto lavorativo di 12 mesi per consentire ai visitatori che lo desiderano di scegliere la location esotica come ufficio. Il Primo Ministro Mia Amor Mottley, ha infatti spiegato: "Non devi lavorare in Europa, negli Stati Uniti o in America Latina se puoi venire qui e lavorare per un paio di mesi alla volta; andare e tornare. Ma affinché queste cose siano davvero possibile, cosa serve? Serve che ciò che offriamo sia di livello mondiale, e lo è”.

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Il welcome stamp delle Barbados

Donde il concetto di “welcome stamp”, in fase di perfezionamento, che, per ravvivare il turismo nella zona, ostacolato dalle difficoltà sanitarie legate al Covid e ai relativi test da sostenere, consentirebbe  alle "persone di venire e lavorare da qui all'estero, in modo digitale, affinché le persone non debbano rimanere nel paesi in cui si trovano”.

Una iniziativa, sostiene la signora Mottley, per rendere il paese sempre più ospitale non solo per i lavoratori ma anche per i residenti. Il Primo Ministro ha infatti osservato che la costruzione di una società inclusiva deve essere per tutti, e che il lavoro svolto dal governo non si limita al solo settore turistico, ma coinvolge tutte le comunità per ottenere il meglio.

Le persone che devono mantenere vive le città, - ha detto Mottley, - non sono solo quelle che vengono dall'estero, come stiamo imparando a causa del covid, ma quelle che vivono qui e che hanno la responsabilità di garantire le migliori condizioni in cui vivere in questa parte di mondo”.

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Le Barbados dopo il coronavirus

Alle Barbados le attività hanno riaperto a fine giugno, mentre dal primo luglio la zona è covid-free. Da metà luglio lo spazio aereo è tornato aperto, ma la sorveglianza sulla salute di chi giunge nell’isola rimane alta. Entro 72 ore prima della partenza per le Barbados, infatti, i viaggiatori provenienti da zone particolarmente a rischio devono sottoporsi al test molecolare PCR Covid-19 (una settimana per chi arriva da zone meno a rischio). Chi giunga sul posto senza aver effettuato il test dovrà sostenere tale onere a proprie spese all’arrivo e superare un periodo di quarantena, sempre a proprie spese. In caso di positività al covid, i viaggiatori passeranno sotto l’assistenza del Ministero della Salute e del Benessere e posti in isolamento.