Dopo la morte di due bambini negli Stati Uniti a causa di alcuni difetti presenti nelle cassettiere della linea Malm, l’Ikea ha deciso di intervenire fornendo kit gratuiti per la messa in sicurezza dei mobili. Il colosso svedese ha consigliato ai clienti che hanno acquistato questo tipo di mobili di contattare l’azienda, facendo sapere che gli acquirenti non sono obbligati a restituirli, ma che sono a disposizione kit per l’ancoraggio al muro.
Lo scorso anno un bimbo di 2 anni, in Pennsylvania, e uno di 23 mesi, nello stato di Washington, hanno perso la vita schiacciati proprio da una cassettiera Ikea modello Malm, così – come reso noto dal portavoce della Us consumer product safety commission (Cpsc), l’agenzia americana che si occupa della verifica della sicurezza dei prodotti per il mercato statunitense – il colosso svedese ha deciso di intervenire.
Il problema sembra riguardare principalmente le cassettiere Malm a 3, 4 e 6 cassetti. Gli esperti di sicurezza che hanno studiato il caso sostengono che, a causa dell’assenza del corretto fissaggio, questi mobili possono rappresentare un pericolo per i più piccoli.
Oltre ai due tragici casi, l’Ikea ha ricevuto almeno 14 segnalazioni di episodi simili, che però fortunatamente non hanno fatto registrare vittime. Patty Lobell, direttore commerciale di Ikea negli Stati Uniti, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha espresso “profondo dolore da parte dell’azienda per queste morti” e ha invitato tutti coloro che possiedono i mobili in questione a dotarsi dei kit di fissaggio “per prevenire future tragedie”.
Non è la prima volta che le autorità statunitensi richiamano il colosso svedese a causa dei potenziali pericoli a cui possono andare incontro i più piccoli. All’inizio del 2015 l’azienda ha dovuto ritirare 169mila materassini per le culle perché i bebè potevano rimanervi intrappolati. Ma non solo.
Sempre quest’anno l’Ikea ha dovuto rimborsare il costo di 75mila cancelletti per bambini del modello Patrull Klamma e Patrull Smidig, da installare tra gli stipiti della porta o ai piedi delle rampe delle scale, perché il fissaggio a pressione non reggeva.
Nel 2014, inoltre, il colosso svedese ha dovuto ritirare l’altalena Gunggung, in quanto – dopo le segnalazioni di alcuni incidenti – è emerso che gli accessori di sospensione non soddisfavano i requisiti di qualità richiesti e c’era il rischio che i piccoli si facessero male.
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