Gibellina, museo a cielo aperto di arte contemporanea

Gibellina
Corte del Baglio a Gibellina icon design

Dal terremoto del 1968 alla ricostruzione iper moderna che ne fa un vero museo a cielo aperto. Gibellina è una città surreale alle porte di Trapani.

Tra il 14 e il 15 gennaio del 1968 un terremoto distrusse la Valle del Belice portandosi via la vita di oltre 400 persone in diversi paesi del trapanese (Gibellina, Poggioreale, Salaparuta, Montevago). Il ventennio che seguì fu molto duro e vide lo svuotamento dei paesi, con gli abitanti che migrarono altrove in cerca di miglior fortuna.

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Gibellina, museo a cielo aperto di arte contemporanea
chiesa sferica icon design

A Gibellina rimangono oggi poco più di 4 mila abitanti, che la vedono ricostruita in uno stile totalmente differente dall’architettura arabo-medievale che era stata propria della città distrutta. La città nuova è infatti oggi un museo a cielo aperto che mostra architetture incredibili e surreali, sculture permanenti, edifici dalle incredibili prospettive ispirate al postmodernismo. L’idea fu di Ludovico Corrao, che fu sindaco al tempo del terremoto, che convocò un gruppo di artisti suoi amici che riprogettarono la cittadina secondo le proprie visioni.

Gibellina, museo a cielo aperto di arte contemporanea
chiesa sferica baglioridisicilia

Alberto Burri, Mario Schifano, Franco Angeli, Andrea Cascella, Pietro Consagra, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Palladino, Leonardo Sciascia risposero all’appello, e il 3 giugno 1979 fu inaugurata la nuova città, salutata con una rappresentazione dell’Orestiade di Eschilo. L’intento iniziale era quello di fare di Gibellina un’attrazione turistica per darle nuova vita, ma in effetti l’opera compiuta è meno conosciuta di quel che dovrebbe.

Gibellina, museo a cielo aperto di arte contemporanea
montagna di sale icon design

Tra gli edifici principali: la Chiesa sferica di Ludovico Quaroni; il Giardino Segreto di Francesco Venezia; Meeting, la scultura-edificio di Pietro Consagra, il Sistema delle cinque piazze  di Laura Thermes e Franco Purini, il Municipio di Vittorio Gregotti e Giuseppe Samonà, il Grande Cretto di Alberto Burri - una colata di cemento bianco in forma di labirinto, distesa sui ruderi della vecchia città distrutta, che ne preserva il ricordo  - il Teatro dei ruderi in cui ogni anno, si svolgono le Orestiadi che, ricordando la prima rappresentazione teatrale che inaugurò la città, convogliano nel paese varie manifestazioni artistiche e culturali.

Gibellina, museo a cielo aperto di arte contemporanea
cretto tuttoggi.info
Gibellina, museo a cielo aperto di arte contemporanea
sistema delle piazze icon design
Gibellina, museo a cielo aperto di arte contemporanea
stella ingresso al Belice sicilygibellina.altervista.org

1 Commenti:

Vale
12 Settembre 2019, 14:17

Ma gli architetti e con loro chi ha avallato questi progetti deliranti, ha consultato gli abitanti del vecchio paese? Ai quali, mi sembra siano state strappate le "radici " a volte gli architetti esagerano un po sulle spalle degli altri ma non è l unico caso in Sicilia vedi lo zen l istituto di biologia molecolare e fisica in viale delle scienze a Palermo delirio puro maaaaa

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