La figura di Re Artù è uno di quei personaggi in cui mito e storia si intrecciano, diventando completamente inscindibili. È esistito davvero e le sue gesta sono state decantate, oppure è una creazione letteraria? Le cronache lo descrivono come un monarca giusto circondato da cavalieri leali, ma i racconti combinano storia, magia e onore, come la Tavola Rotonda, Excalibur, Merlino, Camelot e così via.
La leggenda di Re Artù è stata reinterpretata per secoli, plasmando l'immaginario collettivo sia dell'Inghilterra che dell'Europa. Le sue gesta sono state adattate in letteratura, cinema e teatro in tutte le loro versioni, dall'animazione al dramma e alla commedia. Ma, per quanto fantastiche possano sembrare queste storie, si è sempre cercato di trovare il luogo reale in cui il monarca avrebbe potuto nascere. Per molti, quel luogo è il castello di Tintagel, sulle scogliere della Cornovaglia.
La posizione del castello
Visitare Tintagel significa entrare in un'ambientazione che sembra concepita per racconti epici. Il castello sorge su un tombolo roccioso collegato alla terraferma da uno stretto istmo, a sua volta collegato da un piccolo ponte antico e, più di recente, da uno moderno.
Storicamente, la costruzione del castello di Tintagel risale al XIII secolo, quando il fratello di re Enrico III, Riccardo di Cornovaglia, ordinò la costruzione di una fortezza. Ma i resti archeologici hanno dimostrato che il sito era abitato fin dal V secolo e anche prima.
Gli scavi hanno portato alla luce resti romani e frammenti di ceramica importati dal Mediterraneo tra il V e il VII secolo, suggerendo che Tintagel fosse un importante avamposto commerciale. Questo passato fu probabilmente la forza trainante dietro l'associazione del sito con figure eroiche. Le rovine medievali visitabili oggi, sebbene spettacolari per la loro ambientazione suggestiva, sono solo una porta d'accesso a un immaginario molto più ampio.
Tintagel e la leggenda arturiana
Il legame tra Tintagel e Artù deriva da una delle più famose cronache medievali: la Historia Regum Britanniae, scritta nel XII secolo da Goffredo di Monmouth. Secondo questo racconto, fu a Tintagel che Re Uther Pendragon, trasformato dai poteri di Merlino, concepì il futuro Artù con Ygraine.
Secoli dopo, molti cercarono di "trovare prove" di questa mitica affiliazione. Nel corso del XX e XXI secolo, successivi scavi archeologici portarono alla luce reperti sorprendenti, come una lastra con iscrizioni latine, talvolta interpretata come prova dell'esistenza di influenti élite locali.
Secondo alcuni ricercatori questi dati rafforzano l'idea che Tintagel fosse un tempo la sede dei capitribù nella Britannia post-romana, proprio all'epoca in cui potrebbe essere esistito un re guerriero che ispirò la leggenda arturiana.
Naturalmente, non esiste alcuna conferma storica che Artù sia nato a Tintagel, né che sia realmente esistito. Ma è proprio questa ambiguità a renderlo così affascinante. Il castello è soprattutto un luogo simbolico e oggi è anche una delle principali attrazioni turistiche della regione, attirando ogni anno migliaia di visitatori, attratti sia dalla sua bellezza naturale che dal fascino della saga arturiana.
Potremmo non sapere mai se Artù sia realmente esistito. Ma esplorare le terre di Tintagel ci aiuta a capire che la storia non sempre si basa su certezze. Spesso, a prevalere è l'immaginario collettivo, quel desiderio di credere che tra le onde e gli scogli sia nato un re destinato a incarnare gli eterni ideali di giustizia, lealtà e speranza.
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