Olimpiadi Milano Cortina 2026, dove investire per il massimo profitto immobiliare

Il report Cumenda Check svela dove e come investire per trasformare l’effetto olimpico in un profitto immobiliare strutturale
zone universitarie milano
Ale Desiderio, CC BY 2.0 Wikimedia commons

Milano si prepara ad accogliere le Olimpiadi Invernali 2026, ma il vero gioco – quello che interessa investitori e operatori immobiliari – inizierà quando i riflettori sull’evento si saranno spenti. È questa la chiave che emerge dal dossier “La Mappa del Profitto Immobiliare Milano-Cortina 2026” del team Cumenda Check: il massimo ritorno sul capitale non si registrerà nel 2026, ma nel biennio successivo, tra il 2027 e il 2028.

La verità sul timing: il boom post-Olimpiadi

Le Olimpiadi 2026 non sono il traguardo, secondo Cumenda Check, ma la linea di partenza. Solo chi si muove oggi nelle aree giuste e con immobili green riuscirà a cavalcare l’effetto olimpico, trasformandolo in un profitto strutturale nel lungo termine. Secondo le analisi, i driver di valore più forti saranno infrastrutture e riconversioni urbane. L’esempio più lampante è la M4, che collega Linate al centro in 12-15 minuti (fonte: ATM). Ma anche il Villaggio Olimpico, destinato a diventare uno studentato da 1.400-1.700 posti (progetto Scalo Porta Romana), genererà domanda stabile e rendite sicure.

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Perché bisogna agire ora

Chi vuole entrare deve farlo subito. I segnali sono già chiari: a Porta Romana i prezzi sono saliti da 6.050 €/mq a quasi 7.000 €/mq (+15%). Il rischio, avvertono gli analisti, è che chi compra dopo il 2026 pagherà troppo caro, riducendo i margini di guadagno nella fase di rivendita.

La formula vincente: bilocali green nelle quattro zone d’oro

La strategia indicata dal report è precisa:

  • Taglio giusto: bilocali da 50-65 mq, i più liquidi a Milano.
  • Efficienza energetica: solo immobili in Classe A/B, oggi mediamente più cari di 700 €/mq rispetto ai “brown”. Le nuove regole europee (Direttiva EPBD EU/2024/1275) renderanno progressivamente invendibili gli immobili in Classe F/G, con costi di riqualificazione stimati fino a 55.000 euro per abitazione.
  • Aree strategiche: Porta Romana (Campus), Santa Giulia (Arena), Asse M4 (Forlanini/Argonne), Bovisa (Politecnico).

Le insidie nascoste

Non è il prezzo il vero rischio, ma i vizi tecnico-legali: abusi edilizi, difformità catastali o certificazioni energetiche non veritiere. In questi casi, al momento della rivendita, gli acquirenti possono imporre sconti fino al 15%, bruciando il profitto. Per questo, il report raccomanda una due diligence professionale come assicurazione sull’investimento.

Prezzi e transazioni: crescita selettiva

Il prezzo medio delle abitazioni a Milano ha superato i 5.700 €/mq (+6% rispetto al 2024). Ma la crescita è polarizzata:

  • Santa Giulia: +12% entro il 2026, +25% entro il 2030.
  • Porta Romana: +11,7% e +23,4% nello stesso arco temporale.
  • Zone fuori dai grandi progetti di rigenerazione: stabili o con aumenti marginali.

Quattro aree sotto la lente

  • Porta Romana/Vigentino: qui il Villaggio Olimpico riconvertito in campus garantirà una domanda locativa a lungo termine. Il top di rivalutazione è atteso tra il 2027 e il 2028. Pepite: bilocali e trilocali, uffici o spazi commerciali da trasformare in residenziale.
  • Santa Giulia/Rogoredo: la costruzione del PalaItalia Arena (16.000 posti) è il driver. Prezzi già saliti del 35% (da 2.200 €/mq nel 2020 a oltre 3.000 €/mq nel 2024). Il massimo guadagno arriverà dopo il 2028. Pepite: bilocali in Classe A/B e immobili da frazionare.
  • Asse M4 (Forlanini/Argonne): la metro blu ha rivoluzionato l’accessibilità, con prezzi oggi a 3.000-3.800 €/mq, ancora sotto media cittadina. L’apice nel 2027. Pepite: trilocali e quadrilocali per famiglie, operazioni di flipping su immobili inefficienti riqualificati.
  • Bovisa/Dergano: polo universitario del Politecnico e futuro Scalo Farini. Qui domina il rendimento da affitto. Pepite: monolocali e bilocali piccoli, immobili da frazionare e spazi industriali da convertire.

Le forze macroeconomiche: credito e liquidità

Dopo il blocco del 2023 per l’impennata dei tassi, il 2025 ha riportato il credito accessibile, aumentando la competizione sugli asset di qualità. Per l’investitore questo significa due cose: opportunità di finanziamento e urgenza decisionale, vista la rapidità con cui vengono assorbiti gli immobili migliori.

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