Il mal dell'inchiostro colpisce alcuni alberi e in particolare il castagno: come si presenta, da cosa è provocata e cosa fare?
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albero di castagno
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Il mal dell’inchiostro è una delle malattie più temibili per le piante, con un impatto devastante soprattutto sul castagno. Causata da potenti agenti patogeni, questa infezione si è diffusa in Italia alla fine dell’800 e rappresenta ancora oggi una seria minaccia. Favorite da condizioni ambientali specifiche, le sue conseguenze hanno messo in ginocchio la coltivazione del castagno: scopriamo dunque insieme cos'è, quali sono le sue cause e soprattutto i rimedi per il mal dell'inchiostro.

Cos'è il mal dell'inchiostro, esattamente?

Nello specifico, il mal dell’inchiostro è una patologia che colpisce gli alberi e in particolare i castagni. I principali responsabili sono due oomiceti (delle tipologie di funghi): Phytophthora cambivora e Phytophthora cinnamomi.

  • La specie cambivora è aggressiva e attacca solo il castagno;
  • La specie cinnamomi è potenzialmente più pericolosa perché può colpire oltre 900 specie di piante, propagandosi con molta più facilità. 

La malattia si diffonde soprattutto attraverso il terreno: gli agenti patogeni entrano nell’albero attraverso le radici e poi si diffondono progressivamente verso l’alto, attaccando fusto e rami. Quando ciò avviene, gli alberi infettati non possono più trasportare l’acqua e i nutrienti necessari a sopravvivere, così cominciano a marcire. 

Alberi maturi muoiono di mal dell'inchiostro nel giro di 2-3 anni, mentre piante giovani di castagno appena piantate o in allevamento resistono molto meno - appena un anno nella maggior parte dei casi - perché la patologia si diffonde molto più velocemente. 

Un albero adulto
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Come riconoscerne i sintomi 

Per riconoscere i sintomi del mal dell’inchiostro bisogna fare molta attenzione. Gli alberi e in particolare i castagni infetti possono mostrare inizialmente dei segni che fanno pensare alla mancanza d’acqua e di nutrienti come foglie secche e ingiallite, e alterazioni nella crescita.

Quando la situazione comincia a degenerare, l’infezione passa dalle radici più sottili a quelle più grandi, portandole alla necrosi e compromettendo l’assorbimento dell’acqua. I primi segnali evidenti della malattia si notano quando cominciano a spuntare delle fessure necrotiche verticali strette e allungate. 

Quando l’infezione è a uno stadio avanzato, queste fessure assumeranno una forma triangolare. La malattia diventa evidente perché le radici si anneriscono e compaiono macchie scure che possono allungarsi verso l’alto fino a circa 2 metri. Si tratta di vere e proprie ferite della pianta, da cui cominceranno a uscire grandi quantità di tannino ovvero una sostanza che ricorda il colore dell’inchiostro e che dà il nome alla patologia.

Quali sono i rimedi per il mal dell'inchiostro? 

Anche se al momento non esiste una cura in grado di debellare completamente il mal dell’inchiostro, ci sono diverse soluzioni per ridurre l’impatto dell’infezione ed evitare altri danni. La strategia migliore per trattare il mal dell’inchiostro prevede dei rimedi ben precisi che hanno l’obiettivo di rendere più resistenti le piante e ridurre i rischi di ulteriori infezioni.

Rafforzare l’apparato radicale

Il primo modo per evitare che il mal dell’inchiostro porti alla morte delle piante è rendendole più resistenti a eventuali infezioni. L’endoterapia è un trattamento che funge da antibiotico naturale, permettendo alle piante di sviluppare naturalmente una maggiore resistenza contro la malattia. 

Si tratta di un metodo a basso impatto ambientale che prevede l’utilizzo di una soluzione composta da gluconato di rame e acidi fulvici. Questa miscela si impiega in fertirrigazione con l’obiettivo di facilitare l’assorbimento del rame e sostenere la pianta, stimolandola a difendersi in modo naturale.

Migliorare la qualità del terreno

Per prevenire eventuali infezioni o diffusioni degli agenti patogeni è fondamentale trattare con grande cura il terreno in cui si trovano alberi e piante. In particolare, è importante tenere sempre d’occhio l’ossigenazione del suolo, che riduce la presenza dei funghi pericolosi. 

Per migliorarla e rendere il terreno più sicuro, si possono effettuare degli interventi di fertirrigazione con prodotti specifici. Bisogna anche fare attenzione all’umidità ed evitare ristagni d’acqua che tra l'altro favoriscono il marciume radicale. Per assorbire eventuali eccessi si possono usare polveri di roccia come caolino o zeolite. 

radici nel terreno
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Eliminare gli agenti patogeni

Se il mal dell'inchiostro si è già manifestato, l’opzione migliore per limitare i danni è asportare tutte le piante malate o, in alternativa, potare le sezioni dell’albero già compromesse. Le zone del terreno e le piante vicine possono invece essere trattate con fungicidi a base di rame o metalaxil (meglio se applicati direttamente sulle radici o sul colletto).  

Dopo aver bonificato il terreno, preferibilmente in un periodo fresco in cui il suolo è più umido, sarà necessario introdurre dei funghi antagonisti come i Trichoderma. Queste specie (come l’asperellum e il gamsii) aiuteranno a impedire la proliferazione dei funghi patogeni. 

Le cause del mal dell'inchiostro: conoscerle per prevenire

Anche se è vero che la causa generale del mal dell’inchiostro è legata agli oomiceti della famiglia dei Phytophthora, la diffusione degli agenti patogeni è dovuta soprattutto alle condizioni ambientali. Ecco le cause principali che portano alla propagazione di questa malattia che colpisce soprattutto il castagno:      

  • L’umidità: il mal dell’inchiostro si diffonde con estrema facilità in ambienti molto umidi e su terreni con scarso drenaggio.
  • Condizioni climatiche: si ritiene che i cambiamenti climatici possano contribuire notevolmente all’intensificarsi delle infezioni. L’aumento delle temperature e gli inverni più miti rendono molto più difficile la morte delle spore nel terreno, facilitando la loro proliferazione.
  • Anche i più piccoli spostamenti di terreno possono causare diffusioni indirette. Alcuni animali sotterranei (come i lombrichi) contribuiscono in questo modo alla diffusione del patogeno, mentre macchinari e mezzi di trasporto possono spostare suolo infetto dalla superficie.
  • La pioggia e l’acqua che scorre possono trasportare gli oomiceti con estrema facilità.
  • Non va sottovalutata neppure la responsabilità dell’uomo, che contribuisce alla diffusione della malattia attraverso il commercio di piante infette.  
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