Il rapporto di Prometeia fotografa la crescita delle economie locali in Italia
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Il nuovo rapporto Prometeia Scenari Economie Locali 2025 fotografa un’Italia che cambia ritmo: dopo tre anni di traino del Mezzogiorno, il Nord torna a crescere più velocemente, con Emilia-Romagna, Lombardia e Piemonte in testa. Ma la fine del PNRR e del Superbonus potrebbe rallentare il Sud. Intanto, l’indice I-PROS rivela nuove sfumature del benessere sociale, con Ascoli Piceno sorprendentemente al secondo posto nazionale.

Il Nord torna a trainare la crescita

Dopo un triennio favorevole al Mezzogiorno, il nuovo rapporto Prometeia “Scenari Economie Locali”, presentato a Bologna, prevede che nel periodo 2026-2028 saranno le regioni settentrionali a guidare la crescita economica.
In particolare, Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Veneto registreranno un Pil in aumento tra +0,6% e +0,7%, ben al di sopra della media nazionale del +0,5%. Questi territori, caratterizzati da un elevato Pil pro-capite e da sistemi produttivi avanzati, torneranno dunque a essere il motore economico del Paese.

Il triennio d’oro del Mezzogiorno

Negli ultimi tre anni, a crescere di più era stato il Sud Italia, con un +0,9% medio annuo del Pil, superiore al +0,7% nazionale. La spinta è arrivata soprattutto dagli investimenti del PNRR, cresciuti del +4,5% contro il +4,2% medio italiano, e dal buon andamento del mercato del lavoro, che ha visto una crescita occupazionale del +2,5% nel Mezzogiorno, a fronte dell’1,8% del Centro-Nord. Grazie a questi progressi, si è leggermente ridotto il divario economico territoriale, anche se resta ancora profondo: dal Pil pro-capite di 52.000 euro a Bolzano ai 19.000 euro della Calabria.

Fine del PNRR e Superbonus: rischio rallentamento per il Sud

Il futuro, però, appare più incerto. Con la fine delle agevolazioni del Superbonus e il progressivo esaurimento del PNRR a partire dal 2027, le regioni meridionali rischiano una frenata della crescita. Il settore delle costruzioni è atteso in calo del 4,2%, e la crescita complessiva del Sud potrebbe fermarsi allo 0,3%, contro lo 0,6% del Centro-Nord. Nonostante un parziale recupero di industria e servizi, queste aree non riusciranno a mantenere i ritmi di sviluppo visti nel triennio precedente.

L’indice I-PROS: il nuovo metro del benessere territoriale

Per misurare non solo la ricchezza, ma anche il benessere sociale, Prometeia ha elaborato l’indice I-PROS, disponibile a livello provinciale. Lo strumento restituisce un quadro ancora segnato dalla dicotomia Nord-Sud, con le province settentrionali ai vertici e quelle meridionali in coda. Tuttavia, emergono risultati inattesi: Ascoli Piceno si colloca al secondo posto nazionale, mentre alcune aree del Nord-Ovest restano sotto la media. Nelle province montane come Sondrio, la qualità dell’aria è elevata ma i servizi scarsi; a Bolzano, i costi abitativi penalizzano la classifica; nelle grandi città, alti livelli di istruzione convivono con criticità legate alla sicurezza.

“L’indice I-PROS offre una rappresentazione sintetica e granulare del benessere delle province italiane, utile per orientare politiche più mirate,” ha spiegato Alessandra Lanza, Senior Partner di Prometeia.

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