Tutto ciò che occorre sapere sul Documento di indirizzo nella progettazione disciplinato dal nuovo Codice degli Appalti
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Strumenti architettonici di progettazione
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L’articolo 4 del nuovo Codice dei Contratti (decreto legislativo 31 marzo 2023, numero 36) semplifica il quadro dei livelli di progettazione, eliminando il progetto definitivo e prevedendo per gli appalti pubblici il solo studio di fattibilità tecnico-economica (PFTE) e il progetto esecutivo. Coerentemente al quadro esigenziale e alla soluzione individuata in termini di fattibilità dell’intervento, l’Allegato I.7 introduce un documento strategico che definisce le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati occorrenti alla progettazione. 

Si tratta del Documento di indirizzo alla progettazione (DIP) che il D.Lgs 36/2023 rende obbligatorio a prescindere dalla soglia e dalle esigenze di progettazione interne della stazione appaltante.

Chi redige il documento di indirizzo alla progettazione

L'articolo 3, dell’Allegato I.7, del nuovo Codice degli appalti stabilisce che il Documento di indirizzo alla progettazione (DIP), fondamentale nel contesto del Pnrr, deve essere redatto coerentemente al quadro esigenziale e alla soluzione individuata nel Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP). 

Il DIP viene redatto per gli appalti a partire da una specifica soglia al fine di stabilire, in rapporto alla dimensione, alla specifica tipologia e alla categoria dell’intervento da realizzare, le caratteristiche, i requisiti e gli elaborati progettuali necessari alla definizione di ogni livello della progettazione.

Operai in un cantiere
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In quale fase si redige il Documento di indirizzo alla progettazione

Il decreto legislativo 36/2023 stabilisce che il DIP debba essere redatto e approvato anteriormente all’affidamento del Progetto di fattibilità tecnica ed economica (PFTE), sia nel caso di progettazione interna alla stazione appaltante, che esterna.

Il documento redatto dalla stazione appaltante, nella persona del Responsabile Unico di Progetto (RUP) o del responsabile dell’ufficio competente, deve risultare tra gli allegati della lettera d’incarico. 

Nella progettazione esterna, invece, il Documento di indirizzo alla progettazione deve far parte della documentazione di gara per l’affidamento del contratto pubblico di servizi, in quanto rientrante nel "Capitolato del servizio di progettazione".

Cosa contiene un PFTE

La prima fase progettuale delle opere pubbliche è quella nella quale si definisce il Progetto di fattibilità tecnica ed economica. In questo ambito si analizzano e si valutano le alternative possibili per un'opera, tenendo in considerazione gli aspetti tecnici, ambientali, sociali ed economici. Il fine ultimo è quello di individuare la soluzione migliore dal punto di vista del rapporto costi/benefici. 

Il PFTE include, pertanto, le indagini e gli studi effettuati per la definizione delle caratteristiche dell'opera. In questo ambito rientrano le analisi geologiche, sismiche, idrauliche, archeologiche e ambientali, nonché la valutazione della sostenibilità e dell'efficienza energetica nel rispetto degli obiettivi del Pnrr. 

Quali sono le componenti del documento progettuale

Il Progetto di fattibilità tecnica ed economica rappresenta, quindi, un livello successivo nel quale si dispone di un quadro circa la convenienza dell'opera insieme a una stima dei costi e dei tempi occorrenti, sulla base dei contenuti del Documento di indirizzo alla progettazione, già sottoposto all’approvazione dell’ente appaltante. 

Proprio per favorire la fase successiva di progettualità tecnico-economica, chi redige il DIP deve riportare almeno le seguenti indicazioni:

  • lo stato dei luoghi con le indicazioni catastali;
  • gli obiettivi generali e le strategie dell’intervento;
  • le regole e le norme tecniche da rispettare;
  • la descrizione delle varie fasi del procedimento;
  • i livelli di progettazione e quali sono i tempi di svolgimento, in particolare per quanto concerne la fattibilità tecnica ed economica ai sensi dell’articolo 41 del nuovo Codice degli Appalti e l’Allegato I.7;
  • la verifica della progettazione;
  • la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza in fase di esecuzione;
  • il collaudo in corso d’opera;
  • i limiti finanziari da rispettare, le stime dei costi e le fonti di finanziamento;
  • la tipologia di contratto per realizzare l’opera, la procedura d’appalto e il contratto;
  • il cronoprogramma.

Quando è obbligatorio il documento di indirizzo alla progettazione

La redazione e la delibera di approvazione del Documento di indirizzo alla progettazione sono sempre obbligatorie, anche nel caso di progettazione interna alla stazione appaltante. 

Da una lettura combinata dell’articolo 3 dell’Allegato I.7 e dell’articolo 48 del decreto legislativo 36 del 2023 - e pur considerando che il committente e il progettista lavorino per la stessa amministrazione - non si deve ritenere come un passaggio superfluo l’allegare il DIP alla lettera d’incarico. Questa impostazione è tanto verificata quanto maggiormente aderente alle previsioni del Codice dei Contratti:

  • all’articolo 15, comma 6, nel quale si richiede la tracciabilità, la trasparenza e l’accessibilità ai dati e alle informazioni contenuti nelle attività delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti, nonché la conoscibilità dei processi decisionali;
  • all’articolo 41, comma 3, circa gli obiettivi specifici e le prestazioni;
  • all’articolo 1, nel quale si fa riferimento al principio del risultato perseguito dalle stazioni appaltanti e dagli enti concedenti nell’affidamento del contratto e nella sua esecuzione con la massima tempestività e con il migliore rapporto possibile tra qualità e prezzo, nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza.
Strumenti di progettazione
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Deroghe al Documento di indirizzo della progettazione

Peraltro, il comma 4, dell’articolo 48 del d.lgs 36/2023 stabilisce che, per i contratti aventi valore inferiore alle soglie comunitarie, si applicano le norme del Codice dei Contratti, salvo deroghe. 

Tuttavia, per il Documento di indirizzo alla progettazione non sono previste deroghe, come invece avviene per il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (DOCFAP), la cui predisposizione risulta obbligatoria solo a partire da una certa soglia. 

Pertanto, la redazione del DIP appare obbligatoria anche per gli appalti sotto la soglia comunitaria, a prescindere dal fatto che la sua redazione sia affidata all’interno della stazione appaltante o all’esterno.

Documento di indirizzo alla progettazione nel nuovo codice: un esempio

In rete sono reperibili varie pubblicazioni di Documenti di indirizzo alla progettazione ai sensi dell’articolo 41 e dell’Allegato I.7 del decreto legislativo numero 36 del 31 marzo 2023. 

Per esempio, si può trovare il Documento di indirizzo alla progettazione per i lavori di "Straordinaria manutenzione per la collocazione di ponteggi sulle facciate esterne lato Lungomare Nazario Sauro e lato via Gorizia con spicconatura e rifacimento intonaci ammalorati sulle facciate e sui marcapiani, trattamento impermeabilizzante, opere di pittura e finitura previa verifica di sicurezza delle strutture" del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel comune di Bari.

Nella redazione del documento è indispensabile descrivere, nel frontespizio, l’ente di riferimento, una breve descrizione dell’intervento e chi riveste la figura di committente e di RUP. Di seguito, il documento si articola nelle sezioni riguardanti:

  • la premessa, nella quale è necessario descrivere lo scopo e la forma del documento;
  • l’oggetto della progettazione (inquadramento, area oggetto di intervento, descrizione generale, quadro esigenziale, obiettivi dell’opera con collegamento alle fasi successive dell’elaborazione del Progetto di fattibilità tecnico-economica e della progettazione esecutiva, bisogni da soddisfare);
  • la progettazione dell’intervento (da suddividere in livelli e fasi, sequenze e tempi di svolgimento, forme e tipologia degli elaborati), esecuzione dei lavori, disposizioni sul collaudo delle opere e rispetto dei principi C.A.M.;
  • le disposizioni generali per la stesura del Piano di sicurezza e coordinamento con eventuale invio della notifica agli enti competenti come l'ASL e l'Ispettorato del Lavoro;
  • l’oggetto del contratto con i limiti finanziari, la stima dei costi e le fonti di finanziamento;
  • il cronoprogramma dettagliato con le modalità di affidamento e la procedura di scelta del contraente;
  • le disposizioni finali.
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