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Il mercato immobiliare italiano apre il 2025 con un’accelerazione significativa, segnando una netta inversione rispetto alla debolezza osservata nel biennio precedente. Secondo la Statistica Flash diffusa dall’Istat, nel primo trimestre dell’anno sono state registrate 228.623 convenzioni notarili di compravendita e altri atti traslativi a titolo oneroso, pari a un +8,7% su base annua e a un +1,5% rispetto al trimestre precedente.

Si tratta del miglior avvio d’anno dal 2018, un risultato che interrompe definitivamente il ciclo negativo osservato nel 2023 e che prosegue il percorso di recupero iniziato nella seconda metà del 2024.

Compravendite: trainano Nord e Mezzogiorno, unico calo nel Centro

La crescita delle transazioni immobiliari appare ampia e ben distribuita, con alcune differenze territoriali che segnano il passo.

A livello nazionale, il 93,8% degli atti riguarda immobili a uso abitativo (214.545 unità), il 5,8% a uso economico (13.311) e lo 0,3% unità speciali o multiproprietà (767).

Aumento rilevante delle abitazioni

Il comparto abitativo segna un +9,5% annuo, un balzo in netta discontinuità rispetto al -4,6% registrato nel primo trimestre 2024.

Nel dettaglio territoriale, le variazioni annue più significative sono:

  • Nord-ovest: +17,2%
  • Nord-est: +13,2%
  • Isole: +6,9%
  • Sud: +6,1%
  • Centro: -4,0% (unico territorio in flessione) 

L’andamento riflette chiaramente un rafforzamento della domanda nelle aree settentrionali e in quelle meridionali, mentre il Centro paga ancora la debolezza di alcune grandi piazze, come Roma e Firenze, già osservata nel corso del 2024.

Compravendite in crescita sia nei piccoli sia nei grandi centri

L’aumento riguarda tanto i grandi centri (+9,2%) quanto le altre città (+9,6%), segnalando un miglioramento diffuso e non circoscritto alle aree metropolitane.

Immobili a uso economico: lieve calo complessivo, ma Sud in crescita

La dinamica degli immobili a uso economico è molto più eterogenea. Complessivamente il settore rimane stabile su base annua (-0,5%), ma la fotografia nazionale nasconde andamenti divergenti:

  • Sud: +9,3%
  • Nord-ovest: +1,2%
  • Isole: +1,2%
  • Centro: -8,7%
  • Nord-est: -4,8% 

La ripresa appare dunque sostenuta principalmente dal Mezzogiorno, mentre il Centro conferma la sua fase di rallentamento.

Anche la lettura congiunturale destagionalizzata indica un lieve miglioramento, con un +2,2% trimestrale su base nazionale, spinto dal Nord-ovest (+4,6%) e Nord-est (+1,8%).

Il ruolo delle città metropolitane

Le grandi città mostrano un andamento in linea con la media nazionale:
le compravendite nelle aree metropolitane crescono dell’8,5% annuo, mentre nelle altre città l’aumento raggiunge +9,0%.

Segno che la domanda abitativa è tornata a crescere in modo strutturale, con effetti che si riflettono su tutto il territorio nazionale.

Mutui: volano del mercato, +31,5% annuo

Il dato più eclatante del trimestre riguarda però i mutui con costituzione di ipoteca immobiliare, che raggiungono 88.820 convenzioni, con un impressionante +31,5% rispetto al primo trimestre 2024 

Questo aumento segue un anno particolarmente debole (nel 2024 il settore aveva registrato un -12,0% rispetto al 2023), e certifica l’effetto combinato della maggiore disponibilità creditizia, della discesa dei tassi iniziata nell’autunno 2024 e del ritorno delle famiglie sul mercato.

Crescita generalizzata su tutto il territorio

Su base annua:

  • Nord-ovest: +40,5%
  • Nord-est: +35,0%
  • Sud: +31,3%
  • Isole: +28,9%
  • Centro: +13,2% 

L’unico territorio con una lieve flessione nell’ultima variazione congiunturale è il Centro (-0,7%), confermando la particolare vivacità di tutte le altre ripartizioni.

I dati destagionalizzati mostrano inoltre un +6,4% rispetto al quarto trimestre 2024, segnalando un trend di crescita ormai consolidato.

Un mercato finalmente in ripartenza

Il commento Istat sintetizza bene il contesto:
il primo trimestre 2025 “apre l’anno con una crescita significativa delle compravendite, trainate dal Nord e dal Mezzogiorno”, mentre i mutui mostrano un’espansione “più sostenuta rispetto a quella registrata nei trimestri precedenti” 

L’effetto combinato della maggiore accessibilità del credito e della ripresa della domanda porta l’indice destagionalizzato sia delle compravendite sia dei mutui ai livelli più alti dall’inizio del 2022.

Prospettive per il mercato immobiliare

Se il trend osservato nel primo trimestre dovesse consolidarsi, il 2025 potrebbe rappresentare l’anno di svolta del mercato immobiliare italiano, dopo un 2023 e una prima metà del 2024 caratterizzati da forti incertezze economiche, rialzo dei tassi e riduzione del potere d’acquisto.

I segnali positivi sono chiari:

  • forte rimbalzo delle transazioni residenziali,
  • ripresa dell’attività creditizia,
  • dinamiche territoriali finalmente uniformi, con la sola eccezione del Centro Italia.

La seconda parte dell’anno sarà determinante per comprendere se questa fase positiva darà vita a un nuovo ciclo espansivo o se si tratta solo di un recupero legato alla normalizzazione del credito.

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