Una nuova tendenza sta trasformando i grattacieli in tutto il mondo: i tradizionali colossi in vetro e acciaio stanno lasciando il posto a una nuova generazione di torri viventi, ricoperte di alberi, arbusti e giardini verticali.
Questi progetti mirano a creare ecosistemi verticali che conciliano lo sviluppo urbano con la biodiversità e il benessere umano. Da Milano a Singapore, questi progetti stanno cambiando gli skyline delle città, dimostrando che il verde può prosperare anche a 100 metri di altezza.
Wonderwoods Vertical Forest fa parte di questa tendenza. Situata nel cuore di Utrecht, nei Paesi Bassi, questa nuova "foresta verticale" si erge a simbolo della sostenibilità urbana e della coesistenza armoniosa tra natura e vita moderna.
Una foresta in mezzo al cemento
Wonderwoods Vertical Forest è una torre di 104 metri e 31 piani situata nel quartiere Beurskwartier, una zona centrale di Utrecht designata come zona pedonale. L'edificio è stato progettato dallo studio italiano Stefano Boeri Architetti, un pioniere di questo tipo di costruzione, e fa parte di un complesso ad uso misto che comprende anche un isolato adiacente progettato dallo studio locale MVSA, anch'esso ricoperto in modo uniforme dalla vegetazione.
Entrambi gli edifici formano un microcosmo verde all'interno della città, con oltre 200 appartamenti, uffici, negozi e spazi per il tempo libero, tutti costruiti sopra un parcheggio per biciclette e piazze pubbliche.
Al settimo piano, un ponte paesaggistico collega le due torri, offrendo aree pranzo e giardini panoramici con vista sulla città.
"Dopo Trudo Vertical Forest, Wonderwoods Vertical Forest è il primo 'Bosco Verticale' nei Paesi Bassi ad ospitare funzioni pubbliche ed è aperto a tutti i cittadini, con l'obiettivo di integrare sempre più questa nuova tipologia architettonica nel tessuto urbano e renderla accessibile a tutti", spiega lo studio.
Il design sfalsato dei balconi garantisce che ogni appartamento riceva abbondante luce naturale e disponga di un proprio spazio verde, con alberi e piante accuratamente posizionati. In questo modo, ogni appartamento diventa una piccola casa nella foresta, sospesa sopra la città.
Un'architettura viva
Il grattacielo di Utrecht è l'ultimo capitolo di una serie iniziata con l'iconico Bosco Verticale di Milano (2014), un progetto che ha trasformato il modo di concepire gli edifici residenziali. Come i suoi predecessori, Wonderwoods combina una struttura in acciaio e cemento con elementi prefabbricati che facilitano il montaggio dei balconi.
Alla base di ogni terrazza le finiture in cemento bianco sono completate da pannelli in legno scuro, che fungono anche da supporto per aree di nidificazione per uccelli.
"Si tratta di un vero e proprio ecosistema urbano, un rifugio per la biodiversità delle specie viventi e, in particolare, per gli uccelli che popolano i cieli olandesi e trovano riparo nelle aperture circolari appositamente create nelle facciate", sottolinea lo studio.
"L'edificio è un'architettura vivente con facciate che cambiano nella composizione del fogliame, nel colore e nelle dimensioni. L'aspetto delle facciate varia a seconda delle stagioni, dell'angolazione della luce solare e della crescita delle piante", afferma lo studio.
Il risultato è una facciata dinamica che si evolve durante tutto l'anno, come un organismo vivente. In primavera, l'edificio è immerso in vivaci tonalità di verde; in autunno, assume una gamma di gialli e ocra, trasformandosi in uno spettacolo visivo sullo skyline di Utrecht.
La gestione di questa complessa infrastruttura vegetale si basa su un sistema tecnologico di sensori e irrigazione automatizzata, in grado di controllare l'approvvigionamento idrico e programmare gli interventi di potatura necessari per preservare la salute delle piante. Sotto l'edificio, un sistema di raccolta e riutilizzo dell'acqua piovana ottimizza le risorse idriche.
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