Nel 2025 il mercato italiano delle locazioni residenziali ha attraversato una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una crescente polarizzazione dell’offerta e da un deciso orientamento verso soluzioni abitative flessibili. A certificarlo è l’ultima analisi sugli affitti dell’Ufficio Studi Locare, che fotografa un settore sempre più influenzato dal caro-affitti e dai cambiamenti nelle esigenze di mobilità di studenti e lavoratori.
Prezzi al metro quadro per gli affitti
Nel terzo trimestre dell’anno il prezzo medio nazionale ha raggiunto quota 178,8 euro al metro quadro annuo, superando i precedenti record storici. Pur emergendo segnali di rallentamento nella crescita dei canoni, il livello dei prezzi continua a esercitare una forte pressione sulla domanda, inducendo molti nuclei a rivedere le proprie scelte abitative.
Minori metrature richieste in affitto
Uno degli effetti più evidenti è la progressiva riduzione delle metrature richieste. I monolocali rappresentano oggi il 10,7% della domanda nazionale, contro il 7,5% del 2019, mentre si rafforza la tendenza allo spostamento verso l’hinterland delle grandi città, dove i costi risultano più accessibili.
Esplodono le locazioni transitorie
Il fenomeno più rilevante del 2025 resta tuttavia l’esplosione delle locazioni transitorie. I contratti di durata compresa tra 30 giorni e 18 mesi hanno registrato un incremento del 40% su base annua e rappresentano ormai circa il 25% dell’offerta nazionale. Parallelamente, i canoni legati a questa formula sono cresciuti del 28%, confermando l’elevata appetibilità del segmento.
Le incidenze più alte si riscontrano in alcune realtà medio-piccole come Massa (47%), Como (46%) e Livorno (45%), ma anche nei grandi centri urbani la flessibilità supera stabilmente la media nazionale: Napoli si attesta al 33%, mentre Milano e Bari raggiungono il 31%, seguite da Roma e Bologna al 30%.
L'offerta di affitti transitori in Italia
Dal lato dell’offerta, il successo degli affitti transitori è sostenuto da una redditività superiore rispetto alle locazioni tradizionali. Secondo lo studio, i canoni risultano mediamente più alti del 25–40% rispetto ai contratti a lungo termine. A rendere il comparto ancora più attrattivo contribuiscono anche le recenti novità fiscali, tra cui la cedolare secca agevolata al 10% per molti contratti concordati.
Rincarano i canoni di affitto
L’andamento trimestrale del 2025 mostra una crescita del 16% nel primo trimestre rispetto al 2024, seguita da un +4,6% nel secondo trimestre e da un ulteriore +6% nel terzo, con punte prossime al 7% nelle città metropolitane. Proprio negli ultimi mesi dell’anno iniziano tuttavia a emergere segnali di possibile stabilizzazione, dopo due anni di forti rincari consecutivi.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account