Oltre il 75% dell’elettricità consumata nel 2024 è stata prodotta da fonti rinnovabili. In particolare in Austria (90,1%, principalmente idroelettrico), Svezia (88,1%, soprattutto idroelettrico ed eolico) e Danimarca (79,7%, principalmente eolico). Quote superiori al 50% sono state registrate anche in Portogallo (65,8%), Spagna (59,7%), Croazia (58,0%), Lettonia (55,5%), Finlandia (54,3%), Germania (54,1%), Grecia (51,2%) e Paesi Bassi (50,5%).
All’estremo opposto, la quota di elettricità prodotta da fonti rinnovabili è stata inferiore al 25% a Malta (10,7%), Cechia (17,9%), Lussemburgo (20,5%), Ungheria e Cipro (entrambe 24,1%) e Slovacchia (24,9%). Nel 2024, le fonti energetiche rinnovabili hanno rappresentato il 47,5% del consumo lordo di elettricità nell’UE, indicando un aumento di 2,1 punti percentuali (pp) rispetto al 2023. La quota è quasi triplicata (+30 pp) dall’inizio della serie storica nel 2004. Nel 2004 si attestava al 15,9%, è salita al 28,6% nel 2014 e ha raggiunto il 47,5% nel 2024. Nella media il dato italiano.
L’energia eolica (38,0% del totale) e l’energia idroelettrica (26,4%) hanno rappresentato quasi due terzi dell’elettricità totale prodotta da fonti rinnovabili. Seguiva l’energia solare, con un contributo del 23,4%, mentre i biocombustibili solidi e le altre fonti rinnovabili hanno rappresentato rispettivamente il 5,8% e il 6,4%. L’energia solare è la fonte in più rapida crescita: nel 2008 rappresentava solo l’1%, mostrando un forte aumento da appena 7,4 terawattora (TWh) nel 2008 a 304 TWh nel 2024.
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