Il mercato europeo degli affitti per studenti e giovani professionisti mostra i primi segnali concreti di inversione di tendenza. Secondo l’International Rent Index by City di HousingAnywhere relativo al quarto trimestre del 2025, i canoni di locazione hanno registrato un calo generalizzato: –3,1% su base annua per le stanze singole, –1,3% per gli appartamenti e –4,4% per i monolocali. Un raffreddamento che interrompe una lunga fase di aumenti quasi ininterrotti, iniziata nel periodo post-pandemico.
Il dato è particolarmente rilevante per il segmento studentesco, dove la stanza singola rappresenta la soluzione abitativa dominante. Dopo anni di pressione dovuta a domanda internazionale elevata e offerta limitata, il mercato sembra avviarsi verso una fase di normalizzazione, seppur con dinamiche molto differenziate tra Paesi e città.
Italia: rallentamento diffuso, Roma fa eccezione
Nel contesto italiano, l’andamento ricalca il quadro europeo. I prezzi delle stanze risultano in calo o stabili nella maggior parte delle grandi città universitarie, segnando una pausa dopo i forti rialzi degli ultimi anni. Milano e Bologna restano le piazze più care, con canoni medi rispettivamente di 664 e 655 euro mensili, ma registrano entrambe una flessione rispetto al 2024.
Roma rappresenta l’eccezione principale: nella Capitale i prezzi delle stanze crescono del 4,8% su base annua, segnalando una domanda ancora sostenuta e una struttura dell’offerta meno elastica. Torino si conferma invece tra i mercati più accessibili e stabili, con canoni compresi tra 520 e 530 euro e una volatilità inferiore rispetto ad altri poli universitari.
Nel complesso, il mercato italiano mostra segnali di assestamento, con una progressiva convergenza dei trend cittadini e una riduzione delle tensioni più acute sul lato dei prezzi.
Nord Europa ancora caro, ma iniziano le correzioni
A livello continentale, il Nord Europa continua a concentrarsi tra le aree più costose. Amsterdam resta in testa con una media di 990 euro al mese per una stanza, seguita da Rotterdam (850 euro) e Monaco di Baviera (808 euro). Anche Parigi si colloca stabilmente nella fascia alta del mercato.
Tuttavia, proprio in alcuni di questi mercati storicamente più onerosi si osservano le correzioni più marcate. In Germania, città come Amburgo (–11,2%), Berlino (–9,6%) e Francoforte (–7,3%) evidenziano cali significativi, segnale di un riequilibrio dopo anni di forte crescita. Dinamiche simili si riscontrano in diverse città italiane, tra cui Bologna, Firenze e Milano.
All’opposto, l’Europa meridionale e orientale continua a offrire soluzioni sensibilmente più accessibili: Budapest, Atene, Valencia e Porto presentano canoni che possono arrivare a costare meno della metà rispetto alle città del Nord, confermando una frattura geografica ancora molto netta.
Appartamenti e monolocali: segnali misti e maggiore volatilità
Anche il segmento degli appartamenti arredati mostra una lieve flessione dei canoni a livello europeo. Amsterdam, Roma e Parigi restano le città più care, con affitti mensili prossimi o superiori ai 2.000 euro, ma in molti mercati si osservano stabilità o riduzioni dei prezzi. Fa eccezione Torino, che registra un incremento rilevante (+21,2%), pur rimanendo su livelli assoluti più contenuti rispetto ai grandi hub internazionali.
I monolocali si confermano la tipologia più volatile: pur segnando il calo medio più marcato, presentano forti oscillazioni locali, legate alla scarsa disponibilità e alla sensibilità alla domanda. In alcune città, come Rotterdam e Valencia, i prezzi continuano a crescere a doppia cifra, mentre altrove si registrano riduzioni molto accentuate.
Verso un nuovo equilibrio nel 2026
Secondo HousingAnywhere, il 2026 potrebbe rappresentare una fase di transizione verso un mercato più equilibrato, in cui l’aumento dell’offerta e una maggiore diversificazione delle soluzioni abitative potrebbero tradursi in una migliore accessibilità economica per studenti e giovani lavoratori. Il raffreddamento dei prezzi osservato nel 2025 non elimina le criticità strutturali del settore, ma segna un cambio di passo dopo un lungo ciclo espansivo.
Resta ora da capire se questa tendenza si consoliderà nel medio periodo o se si tratterà di una pausa temporanea in un mercato ancora fortemente influenzato dalla mobilità internazionale, dalle politiche urbane e dalla capacità delle città di rispondere alla domanda abitativa emergente.
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