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studenti a scuola
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Lo student housing non è più soltanto un segmento di nicchia del mercato immobiliare, ma una leva strategica per il futuro del sistema universitario italiano. Secondo il nuovo report del dipartimento Research & Data Intelligence di Patrigest (Gruppo Gabetti), nel nostro Paese la disponibilità di alloggi accessibili per studenti fuori sede emerge come uno dei fattori chiave per rafforzare l’attrattività degli atenei, trattenere capitale umano e sostenere la competitività territoriale.

L’Italia, secondo l'analisi, sconta ritardi strutturali che vanno oltre la dimensione educativa. A fronte di un obiettivo europeo che punta ad avere entro il 2030 almeno il 45% dei giovani tra i 25 e i 34 anni con un titolo universitario, il dato italiano resta fermo al 31,6%. Un gap che rischia di tradursi in una perdita di competitività nel medio-lungo periodo.

Accessibilità abitativa e mobilità studentesca

In questo contesto, l’accesso alla casa rappresenta una variabile determinante ma ancora sottovalutata. La carenza di alloggi, l’aumento dei costi e una forte polarizzazione territoriale dell’offerta condizionano la mobilità studentesca e limitano la capacità delle città universitarie di competere sul piano nazionale e internazionale. Il risultato è un sistema che tende a concentrare studenti, investimenti e opportunità in pochi grandi poli urbani.

Come sottolinea Luca Dondi dall’Orologio, amministratore delegato di Patrigest, la riduzione del potere di acquisto delle famiglie ha trasformato l’accessibilità abitativa in una criticità diffusa, con effetti diretti sull’attrattività urbana e sulla competitività economica. In assenza di politiche strutturali efficaci, il tema della casa per studenti si intreccia sempre più con quello dello sviluppo del capitale umano.

Un sistema universitario in ripresa, ma diseguale

Dopo una lunga fase di instabilità, il sistema universitario italiano ha mostrato segnali di recupero a partire dal 2018. Negli ultimi dieci anni gli iscritti sono aumentati di oltre il 20%, mentre il numero dei laureati è cresciuto del 35%, indicando un miglioramento dell’efficienza complessiva del sistema. In parallelo, la presenza di studenti stranieri è più che raddoppiata, rafforzando la dimensione internazionale degli atenei.

Questa ripresa, tuttavia, si inserisce in un quadro territoriale fortemente sbilanciato. Lazio e Lombardia si confermano come i principali poli universitari, seguite da Campania e Toscana, mentre ampie aree del Paese, in particolare nel Mezzogiorno, continuano a registrare flussi in uscita di studenti. Una dinamica che alimenta una vera e propria “fuga dei cervelli interna” e accentua le disuguaglianze regionali.

Costi elevati e pressione sui canoni

Il tema abitativo assume un peso crescente soprattutto nelle grandi città del Nord. In contesti come Milano, il costo mensile complessivo per vitto e alloggio può superare i 1.600 euro, rendendo l’esperienza universitaria sempre più onerosa per le famiglie. A incidere maggiormente sul budget non sono tanto le tasse universitarie, quanto i canoni di locazione, che riflettono sia la pressione della domanda studentesca sia il più elevato costo della vita.

Il confronto tra studentati privati e mercato degli affitti tradizionale evidenzia differenze significative. Le camere in student housing presentano canoni mediamente più elevati, soprattutto nelle città universitarie secondarie, dove la minore tensione sul mercato privato consente prezzi più contenuti per le stanze in appartamento. Nelle grandi città, invece, il differenziale si riduce, complice una domanda abitativa sostenuta anche da turismo e mercato del lavoro.

Investimenti in crescita, ma concentrati

Dal punto di vista degli investimenti, lo student housing si conferma uno dei motori del comparto living. Nei primi nove mesi del 2025, gli investimenti immobiliari in Italia hanno raggiunto i 7,7 miliardi di euro, con il living che rappresenta circa il 6% del totale. All’interno di questo segmento, gli studentati rivestono un ruolo centrale, grazie a una progressiva istituzionalizzazione del mercato e a un forte interesse degli investitori internazionali.

Attualmente si contano circa un centinaio di strutture di student housing di proprietà di investitori privati e sviluppatori istituzionali, a cui si aggiungono numerosi progetti in pipeline. Tuttavia, la distribuzione geografica degli investimenti resta fortemente polarizzata: Milano si conferma il principale hub, seguita da città come Padova e Bologna. Il Centro-Sud, con poche eccezioni, continua invece a presentare una dotazione progettuale limitata.

Una sfida strategica per il Paese

Il report evidenzia come lo Student Housing rappresenti una leva decisiva per affrontare alcune delle principali sfide del sistema universitario italiano: dal calo demografico alla competizione internazionale, fino agli squilibri territoriali. Senza un ampliamento dell’offerta e una riduzione delle barriere economiche di accesso, il rischio è quello di una progressiva elitarizzazione dei percorsi universitari.

Per evitare questo scenario, secondo Patrigest è necessario un approccio integrato che affianchi all’iniziativa privata politiche pubbliche stabili e strumenti in grado di rendere sostenibili e rapidi i nuovi interventi. Investire nello student housing significa investire non solo nel mercato immobiliare, ma nella capacità del Paese di attrarre talenti, rafforzare le città universitarie e sostenere lo sviluppo economico e sociale nel lungo periodo.

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