Un cactus dalla forma sorprendente: scopri come coltivare il Tephrocactus geometricus, dove metterlo e quando aspettare i suoi fiori.
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CC BY-SA 2.0 Flickr

Alcuni cactus posseggono una bellezza fuori dal comune. Fra questi ci sono i Tephrocactus, piccoli cactus originari soprattutto di Argentina e zone limitrofe, apprezzati da chi ama le piante grasse particolari. Si riconoscono subito per la forma globosa o cilindrica, spesso in colore grigio‑azzurro. Questi piccoli dischetti si incastrano tra loro come mattoncini, e da qui spuntano lunghe spine, robuste e simili a piccoli chiodi o capelli. A dispetto della forma bizzarra, sono molto semplici da curare: ecco come coltivare il Tephrocactus Geometricus.

Come si cura il Tephrocactus Geometricus?

La specie più iconica è sicuramente la “Geomatricus”: può vantare articoli quasi perfettamente sferici, color grigio‑blu o violaceo, che formano piccoli “totem”. Per mantenerlo sano e compatto è fondamentale imitare il più possibile le condizioni del suo habitat andino: clima secco, grandi sbalzi termici, suolo sassoso e pochissime irrigazioni.

  • La prima cosa da curare è il substrato. Andrebbe utilizzato un terriccio molto minerale, quasi privo di torba: la parte organica non dovrebbe superare il 20–30%. Puoi mescolare terriccio per cactus con pomice, lapillo vulcanico e graniglia. Lo scopo è fare in modo che l’acqua defluisca nel giro di pochi secondi dal foro di drenaggio.
  • L’annaffiatura del Tephrocactus è l’altro punto critico. In primavera ed estate si irriga solo quando il substrato è completamente asciutto in profondità. Nei periodi più caldi può voler dire ogni 10–15 giorni, e comunque è sempre meglio irrigare per difetto che per eccesso. In autunno le annaffiature vanno gradualmente ridotte fino a sospenderle quasi del tutto in inverno.
  • Un Tephrocactus ben coltivato non necessita di grandi quantità di fertilizzante. Puoi somministrare un concime liquido specifico per cactacee in maniera saltuaria.
  • Ogni 2–3 anni valuta il rinvaso, preferibilmente all’inizio della primavera. Scegli un vaso di poco più grande del precedente e sempre molto più largo che profondo, con foro di drenaggio ampio.
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BluePankow, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Dove posizionare il Tephrocactus Geometricus in casa

Nel ricreare le condizioni naturali dell’habitat montano andino bisogna anche ragionare posizione del Tephrocactus Geometricus. Questa specie ama la luce intensa e diretta, ma soffre gli sbalzi improvvisi: è quindi importante abituarla gradualmente al sole forte per evitare scottature.

In casa o in ambienti interni, il posto ideale è un davanzale esposto a sud o sud‑ovest. Se non riceve abbastanza luce potrai notare come le sfere tenderanno ad allungarsi, diventando più pallide e deformi: è il tipico segnale di una pianta che non riceve abbastanza luce.

Nei mesi più caldi puoi tranquillamente spostare il vaso all’esterno, su un balcone o terrazzo ben soleggiato ma riparato dai temporali violenti. Inoltre, la temperatura ideale per il Tephrocactus in casa è compresa tra 18 e 28 °C durante la stagione vegetativa. In inverno, si può anche abbassare tra 5 e 10 °C. Proprio per questo bisognerà fare attenzione a non collocare il vaso sopra i termosifoni o troppo vicino a fonti di calore.

Il fiore di Tephrocactus: com'è fatto?

Quando arriva il momento della fioritura, la pianta si trasforma: dalle sommità degli articoli spuntano boccioli arrotondati che, una volta aperti, regalano corolle delicate e luminose. Nella maggior parte delle specie, i fiori sono di medie dimensioni, con diametro che varia in genere tra 3 e 6 cm. La forma è simile a una coppa o a una margherita, con numerosi petali disposti a raggiera. I colori più comuni sono il bianco crema, il giallo tenue e il rosa, talvolta con sfumature più intense verso il centro o con leggere striature che li rendono ancora più eleganti.

I fiori si aprono generalmente nelle ore centrali del giorno, con il sole più intenso, e possono durare da uno a pochi giorni, a seconda della specie e delle condizioni ambientali. Alcuni possono aprirsi e chiudersi per 2–3 giorni consecutivi, seguendo il ritmo luce/buio. 

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Michael Wolf, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Quali sono gli altri tipi di Tephrocactus

Oltre al famoso Tephrocactus geometricus, esistono diverse altre specie di Tephrocactus molto interessanti per chi ama collezionare cactus insoliti e piante grasse rare. Tra le specie più famose puoi trovare:

  • Tephrocactus articulatus: probabilmente la specie più comune, di cui la più celebre variante è la “papyracanthus”, con spine piatte e sottili simili a striscioline di carta.
  • Tephrocactus molinensis: presenta articoli più piccoli e spesso di colore grigio chiaro, con spine relativamente rade ma robuste.
  • Tephrocactus alexanderi: caratterizzato da articoli globosi, talvolta leggermente allungati, con la parte esterna che può assumere tonalità bluastre.
  • Tephrocactus neukkensis (spesso indicato come neunquensis): specie dal portamento piuttosto cespitoso, con articoli che tendono a formare piccoli ciuffi. 
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