Anche per il 2026 sono stati stanziati i fondi per sostenere economicamente gli inquilini che non riescono a pagare l'affitto.
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Morosità incolpevole
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Una malattia grave, un licenziamento o la cassa integrazione riducono drasticamente il reddito mensile di una famiglia e rendono difficile, se non impossibile, pagare l’affitto: questa è la morosità incolpevole. Quando si viene a trovare in questa situazione, il conduttore può attivare un sistema di aiuti statali - noto come Fondo per la morosità incolpevole - che serve a tutelare le parti coinvolte nel contratto d’affitto. La misura, finanziata con un contributo statale, viene gestita dalle Regioni e dai Comuni, ai quali i singoli possono rivolgersi per ottenere un aiuto economico per risolvere i propri problemi.

Come funziona la morosità incolpevole

Con la locuzione morosità incolpevole ci si riferisce all'impossibilità oggettiva di un inquilino a pagare il canone di locazione. Questa situazione si viene a verificare all'improvviso, a seguito della perdita del lavoro o per una consistente riduzione del reddito familiare.

Il problema viene riconosciuto legalmente e permette di accedere ad una serie di fondi per sostenere le famiglie sotto sfratto, che hanno un rapporto affitto/reddito superiore al 30%. Le cause per per vedersi riconosciuta la morosità incolpevole sono le seguenti:

  • perdita del lavoro (licenziamento);
  • riduzione dell'orario di lavoro;
  • cassa integrazione;
  • mancato rinnovo di contratti atipici;
  • cessazione di attività per forza maggiore;
  • gravi malattie/decessi nel nucleo familiare.
Inquilino moroso
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Cosa sono i Fondi morosità incolpevole?

Per fornire un sostegno economico alle famiglie che si trovano nella situazione che abbiamo appena descritto è stato istituito un apposito Fondo per la morosità incolpevole - che è stato formalizzato attraverso il Decreto Legge n. 102/2013 -, il cui scopo è quello di erogare dei contributi economici per:

  • sanare il debito dell’inquilino e interrompere la procedura di sfratto;
  • pagare il deposito cauzionale o le prime mensilità per un nuovo contratto di locazione a canone concordato;
  • coprire i canoni durante il periodo di differimento dell’esecuzione dello sfratto.

Il Fondo per la morosità incolpevole è stato rifinanziato dalla Legge di Bilancio 2025 con un totale di 30 milioni di euro per il biennio 2025-2026. Le risorse sono ripartite in questo modo: 10 milioni di euro per il 2025 e 20 milioni di euro per il 2026. Complessivamente vengono messi a disposizione dei contributi fino a 8.000-12.000 euro per inquilini in affitto.

Quali sono i requisiti per accedere

Per accedere al Fondo per la morosità incolpevole l’inquilino (qui è possibile accedere alla banca dati inquilini morosi) deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  • deve essere in situazione di sfratto: deve aver ricevuto l’atto di intimazione di sfratto per morosità con citazione per la convalida;
  • causa di indebitamento: il locatore deve essere in grado di dimostrare che il mancato pagamento dell’affitto è stato determinato da uno specifico evento, come un licenziamento, la cassa integrazione, una malattia grave, un infortunio o il decesso di un familiare che contribuiva al reddito;
  • Isee: il valore non deve superare i 26.000 euro;
  • residenza: il richiedente deve avere la residenza nell’immobile oggetto dello sfratto da almeno un anno.

Ecco la tabella riepilogativa con le peculiarità regionali aggiornate al 2026:

Ente localePeculiarità della regione
Regione AbruzzoGestito dai Comuni ad alta tensione abitativa
Regione BasilicataBandi comunali variabili per tempistiche
Regione CalabriaSoglie standard nazionali
Regione CampaniaNumerosi bandi comunali attivi fino al 31/12/2026
Regione Emilia-RomagnaContributo fino a 8.000 euro per sanare la morosità
Regione Friuli Venezia Giulia26.000 euro Applicazione standard dei requisiti ministeriali
Regione LazioContributo massimo 12.000 euro per nuovi contratti
Regione LiguriaFocus sui comuni capoluogo e zone limitrofe
Regione LombardiaA Milano bandi aperti fino a dicembre 2026
Regione MarcheRichiesto calo reddito IRPEF rilevante
Regione MoliseGestione locale centralizzata sui comuni ATA
Regione PiemontePer le case popolari (ATC) l'ISEE scende a 7.448,37 euro
Regione PugliaPriorità a nuclei con minori o disabili
Regione SardegnaErogazioni subordinate ai fondi comunali residui
Regione SiciliaBandi pubblicati periodicamente dai capoluoghi
Regione ToscanaSpesso integrato con il contributo affitto comunale
Regione Trentino Alto AdigeRegolamentato dalle Province Autonome (soglie ICEF)
Regione UmbriaVerificare scadenze presso gli uffici sociali comunali
Regione Valle d’AostaApplicazione criteri nazionali
Regione VenetoMonitoraggio regionale costante sull'uso dei fondi

Come deve essere presentata la domanda

I fondi vengono gestiti dai Comuni, generalmente quelli ad alta intensità abitativa: la domanda deve essere presentata prestando attenzione ai bandi che sono pubblicati sul portale delle singole amministrazioni, come per esempio quello del Comune di Torino. In alcuni potrebbe essere necessario accedere con le proprie credenziali digitali (come lo Spid o la Cie).

Il Comune di Milano e il Comune Roma gestiscono il fondo per la morosità incolpevole attraverso un avviso pubblico aperto fino al 31 dicembre 2026. Anche nel Comune di Genova è attivo il supporto per gli inquilini in difficoltà: ad inizio febbraio 2026 è stata confermata la disponibilità del contributo per i residenti che hanno subito una forte riduzione del reddito.

La Regione Campania, per esempio, ha riparto i termini per accedere alla misura nel corso del mese di gennaio 2026. La procedura è gestita dai singoli Comuni campani, che sono stati invitati a riaprire i bandi a sportello per raccogliere le istanze fino al 31 dicembre 2026.

Le chiavi di casa
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Cosa fare se non si riesce più a pagare l'affitto?

Quanti non dovessero essere più in grado di pagare l’affitto devono muoversi tempestivamente, in modo da evitare lo sfratto. Il primo passo è quello di non ignorare il problema: si può provare a negoziare una riduzione temporanea dell’affitto o una sospensione del canone. Nel caso in cui il proprietario dovesse venire incontro è importante:

  • formalizzare l’accordo: qualsiasi modifica deve essere messa per iscritto e registrata all'Agenzia delle Entrate tramite il Modello RLI per permettere al proprietario di non pagare le tasse sui canoni non percepiti.
  • proporre un piano di rientro: se la difficoltà è temporanea, si può concordare di saldare gli arretrati a rate.

Nel caso in cui non si riuscisse a raggiungere un accordo con il proprietario è importante verificare i bandi presenti nel Comune in cui si ha la residenza, per ottenere i contributi previsti se si rientra nei parametri richiesti.

Quali diritti si hanno in caso di sfratto

In caso di mancato accordo, il proprietario ha diritto di avviare la procedura di sfratto (possibile già dopo 20 giorni di ritardo nel pagamento del canone di locazione). Anche in questo caso l’inquilino ha alcune tutele legali:

  • termine di grazia: durante la prima udienza, è possibile chiedere al giudice un periodo (solitamente 90 giorni) per saldare il debito e bloccare la procedura;
  • opposizione allo sfratto: se ci sono vizi formali o contestazioni valide, l'inquilino può fare opposizione, allungando i tempi della procedura. 
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