La certificazione REI attesta la resistenza degli elementi strutturali a fiamme, fumi e calore: ecco quando è obbligatoria.
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Sistema antincendio e certificazione REI
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La prevenzione degli incendi rappresenta un aspetto irrinunciabile nella progettazione edilizia, al fine di ridurre i rischi per persone e strutture. Un elemento centrale di questo ambito è la certificazione REI, ovvero un documento ufficiale che comprova la resistenza al fuoco di elementi strutturali come solai, pareti, pilastri e sistemi di compartimentazione. Lo scopo è verificare la capacità di queste strutture di conservare per un tempo prestabilito, generalmente da 30 a più di 120 minuti, la capacità portante (R), l’impermeabilità a fiamme e fumi (E) e l’isolamento termico (I). La certificazione è predisposta e firmata da un professionista antincendio abilitato ed è di solito indispensabile per la presentazione della SCIA.

Che cos'è la certificazione REI

Al fine di garantire che gli edifici mantengano un adeguato livello di sicurezza in caso di emergenza, la certificazione REI rappresenta uno strumento essenziale nella prevenzione degli incendi. Si tratta infatti di un documento tecnico che attesta le prestazioni di resistenza al fuoco dei principali elementi costruttivi degli edifici, in base alla normativa vigente. 

In altre parole, la certificazione REI valuta come pareti, solai, pilastri e sistemi di compartimentazione reagiscano all’esposizione al fuoco, ai fumi e al calore, conservando funzionalità critiche essenziali per permettere l’evacuazione degli ambienti e l’intervento dei soccorsi. 

Basata sui criteri stabiliti dal D.M. del 16 febbraio 2007, richiesta come documento asseverato nell’ambito delle procedure di prevenzione incendi disciplinate dal D.P.R. 151/2011 e ulteriormente dettagliata con il D.M. del 7 agosto 2012, la certificazione REI si caratterizza per due aspetti chiave:

  • l’ambito di applicazione, ovvero pareti classiche e muri tagliafuoco, pavimenti, colonne, porte, compartimenti e altri elementi che delimitano gli spazi, affinché venga limitata la propagazione del fuoco;
  • la valutazione temporale, ovvero la resistenza di questi elementi al fuoco nel tempo, misurata con un valore numerico - ad esempio, REI 90 - associato ai minuti di effettiva conservazione. Di norma, la REI valuta resistenze da 30 a più di 120 minuti.
Verifica della resistenza antincendio delle pareti
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Tramite la REI, progettisti e costruttori possono dimostrare la conformità degli elementi strutturali agli standard nazionali e alle normative vigenti, tramite un processo che combina sia la verifica teorica che quella pratica, per assicurare che ogni parte dell’edificio contribuisca a limitare gli effetti delle fiamme.

Che differenza c'è tra REI ed EI

È però necessario sottolineare che la certificazione può attestare classi diverse, a seconda delle funzioni dell’elemento costruttivo. A questo scopo, che differenza c’è tra REI ed EI? In linea generale, la REI indica la classe completa, mentre la EI quella ridotta, applicabile esclusivamente a elementi che non devono sostenere carichi. Entrando maggiormente nel dettaglio:

  • la REI include verifiche su resistenza e stabilità (R), ermeticità (E) e isolamento termico (I) ed è obbligatoria per tutte le strutture portanti che reggono pesi, per evitare crolli durante l’incendio;
  • la EI include invece solo l’ermeticità (E) e l’isolamento termico (I), limitatamente a elementi non portanti come pareti divisorie, porte tagliafuoco, tramezzi e controsoffitti, il cui unico compito è bloccare fiamme, fumo e calore.

La scelta tra una certificazione REI oppure EI dipende quindi dagli elementi che si devono verificare, al fine di ottimizzare la sicurezza senza imporre un rincaro dei costi di verifica, per strutture che non hanno capacità portante.

Cosa si intende per resistenza e reazione al fuoco

Per quanto la certificazione REI si occupi di resistenza al fuoco, affinché le proprietà antincendio possano essere correttamente valutate, è spesso necessario controllare separatamente anche la reazione alle fiamme. Si tratta infatti di due parametri fondamentali, per comprendere quali siano le capacità della struttura di contenere le fiamme e come reagisca all’incendio. Più precisamente:

  • la resistenza indica la capacità di un elemento costruttivo di mantenere le sue funzioni essenziali durante un incendio, come ad esempio la capacità portante;
  • la reazione descrive invece come un materiale possa contribuire all’innesco o alla diffusione delle fiamme.

In ogni caso, la certificazione REI - così come suggerisce il nome - si concentra soprattutto su tre caratteristiche principali:

  • la stabilità o resistenza (R), cioè la capacità di un elemento costruttivo portante di non collassare durante l’esposizione al fuoco;
  • l’ermeticità (E), ovvero quanto gli elementi siano in grado di fungere da barriera al passaggio di fiamme, gas e fumi verso aree non ancora coinvolte dall’incendio;
  • l’isolamento termico (I), cioè la capacità di limitare il trasferimento di calore, evitando che altre superfici possano raggiungere temperature pericolose.

Quando è necessaria la REI

La necessità di verifica delle capacità antincendio è essenziale in tutte quelle situazioni di rischio elevato, per garantire che le strutture possano resistere per un tempo abbastanza lungo, da consentire evacuazioni sicure e adeguati interventi di soccorso. 

Ad esempio, la certificazione REI del solaio attesta la resistenza della struttura all’azione delle fiamme, evitando così crolli che, soprattutto negli edifici a più piani, potrebbero generare pericolose reazioni a catena. Ancora, la certificazione REI delle pareti in cartongesso è essenziale per evitare che fiamme e fumi si propaghino rapidamente in altri ambienti, data la loro natura spesso più fragile rispetto a pareti in muratura.

Uscita di sicurezza
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In base al D.M. del 3 agosto 2015 - ovvero il Codice di Prevenzione Incendi - l’attestazione è parte integrante delle procedure autorizzative per la costruzione, la modifica o la ristrutturazione di immobili. In particolare, è obbligatoria per:

  • edifici pubblici e commerciali, come ospedali, scuole, centri commerciali e via dicendo;
  • strutture complesse o di notevole altezza, per le quali le regole tecniche verticali prevedono requisiti antincendio più stringenti, oppure che presentano attività a rischio, per garantire la tenuta degli elementi costruttivi;
  • ristrutturazioni e ampliamenti, se modificano la configurazione antincendio, tali da richiedere una nuova verifica tramite SCIA;
  • attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del D.P.R. 151/2011, come contesti industriali o ricettivi.

Chi rilascia la certificazione REI

La procedura di rilascio dell’attestazione comporta diverse fasi, tra la verifica degli elementi costruttivi e la compilazione degli appositi moduli, come il PIN 2.2.2023 dei Vigili del Fuoco, che rappresenta uno degli strumenti standard integrati con la SCIA. Ma chi firma la certificazione REI?

La verifica della conformità e la consegna del documento è affidata a figure professionali qualificate - come ingegneri o architetti - dalle competenze specifiche in materia antincendio e iscritte all’apposito elenco del Ministero dell’Interno, ai sensi della Legge 818/1984.

Ma come avviene il rilascio della certificazione REI per le strutture? Il processo inizia con l’analisi del progetto, prosegue con le ispezioni in cantiere e si conclude con test o calcoli, per confermare le prestazioni delle strutture analizzate. In particolare si distingue tra certificazione REI con:

  • metodo tabellare, che sfrutta tabelle normative per confronti rapidi delle prestazioni, di solito utilizzate per elementi costruttivi standard;
  • metodo analitico, che impiega calcoli avanzati e simulazioni numeriche per attestare le proprietà antincendio;
  • metodo sperimentale, con test fisici di laboratorio su campioni reali di materiali.

Le conseguenze del mancato rilascio della REI

Il mancato rispetto degli obblighi di certificazione può portare a importanti conseguenze, sia dal punto di vista sanzionatorio che della sicurezza delle strutture non sottoposte a verifica. 

In base al Codice Prevenzione Incendi e al D.M. del 16 febbraio 2007, il mancato adempimento rappresenta un’infrazione punibile, che può comportare:

  • sanzioni amministrative elevate dai Vigili del Fuoco, con possibile sospensione dell’attività o divieto di esercizio fino alla regolarizzazione;
  • responsabilità penali in caso di incendio con danni alle persone o alle strutture;
  • blocchi operativi e chiusura delle attività, per mancanza di una SCIA valida.

Infine, non bisogna dimenticare che la mancata certificazione può esporre anche a richieste di risarcimento di danni civili, ad esempio per gli infortuni o la distruzione di strutture e porzioni di immobili.

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