Ondata di freddo sulle Alpi ad inizio settimana, torna la neve specie sui versanti esteri e i confini. Forti nevicate in Valle d'Aosta.
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La neve in pianura si è vista molto poco quest'anno, ma quantomeno per le Alpi e l'Appennino è una stagione positiva, assolutamente diversa dalle precedenti. Le innumerevoli perturbazioni atlantiche arrivate nel Mediterraneo hanno regalato tanta neve alle alte quote, specie oltre i 1500 metri, e l'Inverno sembra abbia ancora molto da dire. Le previsioni di inizio settimana suggeriscono l'arrivo di neve forte su alcuni territori alpini, soprattutto in Valle d'Aosta.

Neve forte in arrivo lunedì, ma non per tutti

Il ciclone che in queste ore sta attraversando il Mediterraneo regalerà ancora un po' di neve sulle Alpi occidentali e localmente anche su quelle orientali, ma con accumuli abbastanza blandi. Spicca solo il Cuneese al di sopra dei 1000 metri, dove sono previsti almeno 30 cm di neve nel corso di questo weekend.

Il Cuneese, come spesso accade, beneficia di configurazioni favorevoli grazie alla sua esposizione rispetto alle correnti in ingresso dal Golfo del Leone e dalla Francia meridionale. In questi casi le correnti umide vengono forzate a sollevarsi rapidamente lungo le prime dorsali alpine, intensificando le precipitazioni proprio sui settori più occidentali.

La nuova ondata di maltempo

Dopo una piccola pausa ci sarà un'altra ondata di maltempo, però questa volta i flussi freddi nord-atlantici andranno a schiantarsi direttamente sulle Alpi settentrionali. Si tratterà di una massa d'aria fredda polare marittima che attraverserà la Gran Bretagna, la Francia e la Germania per poi sbattere letteralmente sull'arco alpino, producendo un sensibile calo delle temperature sui versanti più esposti e anche l'arrivo di nevicate importanti.

Questa dinamica è tipica delle irruzioni da nord o nord-ovest: l’aria polare marittima, instabile e ricca di umidità, incontra l’imponente muraglia alpina e viene costretta a sollevarsi bruscamente. Il sollevamento forzato provoca un raffreddamento ulteriore della massa d’aria e una condensazione molto efficiente, con conseguente formazione di nubi compatte e precipitazioni persistenti sui versanti sopravvento.

Neve
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Il ruolo decisivo dello stau alpino

Per Svizzera, Francia, Germania e Austria si tratterà di un discreto passaggio freddo che regalerà nevicate localmente a quote collinari, soprattutto nei fondovalle alpini. Sul Nord Italia invece cadrà poco o nulla, soprattutto sul versante padano delle Alpi.

C'è però un'eccezione: sulle Alpi di confine e su alcuni territori italiani le nevicate risulteranno abbondanti nel corso di questo lunedì 16 febbraio.

Lo sviluppo di queste nevicate abbondanti è da attribuire al fenomeno dello stau, ovvero l'accrescimento verticale delle nubi a ridosso delle montagne sui versanti esposti a correnti umide e fredde. In questo caso la massa d'aria instabile e fredda nord-atlantica si abbatterà sui versanti settentrionali dell'arco alpino, ragion per cui sui versanti esteri ci saranno le precipitazioni più abbondanti mentre sul lato meridionale dell'arco alpino l'area risulterà un po' più asciutta e stabile. Quidndi, ci saranno due tipi di tempo totalmente differenti:

  • Sulle Alpi estere e le Alpi di confine avremo cieli nuvolosi e nevicate abbondanti;
  • in Val Padana cieli poco nuvolosi o nuvolosi senza precipitazioni, addirittura con parecchi gradi in più.

Qui entra in gioco il concetto fondamentale di sopravvento e sottovento.

  • I versanti settentrionali dell’arco alpino, esposti direttamente all’impatto delle correnti, si trovano in pieno sopravvento e quindi ricevono il massimo delle precipitazioni.
  • Il versante padano, invece, resta in sottovento: l’aria, dopo aver scaricato gran parte della propria umidità sul lato nord, discende verso sud riscaldandosi per compressione. Questo processo prende il nome di effetto föhn e comporta cieli più aperti, precipitazioni scarse e temperature relativamente più miti rispetto alle aree immediatamente oltreconfine.

Lo stau alpino, in queste configurazioni, può risultare estremamente efficiente. Non è raro che, in presenza di correnti ben orientate e persistenti, si accumulino quantitativi di neve notevoli in poche ore sui crinali di confine e nei settori più settentrionali della Valle d’Aosta e dell’Alto Adige.

Valle d’Aosta nel mirino della neve 

Ma dove nevicherà per l'esattezza? La Valle d'Aosta sarà la regione maggiormente colpita dalle forti nevicate, essendo il territorio italiano più esposto a questo genere di stau alpino indotto dalle fredde correnti polari. Non a caso si prevedono nevicate quasi in ogni angolo della regione, a tratti fino a quote collinari e nei fondovalle. Molto probabile l'arrivo della neve anche su Aosta, ma chiaramente il manto nevoso più consistente sarà presente al di sopra dei 1000 metri di altitudine, dove sono attesi dai 30 ai 50 cm di neve fresca in appena 24 ore.

Si tratterà dunque di una vera e propria nevicata abbondante, capace di accumulare fino a mezzo metro di neve fresca sui settori più esposti. La particolare conformazione della Valle d’Aosta, incastonata tra le più alte cime alpine e direttamente esposta ai flussi da nord-ovest, la rende una delle aree italiane più sensibili allo stau. Quando le correnti sono sufficientemente fredde, la neve riesce a spingersi fino ai fondovalle, soprattutto nelle ore notturne o in presenza di precipitazioni intense che favoriscono il raffreddamento per rovesciamento.

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Neve anche in Piemonte, Lombardia, Alto Adige

Non nevicherà solamente in Valle d'Aosta, sia chiaro. Sono attese nevicate anche sulle Alpi di confine torinesi, sull'Alto Piemonte e sull'Alta Lombardia e anche in Alto Adige. Nevicate consistenti potrebbero riguardare il territorio del Sestriere, anche con oltre 20 cm di accumulo. Le aree più esposte saranno:

  • Valle d’Aosta settentrionale e centrale;
  • Alpi di confine torinesi e zona del Sestriere;
  • Alto Piemonte e Alta Lombardia;
  • settori più settentrionali dell’Alto Adige.

Il Sestriere e le zone di confine torinesi si trovano in una posizione strategica proprio lungo la linea di separazione tra i versanti più direttamente esposti e quelli progressivamente più schermati. Anche l’Alto Adige, in presenza di correnti settentrionali ben strutturate, può beneficiare di accumuli importanti soprattutto nelle vallate più interne e nelle aree prossime al confine austriaco.

Occorre precisare che in queste determinate situazioni, dove il fenomeno predominante è lo stau alpino, le precipitazioni tendono rapidamente ad esaurirsi fino a scomparire del tutto man mano che si procede verso la Pianura Padana. Solo fioccate o veloci rovesci di neve potrebbero interessare le Dolomiti e tutto l'Alto Veneto, compresa la zona in cui si stanno svolgendo le Olimpiadi invernali.

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