La pubblicazione “Key figures on the European food chain – edizione 2025”, uscita a dicembre, racconta il percorso che il cibo compie ogni giorno: dalla terra e dal mare fino alla nostra tavola. L’analisi abbraccia tutta la filiera alimentare — produzione, trasformazione, distribuzione, commercio internazionale, consumo e impatto ambientale — ma oggi i riflettori sono puntati su un protagonista spesso invisibile: la flotta peschereccia dell’Unione europea.
Nel 2024 la flotta dell’UE era composta da 68.863 imbarcazioni da pesca. Nel complesso, queste navi rappresentavano una stazza lorda di 1,2 milioni di tonnellate — un indicatore della quantità di pesce che possono trasportare — e una potenza motrice totale di 5,0 milioni di kilowatt, parametro che misura la forza disponibile per le attività di pesca. A dominare il panorama sono soprattutto le piccole imbarcazioni: la grande maggioranza non supera infatti i 10 metri di lunghezza.
Guardando all’ultimo decennio emerge però una tendenza chiara: la flotta europea si sta progressivamente riducendo. Rispetto al 2014, nel 2024 si contano 10.850 pescherecci in meno, pari a un calo del 13,6%. Anche la capacità complessiva della flotta è diminuita del 14,9%, mentre la potenza totale dei motori si è ridotta del 12,3%.
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