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Borová Lada Cottage è una casa del XIX secolo ristrutturata con l'idea di integrare una nuova narrazione architettonica in cui il vecchio e il nuovo coesistono visibilmente
Borová Lada Cottage Tomas Slavik

La Selva Boema, nota come Šumava, è uno dei paesaggi naturali più estesi e misteriosi dell'Europa centrale. Le sue fitte foreste di abeti, le torbiere e le dolci colline formano una regione di confine tra Repubblica Ceca, Germania e Austria, che da secoli è rifugio per comunità rurali e piccoli villaggi isolati.

In questo ambiente remoto, l'architettura tradizionale assume forme robuste in pietra e legno, progettate per resistere ai lunghi inverni e alle intemperie. Ai margini di questa antica foresta, una baita del XIX secolo è stata riportata in vita grazie a un intervento contemporaneo che ne rispetta la storia e al contempo abbraccia la modernità.

È stato lo studio di Praga Studio Plyš a occuparsi della ristrutturazione del Borová Lada Cottage, una casa rurale di 333 metri quadrati situata nei pressi dell'omonimo villaggio. Il progetto non mira a cancellare le tracce del tempo, ma a integrarle in una nuova narrazione architettonica in cui il vecchio e il nuovo coesistono visibilmente.

Sulla facciata, gli spazi tra le colonne di cemento sono rivestiti con pannelli di legno scuro
Legno e cemento Tomas Slavik

Una struttura storica rafforzata

Prima dell'intervento, la baita ha subito decenni di ristrutturazioni sconsiderate. Durante gli Anni '80 e '90, sono state apportate modifiche che hanno indebolito la struttura originale, costringendo il team di architetti a ripensare le fondamenta e a rinforzare il tetto. L'approccio del progetto si è quindi basato su una conservazione critica, guidata dal rispetto per gli strati dell'edificio, la sua presenza materiale e la sua storia.

Verso l'esterno, porte scorrevoli vetrate a tutta altezza consentono di aprire lo spazio sul giardino e su una terrazza coperta
Spazio aperto sul giardino Tomas Slavik

Gli spessi muri in pietra originali continuano a organizzare il piano terra in spazi compartimentati, come era tipico delle case rurali della regione. All'estremità meridionale dell'edificio, è stato necessario un intervento più sostanziale per sostenere il tetto. Qui, sono state introdotte tre colonne in cemento a vista, modellate con casseforme a doghe che conferiscono una texture distintiva.

Gli spessi muri in pietra originali sono rimasti e continuano a organizzare il piano terra in spazi compartimentati.
Il piano basso Tomas Slavik

Questo punto di incontro tra vecchio e nuovo diventa il cuore del progetto. Qui si trova il soggiorno, collegato alla cucina da un'ampia apertura. Verso l'esterno, porte scorrevoli in vetro a tutta altezza permettono allo spazio di aprirsi sul giardino e su una terrazza coperta.

Sulla facciata, gli spazi tra le colonne sono rivestiti con pannelli in legno scuro. Integrati in questi pannelli, porte, tende motorizzate e due finestre circolari nascoste dietro binari in acciaio a vista. Queste aperture rotonde conferiscono un carattere inaspettato alla casa.

Il piano alto è il luogo in cui si concentra lo spazio abitabile più grande dell'ampliamento
Il piano alto Tomas Slavik

All'interno del soggiorno, una di queste finestre circolari si trasforma in un piccolo rifugio domestico. La parete interna, rivestita in compensato, incorpora una seduta imbottita che funge da angolo lettura.

Un attico ampliato e contemporaneo

L'attico è il luogo in cui si concentra lo spazio abitativo dell'ampliamento. Il tetto originale è stato rinforzato con travi in ​​acciaio, che ha consentito l'inserimento di nuovi spazi abitativi sotto il tetto.

Questo piano superiore è stato concepito come una struttura indipendente inserita nell'edificio esistente. Secondo lo studio, è "letteralmente imbullonato all'edificio", una strategia che definisce chiaramente ciò che appartiene all'intervento contemporaneo e ciò che fa parte dell'edificio storico.

Le camere da letto sono distribuite sotto travi inclinate in acciaio e legno che seguono la pendenza del tetto
Le camere da letto Tomas Slavik

Travi in ​​legno rivestite in pannelli di fibrocemento incorniciano uno spazio centrale progettato per la vita multigenerazionale, "con unità individuali e spazi condivisi collegati da una scala centrale", spiega lo studio.

Le camere da letto sono distribuite lungo i bordi della planimetria, sotto travi inclinate in acciaio e legno che seguono l'inclinazione del tetto. Nel frattempo, la struttura inserita ospita l'impianto idraulico, accuratamente separato dall'edificio storico per preservarne la permeabilità al vapore.

Sul bordo del tetto appare un motivo a zigzag che evoca la zmijovka, un tradizionale cappello di lana ceco
Il tetto Tomas Slavik

Il tetto è rifinito con tegole metalliche che reinterpretano l'estetica locale. Un motivo a zigzag si estende lungo il bordo del tetto, evocando la zmijovka, un tradizionale cappello di lana ceco. Questo gesto collega l'architettura contemporanea all'immaginario culturale della regione.

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