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Il commercio internazionale di armamenti è fortemente concentrato in pochi paesi. Stando ai dati dello Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI), gli Stati Uniti dominano nettamente il mercato mondiale con circa il 40% delle esportazioni globali, seguiti da Russia (circa 16%) e Francia (circa 11%). Altri esportatori rilevanti sono Cina, Germania, Italia e Spagna.

Per quanto riguarda l’Italia, il paese si colloca stabilmente tra i principali esportatori mondiali di armi, intorno al sesto posto. Le esportazioni italiane rappresentano circa il 4% del totale globale. Negli ultimi anni il settore ha registrato una crescita significativa rispetto al quinquennio precedente, segno di un rafforzamento dell’industria della difesa nazionale. Tra i principali destinatari delle armi italiane figurano soprattutto paesi del Medio Oriente, come Qatar, Egitto e Kuwait. Questo andamento riflette il peso dell’industria militare italiana nei settori aeronautico, navale e dei sistemi elettronici per la difesa.

La Spagna occupa anch’essa una posizione tra i primi dieci esportatori globali, con una quota di circa il 3% del mercato internazionale. A differenza dell’Italia, però, nel periodo analizzato le esportazioni spagnole hanno registrato una leggera diminuzione rispetto al quinquennio precedente. I principali acquirenti delle armi spagnole sono stati paesi come Arabia Saudita, Australia e Turchia. Anche in questo caso il settore della difesa è legato soprattutto alla produzione navale, aeronautica e a programmi industriali europei condivisi.

Il Portogallo, invece, ha un ruolo molto più limitato nel commercio globale di armamenti. Non compare tra i primi dieci esportatori mondiali e si colloca molto più in basso nella classifica internazionale. Questo dipende dalle dimensioni relativamente ridotte della sua industria della difesa, che è spesso integrata in progetti multilaterali europei o della NATO piuttosto che orientata a grandi esportazioni autonome.

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