La tanto discussa ondata di freddo fuori stagione arriverà e colpirà in pieno l'Italia in questo finale di marzo tutt'altro che primaverile. L'alta pressione non riuscirà in alcun modo a raggiungere il Mediterraneo poiché sarà impegnata su Gran Bretagna e mar del Nord, contribuendo, direttamente, alla discesa di una imponente ondata di freddo artico. Freddo e neve, tra poche ore, torneranno in Italia.
Si torna in pieno inverno con vento, freddo e neve
Paradossalmente sarà una delle ondate di freddo più forti dell'inverno, ma la stagione fredda in realtà si è già conclusa da qualche giorno (dal 20 marzo, giorno dell'equinozio). La natura è però sempre pronta a sorprendere: non è la prima volta che il freddo intenso arriva nel Mediterraneo a inverno ormai concluso. Basti ricordare l'ondata di gelo dell'8 aprile 2003, che regalò la neve in pianura e sui litorali del centro-sud contro ogni aspettativa.
Marzo e Aprile, due mesi di transizione
In questo periodo dell’anno l’atmosfera si trova in una fase di transizione molto delicata: da un lato il sole diventa sempre più alto e potente, dall’altro lato enormi serbatoi di aria gelida restano ancora attivi tra il Polo Nord, la Scandinavia e la Russia europea. Quando si creano le giuste configurazioni bariche, queste masse d’aria fredda riescono a scivolare verso sud con grande facilità, raggiungendo anche il Mediterraneo.
Il motivo principale risiede nella maggiore ondulazione della corrente a getto, che proprio tra marzo e aprile tende a diventare più instabile e meno “tesa” rispetto ai mesi invernali. Questo favorisce gli scambi meridiani, ovvero le discese di aria fredda verso latitudini più basse e, allo stesso tempo, le risalite di aria calda verso nord. È un continuo gioco di contrasti che rende il tempo estremamente dinamico e imprevedibile, soprattutto tra marzo e aprile. Non a caso i centri meteo ipotizzano ondate di freddo improvvise anche ad aprile, come ad esempio nel periodo di Pasqua.
Inoltre, dopo mesi di inverno, il vortice polare entra progressivamente in crisi e perde compattezza. Questo non significa che il freddo scompaia all’improvviso, ma piuttosto che venga distribuito in modo più irregolare, con veri e propri “colpi di coda” che possono risultare anche più incisivi rispetto a quelli invernali. Quando una massa d’aria artica si muove verso un territorio già parzialmente riscaldato dal sole primaverile, i contrasti diventano molto più intensi e danno vita a fenomeni anche estremi, tra cui temporali, grandinate e nevicate a quote insolitamente basse.
Sarà un 2026 diverso dal solito
Nell'ultimo decennio, complice la mano del cambiamento climatico, il freddo ha avuto pochissimi sbocchi verso l'Italia, sia in pieno inverno che a inizio primavera. Non a caso a dominare la scena sono state spesso ondate di caldo precoci fin da marzo, soprattutto tra il 2019 e il 2024.
Quest'anno la situazione è palesemente diversa: c'è molta più dinamicità e molta più predisposizione alle ondate di maltempo in Italia (fin dall'autunno).
Ondata di freddo fuori stagione in arrivo
Ora il vortice polare, la grande depressione che ruota nei mesi freddi sul polo nord, sta inviando gli ultimi impulsi freddi alle basse latitudini. Una di queste frustate fredde colpirà in pieno l'Italia tra giovedì 26 e sabato 28 marzo, rispedendola in pieno inverno in men che non si dica. Le tempistiche di questa ondata di maltempo:
nord-est nella notte di giovedì con temporali e neve a bassissima quota;
medio-basso adriatico e sud tra venerdì e sabato con maltempo diffuso.
Nelle prime ore di giovedì irromperà il freddo sul nord Italia: qui darà vita ad un vortice di bassa pressione insidioso e ricco di maltempo, che colpirà prettamente il nord-est. Il maltempo sarà velocissimo per le regioni settentrionali: ci saranno acquazzoni e temporali, con grandine e bruschi cali di temperatura, ma tutto per poche ore, nelle ore notturne. I temporali saranno in grado di far precipitare la temperatura ed anche il limite della quota neve. Nella notte di giovedì, insomma, i fiocchi di neve potrebbero sfiorare i 200 metri di altitudine tra Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia Romagna.
Col passare delle ore il vortice si sposterà velocemente sul centro-sud Italia, dove insisterà per quasi due giorni. Già nel corso di giovedì arriveranno rovesci e temporali su gran parte del centro, mentre la neve imbiancherà l'Appennino oltre i 1000 metri. Autentiche tempeste di neve potrebbero colpire le alte quote, poiché soffieranno venti di libeccio superiori ai 90 km/h.
Maltempo e freddo venerdì 27 marzo
Nella giornata di venerdì 27 marzo il vortice di bassa pressione si piazzerà sulle regioni del sud, ragion per cui l'aria fredda affluirà anche sul meridione ed il vento ruoterà dai quadranti settentrionali. Spirerà un burrascoso vento di grecale su tutto il medio-alto Adriatico, maestrale sul medio-basso Tirreno.
Tornerà velocemente il sole su tutto il nord e l'alto Tirreno, mentre nubi, piogge e temporali imperverseranno su Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata. Acquazzoni anche su Campania, Calabria, Sicilia settentrionale e basso Lazio.
Il freddo si farà sentire ovunque: le temperature crolleranno a picco sul versante adriatico, come se fosse pieno inverno.
La neve farà visita in collina tra Marche, Abruzzo e Molise: sempre più probabile il ritorno di qualche centimetro di neve su Campobasso e L'Aquila, ma i fiocchi bianchi potrebbero spingersi fino a 400-500 metri di quota. In presenza di temporali la quota neve potrebbe scendere momentaneamente ancor più giù.
Tuttavia i fenomeni prevalenti alle basse quote saranno piogge, locali grandinate e anche episodi di gragnola, ossia la via di mezzo tra grandine e neve, tipica di queste forti ondate di freddo artico che, in alta quota, possiedono temperature estremamente gelide (fino a -35°C a 5500 metri).
Residuo maltempo e freddo sabato 28 marzo
Anche sabato 28 marzo il tempo sarà prettamente invernale, nonostante avanzerà un graduale miglioramento. Ci saranno le ultime precipitazioni tra Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia settentrionale, tutto accentuato dai forti venti di tramontana che acutizzeranno la percezione del freddo. Ancora nevicate residue sull'Appennino meridionale oltre 700 metri. Sul resto d'Italia tornerà il sereno, ma la primavera farà una gran fatica ad imporsi.
per commentare devi effettuare il login con il tuo account