Co-housing per gli anziani a Roma, Gualtieri: “Una straordinaria opportunità per la città”

Il primo cittadino della Capitale è intervenuto al Festival del Co-Housing, il primo grande evento pubblico italiano dedicato alle nuove forme di abitare condiviso per anziani
Co-housing
Getty images

Da Roma arriva una proposta per ripensare il modo di abitare in età avanzata. Se ne è parlato il 30 marzo all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone nel corso del Festival del Co-Housing, il primo grande evento pubblico italiano dedicato alle nuove forme di abitare condiviso per anziani. “Noi tutti – ha affermato il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, intervenendo alla manifestazione – dovremmo vedere la sfida del co-housing come una straordinaria opportunità per mettere in campo un modello diverso di concepire la città”. E ha sottolineato: “Investire sul co-housing fa risparmiare lo Stato, riduce enormemente l’esigenza di altre modalità di cura e di sostegno che sono più dispendiose”.

Il Festival del Co-Housing è stato promosso dall'Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute e realizzato da Doc Servizi Soc. Coop. in partnership con Auser Lazio, Cooperativa Risvolti e Cooperativa Prassi e Ricerca, con il finanziamento del Pnrr - NextGenerationEU e il sostegno del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

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Funari: “Diamo voce a una necessità profonda: ripensare l’abitare quando la vita si allunga”

Ma perché si è sentita l’esigenza di realizzare un Festival del Co-Housing? E qual è il suo obiettivo? Lo ha spiegato bene l’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, Barbara Funari, che ha aperto l’evento, al quale hanno partecipato tra gli altri lo scrittore Erri De Luca, l’arcivescovo Vincenzo Paglia, il pianista e compositore Nicola Piovani, la filosofa Donatella Di Cesare.

L’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute ha affermato: “Oggi non siamo qui solo per inaugurare un Festival, ma per dare voce a una necessità profonda: ripensare l’abitare quando la vita si allunga. Perché un Festival del Co-Housing? Perché avevamo bisogno di uno spazio per parlare di questi temi”. 

Progettare insieme nuove forme di convivenza

Funari ha quindi sottolineato: “I dati parlano chiaro: in Italia ci sono quasi 10 milioni di persone che vivono da sole e, attenzione, sebbene gli over 65 siano oltre 3 milioni, cresce in modo importante il tema della solitudine anche nella fascia di età tra i 45 e i 64 anni. Il dato che ci deve far più riflettere, l’Istat ce lo dice, è che quasi 2 milioni di persone over 75 dichiarano di sentirsi sole spesso o sempre, 1 su 5 non ha quindi nessuno con cui parlare. Davanti a questa solitudine non possiamo stare fermi, ma dobbiamo progettare insieme nuove forme di convivenza”. 

Festival del Co-Housing
L’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute, Barbara Funari idealista/news

La legge 23 marzo 2023, n. 33

L’assessora ha quindi aggiunto: “Oggi il nostro Paese ha anche un’occasione storica: la legge 33 del 2023 sulla riorganizzazione dell’assistenza agli anziani. Una legge che dedica proprio un articolo al tema del co-housing. E rinnoviamo anche da qui un invito al governo affinché la legge venga attuata presto e subito”. 

Restituire comunità a chi è anziano

Funari ha poi precisato: “Come ricorda monsignor Vincenzo Paglia, è bene che le riflessioni si amplino per comprendere l’urgenza anche di una nuova cultura sul tema. Si tratta di rovesciare il paradigma ‘anziano = solo’. Restituire comunità a chi è anziano e, perché no, anche a chi è adulto, se lo desidera, rappresenta una nuova chiave di positiva trasformazione della nostra società. Ogni cittadino e cittadina di Roma ha il diritto di abitare la propria casa e il proprio quartiere anche nella vecchiaia, respingendo l’istituzionalizzazione forzata come unica scelta possibile. Per questo vogliamo portare all’attenzione del dibattito pubblico che esistono alternative. Roma Capitale ha già avviato in questi anni nuovi co-housing, case alloggio, dove la persona vive in un contesto familiare, condiviso, protetto”. 

Il co-housing è scelta di innovazione sociale e culturale

L’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale ha inoltre evidenziato: “Il co-housing non è solo un tetto, ma una scelta di innovazione sociale e culturale. E ogni innovazione, per crescere e strutturarsi, necessita di un cambiamento da promuovere tra i cittadini, tra le istituzioni, nel terzo settore, nelle associazioni, nei comitati di quartiere e in tutte le altre forme di cittadinanza attiva. Dobbiamo chiederci come possiamo invecchiare in tanti, bene e mai da soli”.

E ha concluso: “Il nostro impegno come amministrazione sarà passare dall’analisi alla pratica, rendendo la rete di prossimità nella nostra città reale e visibile. Tuttavia, le istituzioni da sole non bastano, se non sono animate da una rinnovata responsabilità condivisa. Ognuno di noi deve sentirsi un po’ custode del benessere dell’altro, perché una città non è fatta solo di strade e palazzi, ma anche di relazioni tra le persone che la abitano. Lavoriamo insieme affinché la solitudine smetta di essere un’emergenza invisibile e diventi un impegno per costruire una città dove si vive meglio, insieme e non più da soli”.

Gualtieri: “Il co-housing è una straordinaria opportunità per la città”

Al Festival del Co-Housing ha partecipato anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, che ha spiegato quale significato ha per la città questa nuova forma di abitare condiviso per anziani e ha evidenziato quali sono le opportunità da cogliere. 

Festival del Co-Housing
Il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri idealista/news

Il sindaco ha innanzitutto affermato: “Noi tutti dovremmo vedere la sfida del co-housing non semplicemente come un’esigenza di fare fronte a un fenomeno complicato, a un problema che c’è ed è molto serio, ma come una straordinaria opportunità per mettere in campo un modello diverso di concepire la città. La dimensione specifica del co-housing, che poi consiste in persone che scelgono di vivere insieme pur non facendo parte dello stesso nucleo familiare, è un pezzo della visione che stiamo cercando di mettere in campo di una città basata di più sul concetto della prossimità, della vicinanza, tra le persone e tra l’amministrazione e i cittadini. Si tratta di un tassello della nostra idea che chiamiamo ‘città dei 15 minuti’, cioè una città in cui le persone sono inserite in reti sociali, comunitarie, di servizi”.

Il co-housing è un investimento

Gualtieri ha quindi spiegato: “Servono più risorse e un impegno forte in quello che in realtà non è uno spreco di denaro, ma è un investimento. Investire sul co-housing fa risparmiare lo Stato, riduce enormemente l’esigenza di altre modalità di cura e di sostegno che sono, anche dal punto di vista della finanza pubblica, più dispendiose. Noi non crediamo in questo modello solo per ragioni contabili, di costi e benefici, noi consideriamo il modello del co-housing una straordinaria opportunità di migliorare la qualità della vita non solo delle persone, degli anziani, dei cittadini che decideranno di condividere un pezzo della loro vita, ma di tutta la città”. 

L’opportunità culturale, sociale, democratica e civile del co-housing

Aggiungendo: “Penso che un modello di città in cui le persone hanno la possibilità di condividere relazioni, idee, passioni, sostegni, non solo dia qualcosa a quelle persone che si troveranno non più da sole, ma migliori la qualità della vita di tutti i cittadini, perché in questo modo si costruiscono delle reti solide, si mettono in circolo l’esperienza, l’intelligenza, la saggezza della vita che le nostre persone anziane hanno e di cui abbiamo tutti uno straordinario bisogno. C’è quindi anche un’opportunità culturale, sociale, democratica e civile, oltre che una grande opportunità per far fare un salto di qualità al nostro welfare, alle politiche sociali”.

Co-housing, di cosa si tratta

Quando si parla di co-housing ci si riferisce a un modello abitativo che consente di condividere spazi e servizi, mantenendo al tempo stesso la propria autonomia, ma combattendo la solitudine e l’isolamento sociale. 

Si tratta di una forma di coabitazione che punta a migliorare la qualità della vita e a offrire un’alternativa alle persone sole che, soprattutto andando avanti con gli anni (ma non solo), sentono l'esigenza di affrontare la propria esistenza in compagnia, dandosi una mano a vicenda e allontanando lo spettro della solitudine. 

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