Vivere in uno stabile condominiale comporta sempre una certa tolleranza, soprattutto nei confronti di oscillazioni o rumori dovuti alle normali attività domestiche altrui. A volte il disturbo è però insopportabile, tale da richiedere interventi immediati. Ad esempio, cosa fare per le vibrazioni in casa? Sebbene un certo tremolio sia fisiologico, le vibrazioni eccessive possono derivare da impianti, dal comportamento dei vicini, dal traffico stradale oppure da lavori edilizi. Bisogna quindi identificarne la fonte, anche coinvolgendo tecnici se necessario, e adottare le adeguate contromisure come l’installazione di tappeti antivibranti, controsoffitti o contropareti isolanti.
Da dove originano le vibrazioni in casa
Innanzitutto, è necessario comprendere da dove derivino le vibrazioni in condominio: di norma, le cause possono essere sia interne che esterne allo stabile stesso. Partendo proprio dalle cause interne, il tremolio è solitamente dovuto a una combinazione di fattori, spesso legati alle parti comuni condominiali o, ancora, alle unità private dell’edificio. Fra le più frequenti, si elencano:
- impianti centralizzati come ascensori, pompe idrauliche, gruppi di condizionamento e via dicendo, che possono trasmettere oscillazioni attraverso i solai o i muri;
- attività domestiche dei vicini, come elettrodomestici, attrezzi ginnici o strumenti musicali;
- tremori meccanici e rumori da calpestio negli appartamenti altrui;
- problemi strutturali preesistenti dello stabile, come solai usurati, giunti allentati o microfessure nei pilastri.
Tra le cause esterne all'edificio, invece vi rientrano frequentemente:
- le vibrazioni da traffico stradale, percepibili soprattutto ai piani bassi, soprattutto vicino a vie di comunicazione ad alto scorrimento, tramvie o ferrovie;
- i lavori edili nelle vicinanze, che determinano scuotimenti temporanei ma ripetuti;
- i comuni fenomeni naturali o urbanistici, come le fisiologiche vibrazioni del terreno.
Cosa possono causare le vibrazioni
La presenza di vibrazioni in casa non dovrebbe essere mai sottovalutata, perché può essere il sintomo di importanti problemi o, ancora, preludio di conseguenze più gravi.
Innanzitutto, bisogna prendere in considerazione gli effetti strutturali delle oscillazioni non fisiologiche. Si possono infatti registrare danni agli edifici conseguenti a vibrazioni, quali:
- crepe negli intonaci;
- distacchi di piastrelle o altri rivestimenti;
- deterioramento di strutture fragili, come il vano scala;
- cedimenti progressivi, nei casi più gravi, di elementi portanti.
Dopodiché, vi possono essere anche effetti sulla quiete e la serenità dei residenti. Si pensi a un rumore sordo e continuo in casa, che altera il sonno e le attività quotidiane, generando stress, irritabilità o difficoltà di concentrazione. È quindi fondamentale identificarne la causa e, se necessario, coinvolgere il condominio per una pronta risoluzione.
Cosa fare per risolvere le vibrazioni condominiali
Affrontare il problema delle vibrazioni condominiali richiede un certo impegno, nonché un percorso ordinato, per comprenderne sia le responsabilità che le eventuali modalità di intervento.
Innanzitutto, è indispensabile capire se il problema sia presente solo nella propria unità immobiliare o in tutto il condominio. Per farlo, si può procedere:
- annotando orari, durata e intensità del fenomeno, possibilmente supportando la testimonianza con registrazioni audio o video;
- confrontandosi con i vicini per comprendere se il disturbo è condiviso, raccogliendo eventuali testimonianze;
- cercando di capire se le vibrazioni subite possano determinare danni o conseguenze più gravi.
Relativamente all’ultimo punto, ad esempio, come capire se un pavimento sta cedendo? Bisogna prestare attenzione non solo allo scricchiolio e alle vibrazioni, ma anche a eventuali crepe diagonali, avvallamenti centrali o a ridosso delle pareti, problemi nell’aprire porte e finestre, distacchi dei battiscopa e molto altro ancora.
Individuata la causa, che dovrà comunque essere eventualmente confermata con perizie sul campo strumentali, fonometriche o tramite accelerometri, è utile inviare una segnalazione formale all’amministratore - meglio via raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC - descrivendo i fatti in modo chiaro e chiedendo una pronta risoluzione.
Di norma, se il problema è dovuto al comportamento anomalo di un residente, l’amministratore può richiamarlo al rispetto del regolamento condominiale. Esaurite le vie amichevoli, il condomino colpito dal disturbo può adire le vie legali per immissioni oltre alla normale tollerabilità condominiale, ai sensi dell’articolo 844 del Codice Civile.
Per contro, se tremori e oscillazioni derivano da impianti oppure da condizioni dello stabile, l’amministratore - o i condomini colpiti - possono richiedere un’assemblea, per vagliare la possibilità di opportuni interventi.
Come può intervenire l’amministratore
Quando si verificano disturbi nello stabile condominiale, tali da ridurre la quiete o far sospettare problemi strutturali, l’amministratore assume un ruolo fondamentale. In base all’articolo 1130 del Codice Civile, deve infatti rispondere a specifici doveri di vigilanza e di iniziativa, soprattutto per tutelare il decoro, la stabilità e la sicurezza dell’edificio.
Ma come può intervenire? Quando il disturbo è dovuto alle parti comuni, come nel caso di rumori dagli impianti condominiali, l’amministratore può:
- accertare il problema, incaricando un tecnico abilitato, un geometra o un ingegnere di effettuare opportune misurazioni, conformi alle norme tecniche vigenti;
- convocare un’assemblea straordinaria, per deliberare eventuali interventi di manutenzione;
- avviare lavori autonomamente, nei casi di estrema urgenza, ai sensi dell’articolo 1135 del Codice Civile. In questo caso, l’amministratore ne dovrà rendere conto alla prima assemblea utile.
Quando le vibrazioni sono dovute invece a un singolo condomino, ad esempio per lavori in casa a orari non consoni, per l’amministratore è possibile:
- inoltrare diffide formali al responsabile, ad esempio chiedendo il rispetto degli orari di quiete definiti dal regolamento;
- intraprendere azioni legali in nome del condominio, richiedendo anche il risarcimento dei danni, in base all’articolo 2043 del Codice Civile.
In caso di violazioni, l’amministratore può anche far da tramite all’assemblea per comminare specifiche sanzioni, in base all’articolo 70 delle Disposizioni di Attuazione del Codice Civile. Le multe devono essere espressamente previste nel regolamento condominiale e possono arrivare a:
- 200 euro per le singole violazioni;
- 800 euro per le recidive.
Quali maggioranze servono per lavori che creano vibrazioni
Può spesso capitare che le vibrazioni interne allo stabile derivino da lavori di manutenzione, sia essa straordinaria oppure ordinaria. Ma quali maggioranze servono per approvare interventi che, giocoforza, avranno un certo impatto sulla quiete dei condomini?
Molto dipende dalla tipologia di intervento e dalle sue finalità, in base alle casistiche previste dall’articolo 1136 del Codice Civile. Di norma:
- per la manutenzione ordinaria o straordinaria, è sufficiente in prima convocazione la maggioranza degli intervenuti, purché rappresentino almeno la metà del valore in millesimi dello stabile;
- per interventi di notevole entità, possono essere previsti quorum più elevati. Ad esempio, per le innovazioni gravose, previste dall’articolo 1120 del Codice Civile, potrebbe essere necessaria la maggioranza degli intervenuti, purché rappresentino i 2/3 del valore dello stabile.
In ogni caso, è necessario comunicare preventivamente i rumori più fastidiosi, limitandoli al di fuori dalle fasce di quiete definite dal regolamento condominiale.
Come posso ridurre le vibrazioni in casa
Infine, quando l’origine di tremolii e oscillazioni è fisiologica, oppure in parallelo agli interventi condominiali deliberati, si possono adottare delle pratiche soluzioni per ridurre le vibrazioni all’interno della propria abitazione.
Nella maggior parte dei casi, risultano infatti efficaci:
- contropareti in cartongesso, dotate di intercapedine isolante o pannelli fonoassorbenti, per ridurre le vibrazioni nei muri di casa;
- tappetini antivibranti, soprattutto sotto mobili ed elettrodomestici, per le vibrazioni nel pavimento di casa;
- controsoffitti acustici per limitare le oscillazioni dovute alle normali necessità di vita dei condomini al piano di sopra;
- tendaggi pesanti, doppi vetri o pannelli fonoassorbenti per finestre e persiane, per ridurre le vibrazioni provenienti dall’esterno.
Allo stesso modo, è utile adottare le medesime soluzioni per evitare di produrre vibrazioni che potrebbero essere fastidiose per gli altri: a volte è sufficiente un tappetino fonoassorbente sotto la lavatrice, o staccare di qualche centimetro dalla parete gli elettrodomestici più rumorosi, per prevenire spiacevoli sorprese.








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