La settimana apre i battenti con l'ennesimo vortice di questo aprile pazzerello. Non si tratta di un'ondata di freddo fuori stagione paragonabile a quella arrivata ad inizio mese, ma si tratta di un ciclone africano, provvisto di forti venti di scirocco e anche tanta sabbia del deserto. In ogni caso non mancano piogge e temporali, di cui molti territori farebbero tranquillamente a meno dopo tutto il maltempo degli ultimi mesi.
Aprile pazzerello, ecco altro maltempo
Una frase del genere avrebbe certamente stonato fino a qualche mese fa, considerando l'estrema siccità vissuta dall'Italia negli ultimi anni, soprattutto al sud. Ma ora, con così tante perturbazioni ravvicinate, la situazione è totalmente rientrata e addirittura i terreni e le montagne sono totalmente sature.
Gli invasi del centro-sud hanno fatto il pieno, soprattutto grazie al ciclone Erminio di inizio aprile, pertanto ulteriori forti piogge potrebbero rappresentare un grosso problema dal punto di vista idrogeologico. Da non dimenticare il risveglio della frana di Petacciato, in Molise, causata proprio dalle eccessive piogge delle ultime settimane. I rischi principali con altro maltempo:
- terreni saturi e rischio frane;
- nuove piogge su aree già martoriate dal maltempo.
Ora che la siccità è alle spalle il problema è rappresentato dalle piogge eccessive, ma del resto si tratta di un classico effetto collaterale del cambiamento climatico: aumenta la frequenza dei fenomeni estremi, mentre gli andamenti più "lineari" vengono sempre meno.
Ciclone africano, ancora maltempo e pioggia sporca
Il ciclone in azione in queste ore porterà acquazzoni e temporali soprattutto al nord e sul centro Italia entro questo martedì, ma non mancheranno piovaschi pregni di sabbia sahariana anche al sud. Le cosiddette piogge sporche rappresentano uno degli effetti più evidenti del trasporto di polveri sahariane verso l’Italia. Quando le correnti di scirocco sollevano la sabbia dal deserto e la trasportano in quota, queste particelle rimangono sospese nell’atmosfera fino all’arrivo delle precipitazioni.
Le gocce di pioggia inglobano le polveri e le trascinano verso il suolo, dando vita a piogge cariche di residui che lasciano evidenti depositi su superfici esposte come auto, balconi e strade. Al sud Italia questo fenomeno risulta spesso più marcato proprio perché si trova più vicino alla fonte delle polveri e più esposto ai richiami caldi meridionali. Non è raro osservare cieli opachi, tendenti al giallo o al grigio lattiginoso, seguiti da precipitazioni che lasciano tracce visibili di sabbia, un fenomeno tanto scenografico quanto fastidioso.
Altra instabilità a metà settimana
Tra mercoledì 15 e giovedì 16 aprile il ciclone risucchierà nel Mediterraneo una massa d'aria più fresca in quota, proveniente dal nord Europa, andando a sollecitare tanta altra instabilità. Non ci sarà spazio, nell'immediato, per l'alta pressione. Anche mercoledì e giovedì sarà possibile imbattersi in rovesci e temporali, da nord a sud e soprattutto nelle zone interne, più esposte ai fenomeni temporaleschi. Ecco dove colpiranno i temporali:
- aree interne e appenniniche;
- zone lontane dal mare più soggette ai contrasti termici.
Nel mese di aprile il rischio di temporali risulta particolarmente elevato nelle zone interne per via dei forti contrasti termici che si vengono a creare durante la giornata. Il sole, ormai alto sull’orizzonte, riscalda rapidamente il suolo nelle ore centrali, soprattutto lontano dalle coste dove manca l’effetto mitigatore del mare.
Questo riscaldamento favorisce la risalita di aria calda e umida verso l’alto, che entrando in contatto con aria più fresca presente in quota può generare nubi a sviluppo verticale, le classiche nubi temporalesche. Le aree interne e montuose diventano così il punto di innesco ideale per rovesci e temporali anche improvvisi, spesso più intensi rispetto a quelli che interessano le zone costiere.
È proprio per questo motivo che in primavera i temporali tendono a svilupparsi più facilmente su Appennino e aree collinari, per poi eventualmente sconfinare verso le pianure circostanti.
Ritorno del caldo nel weekend
Un cambio di passo arriverà negli ultimi giorni della settimana, nel weekend. L'alta pressione pian piano proverà a riconquistare l'Italia, con effetti molto più marcati al nord e sul lato tirrenico. Arriverà aria più tiepida sub-tropicale che farà impennare le temperature su Liguria, Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia, Toscana, Lazio, Campania, Umbria e Sardegna. Su questi territori la colonnina di mercurio potrebbe di nuovo toccare i 23-25°C, valori da piena primavera.
Sul resto d'Italia i termometri faticheranno un po' di più nel risalire la china, ma sarà solo una questione d'attesa, fin quando non si esauriranno i venti più freschi di maestrale.








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