Mura che si accendono come schermi viventi, Palladio che incontra la serie di Fibonacci e un vicolo medievale riaperto dopo decenni: dalle Marche arriva un laboratorio che trasforma la rigenerazione urbana in esperienza collettiva. Con la nuova stagione, Borghi Invisibili 2026 riparte da Palazzo Lenci, nel borgo rinascimentale di Barchi (in provincia di Pesaro Urbino), e conferma l’edificio come sede di un cantiere permanente, partecipato e interattivo. L’iniziativa intreccia matematica, arte e architettura per valorizzare aree interne e comunità locali, puntando su installazioni, didattica, ricerca e pratiche condivise.
Un laboratorio vivo nel cuore delle Marche
Palazzo Lenci, edificio cinquecentesco affacciato sulla piazza di Barchi, viene riconfermato come fulcro operativo di Borghi Invisibili. Qui la rigenerazione urbana esce dai canoni della sola tutela per diventare pratica quotidiana: si sperimenta, si insegna, si ascolta la comunità e si condividono decisioni e soluzioni.
L’obiettivo dichiarato è creare uno spazio che possa aiutare a generare riflessioni e azioni nei campi culturale, abitativo e produttivo, con un’idea di ospitalità orientata all’etica e alla sostenibilità. È un approccio che rimette al centro l’identità del borgo e moltiplica le occasioni di visita e di partecipazione.
Che cos’è “Borghi Invisibili”
L’iniziativa, avviata nel 2025, nasce per valorizzare i piccoli centri storici e le comunità delle aree interne, integrando recupero architettonico, saperi artigianali e patrimonio culturale con percorsi di innovazione sociale e didattica. Il progetto si muove lungo un asse che dal lungomare di Torrette di Fano risale tra i paesaggi di San Costanzo e Terre Roveresche fino a Barchi, dove si colloca il cantiere permanente.
Il concetto cardine è quello di indagare le “forme invisibili” che legano proporzioni, spazi e storie: dalla matematica che struttura l’armonia alla città ideale del Rinascimento, fino alle tecnologie digitali che aprono nuove letture dei luoghi. Questo impianto spiega l’interesse crescente di scuole, associazioni e realtà produttive già attive nel percorso.
Tutto il territorio coinvolto
L’edizione 2026 estende l’azione su più borghi e paesaggi, mantenendo Barchi come cuore del progetto. Lungo la stagione estiva, si annunciano attività diffuse che puntano sulla relazione tra centri storici, spazi pubblici e scenari naturali, favorendo la continuità tra entroterra e costa.
- Torrette di Fano: il litorale da cui parte l’itinerario culturale.
- San Costanzo: paesaggi e borghi dell’entroterra in dialogo con la costa.
- Terre Roveresche: Barchi (sede del cantiere), Cerasa, Stacciola e Poggio tra le località coinvolte.
Chi c’è dietro: Pro Loco, scuole e un ateneo tedesco
La seconda edizione, dal titolo “Le Forme Invisibili. Matematica, Architetture e Città Ideali”, cresce grazie alla collaborazione con le Pro Loco di Barchi e di Orciano e al contributo della International University (Germania, tra Berlino, Amburgo e Iserlohn), presente con un primo gruppo di studenti e docenti impegnati in tesi di laurea in Architettura.
Al lancio hanno preso parte amministrazioni locali, associazioni culturali, aziende già attive nel progetto e istituti scolastici del territorio, tra cui l’Istituto Comprensivo Giò Pomodoro e il Liceo Artistico Apolloni di Fano. In prospettiva, questo intreccio facilita il trasferimento di competenze e la continuità delle attività oltre la singola stagione.
Estate 2026 tra Palladio, Fibonacci e città ideali
Il programma parte con un omaggio ad Andrea Palladio firmato dal docente e artista Alessandro Facchin, una mostra che esplora la città ideale e l’armonia matematica dell’architettura rinascimentale. Il racconto dialoga con le Città Invisibili di Italo Calvino e si ricollega a Filippo Terzi, l’architetto che progettò la cittadella ideale di Barchi nel Cinquecento.
Il programma valorizza anche la dimensione sensoriale, con la musica chiamata a esplorare il “suono delle forme” e a intrecciare linguaggi diversi. Il cuore espositivo rimane all’interno di Palazzo Lenci, in un percorso centrale che si sviluppa dalle sale storiche dedicate alle “Onde” e alla “Materia”.
Cosa aspettarsi: gli eventi
Durante l’estate si prevede una programmazione diffusa che alterna linguaggi e luoghi, permettendo di scoprire i borghi da prospettive inedite.
- Mostre, lezioni-concerto e installazioni digitali distribuite sul territorio.
- Eventi, visite guidate e laboratori per l’intera stagione estiva.
- Proiezioni generative su mura e porte urbane, con riferimenti a Palladio e Fibonacci.
- Esposizione principale nelle sale storiche di Palazzo Lenci, tra “Onde” e “Materia”.
Palazzo Lenci, dal silenzio al cantiere permanente
Il restauro di Palazzo Lenci restituisce al borgo un tassello identitario finora dimenticato. Progettato nel Cinquecento da Filippo Terzi per conto del marchese Pietro Bonarelli della Rovere, l’edificio è stato per anni in ombra prima dell’acquisto da parte di 593 Studio, società trevigiana di ingegneria e architettura specializzata in processi partecipati.
La prima fase del cantiere, avviata a marzo 2025, ha segnato un passaggio simbolico con la riapertura di Vicolo degli Ebrei, a testimonianza del ritorno del palazzo alla comunità. Sul piano tecnico, l’intervento ha riguardato facciate, tetto e camini storici, con un’attenzione particolare al recupero dell’identità architettonica originaria.








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