Esiste una Sardegna che sorprende a ogni curva: a un passo dalle scogliere, compaiono gallerie scavate nella roccia; dietro una pineta, si aprono dune che sembrano un deserto. Questo mosaico si chiama Cammino Minerario di Santa Barbara: un anello di circa 500 km in 30 tappe nel Sulcis-Iglesiente-Guspinese, con partenza e arrivo a Iglesias.
Non è solo trekking: è la storia mineraria italiana tra villaggi operai dismessi, antiche laverie e chiese dedicate alla patrona dei minatori. Il percorso è segnalato, modulabile e affiancato da una ciclovia di 550 km in 9 tappe.
Dove si snoda l’anello e come funziona
Il tracciato, interamente nel sud-ovest della Sardegna, forma un anello che parte da Iglesias e rientra nella stessa città dopo aver toccato costa, montagne e paesi minerari. Le 30 tappe sono pensate per camminatori con un minimo di allenamento, con una media giornaliera attorno ai 16 km.
Circa tre quarti del percorso scorrono su sentieri, mulattiere e sterrate; il resto attraversa piccoli centri abitati e brevi tratti asfaltati extraurbani. L’altitudine varia dalla riva del mare alle quote più alte del Marganai (oltre 800–900 metri), con salite impegnative ma panorami ampi e aria più fresca.
I paesaggi che cambiano ogni giorno
Dopo il centro storico di Iglesias, ricco di edifici in pietra e musei minerari, il cammino raggiunge la costa tra Nebida, Masua e Buggerru: qui l’incontro fra scogliere e siti estrattivi è netto, con la luce che muta costantemente. Si prosegue verso Portixeddu e le dune di Piscinas, un raro sistema sabbioso che avanza nell’entroterra, dove il vento ridisegna le creste.
Dalle dune si rientra nell’interno toccando Montevecchio e Arbus, tra boschi, sughere e antiche vie di collegamento delle concessioni minerarie. Le zone di Gonnosfanadiga, Villacidro e Monti Mannu offrono tratti ombrosi lungo corsi d’acqua e dighe, con dislivelli che portano lo sguardo dal profilo dei rilievi alla linea blu del mare.
Fra Arenas, Su Mannau, San Benedetto, Domusnovas, Musei, Orbai e Rosas emergono grotte, impianti industriali e boschi, prima di piegare a sud verso Nuxis e Santadi e le grotte di Is Zuddas. Il rientro alla costa attraversa Masainas, Candiani e Tratalias, quindi l’isola di Sant’Antioco e, più avanti, la città mineraria di Carbonia e l’area di Nuraxi Figus. Il circuito interessa anche Carloforte, con falesie e il faro di Capo Sandalo, per poi chiudersi verso Portoscuso, Bacu Abis e il ritorno a Iglesias.
I tratti da non perdere
Alcuni segmenti sono particolarmente iconici per scenari o valore storico. In particolare:
- Costiera Iglesias–Buggerru: scogliere, miniere affacciate sul mare e luce cangiante tra Nebida e Masua.
- Dune di Piscinas: un ambiente sabbioso unico, che si insinua nell’entroterra con un forte impatto paesaggistico.
- Montevecchio–Arbus: cuore minerario e boschi interni, tra antiche strade e sughere.
- Arenas–Rosas: grotte, resti industriali e aree boscose dove la memoria emerge tra il verde.
- Area meridionale: Nuxis, Santadi e le grotte di Is Zuddas, prima dei vigneti luminosi del basso Sulcis.
- Isole: Sant’Antioco collegata da istmo, e Carloforte con falesie e Capo Sandalo.
Stagioni e clima: quando conviene partire
Le mezze stagioni sono le più favorevoli. In primavera e autunno si cammina con temperature miti e giornate luminose; in primavera la macchia mediterranea è in fiore. L’estate può essere molto calda, specie su tratti esposti come le dune di Piscinas o le zone interne prive di ombra prolungata.
L’inverno offre giornate più corte e condizioni più fresche, con possibili piogge nelle aree montane del Marganai. La Fondazione Cammino Minerario di Santa Barbara comunica eventuali varianti temporanee per lavori o frane e segnala anche eventi ed escursioni guidate.
Come arrivare e muoversi
Iglesias è il riferimento logistico: qui inizia e termina l’anello. Dall’aeroporto di Cagliari si raggiunge l’area in auto lungo una delle principali arterie dell’isola, con tempi contenuti, oppure con collegamenti ferroviari e autobus regionali fra i centri maggiori. È possibile arrivare anche in traghetto (Cagliari, Arbatax, Olbia, Porto Torres) e proseguire su strada verso il Sulcis-Iglesiente. I trasporti pubblici risultano utili per chi sceglie solo alcune tappe, grazie ai collegamenti tra i paesi principali.
Cibo, tradizioni e vita locale
Il Cammino è anche un’esperienza culturale. Nei paesi si incontrano feste legate a Santa Barbara, con processioni e canti che testimoniano una devozione antica. In tavola si ritrova l’identità del territorio: a Iglesias piatti della campagna e del mare; nel Sulcis il Carignano accompagna i pasti e ha ispirato iniziative come “I Sentieri del Carignano”, dove cammino e degustazioni si intrecciano.
Tra Santadi e Nuxis prevalgono formaggi ovini e caprini, miele, conserve e pane cotto a legna; nelle trattorie spiccano paste fresche dalla grana ruvida, pensate per trattenere il sugo.



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