Un weekend low cost a Murcia tra cattedrali, feste e agrumi

Una città del sud-est spagnolo ancora fuori rotta. Come arrivare, cosa vedere e cosa assaggiare per un weekend leggero nel prezzo e nel ritmo.
Murcia senza folla: weekend low cost tra cattedrali e agrumi
Photo by Emilio Sánchez Hernández on Pexels

Niente code, prezzi leggeri e profumo di agrumi nell’aria: esiste una città spagnola dove i menù parlano ancora solo spagnolo e le piazze si vivono senza spintoni. È Murcia, capoluogo dal respiro urbano che guarda al mare ma conserva un centro a misura di passeggiata. Qui il tempo si misura a tapas, tra ponti sul Segura e facciate color burro. E il meglio è che un weekend completo si organizza con un budget più contenuto rispetto a Madrid, Barcellona o alle località più celebri.

Dove si trova Murcia e quando andare

Murcia si colloca nel sud-est della Spagna, tra Andalusia e Comunità Valenciana, a breve distanza dal mare ma con identità pienamente cittadina. Nelle vicinanze c'è la Huerta de Europa, un mosaico di orti e agrumeti che spiega perché frutta e verdura dominino nei mercati.

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Il clima è tipicamente meridionale, con inverni miti e asciutti e estati lunghe e calde. Primavera e autunno sono i momenti ideali per camminare tutto il giorno con luce piena e temperature gestibili. In questi periodi si apprezza al meglio anche la vita all’aperto tra piazze, giardini e lungofiume.

Come arrivare a Murcia e come muoversi

Raggiungere Murcia richiede un piccolo incastro di collegamenti, motivo per cui resta poco battuta dagli italiani. 

  • Non esistono voli diretti dall’Italia: conviene atterrare ad Alicante o Valencia e proseguire poi in treno, bus o auto a noleggio.
  • La rete ferroviaria collega bene il sud-est iberico e l’autostrada corre parallela alla costa, rendendo semplice l’accesso su gomma. 
  • Una volta arrivati, il centro storico si visita a piedi tra cattedrale, musei e Calle Trapería. I quartieri residenziali oltre il fiume sono uniti al cuore cittadino dai ponti sul Segura.

Cosa vedere nel centro storico di Murcia

La scenografia più potente è in Plaza del Cardenal Belluga, dove la Cattedrale di Santa Maria unisce facciata barocca teatrale e navate gotiche fresche e raccolte. All’interno spicca la Cappella dei Vélez, un ricamo di pietra che sorprende per finezza decorativa. Sullo stesso asse si notano la torre campanaria, tra le più alte di Spagna, e il Palazzo Episcopale con richiami al Rinascimento italiano; di fronte, una sede municipale contemporanea crea un dialogo pulito tra antico e nuovo

Pochi passi portano alla Glorieta de España, giardino geometrico affacciato sul municipio storico e sulla statua in bronzo del Cardinale Belluga. Da qui si entra nel reticolo più vissuto: Plaza Santo Domingo, ombreggiata da un ficus monumentale, la Chiesa di Santo Domingo con le due torri e il passaggio voltato che collega al manierista Palazzo Almodóvar.

L’asse pedonale di Calle Trapería riassume il ritmo cittadino tra caffè, negozi e vetrine che la sera si fanno soffuse. Qui si visita il Real Casino de Murcia, circolo ottocentesco con patio moresco, biblioteca in legno scuro e sala da ballo neobarocca. Il percorso conduce verso Plaza Romea, riconoscibile dalla facciata rosa del Teatro Romea, riferimento caldo per la scena culturale. 

Poco oltre, Plaza de las Flores è un quadrilatero fitto di ristoranti e terrazze con facciate ottocentesche, miradores vetrati e la cupola di San Pedro a chiudere la prospettiva. Per un tuffo compatto nell’arte locale, il MUBAM riunisce opere dal Medioevo alla pittura costumbrista, con tele di Sorolla che colpiscono per luce e colore.

Lungo il Segura: ponti, mulini e Malecón

Il fiume Segura attraversa la città con andamento calmo e una prospettiva ampia su torri e giardini. Il Puente de los Peligros, o Puente Viejo, è l’icona: un ponte settecentesco in pietra che collega il centro al Barrio del Carmen. All’estremità si trova una piccola ermita neoclassica dedicata alla Virgen de los Peligros, memoria di protezione nei momenti difficili. 

Dal ponte si abbracciano in uno sguardo la torre della cattedrale, la Glorieta e i mulini ottocenteschi lungo il fiume, oggi sede di un museo idraulico. Per osservare la transizione tra città e campagna irrigua basta il Paseo del Malecón, passeggiata che funge da cerniera con orti e agrumeti della Huerta.

Monasteri, chiese e panorami fuori dal centro

Il Monastero di Santa Clara la Real custodisce i resti di un antico Alcázar musulmano e svela una stratificazione di epoche. Nel chiostro gotico spicca una lunga vasca d’acqua, tipica delle residenze andaluse, incorniciata da archi decorati. Il percorso museale alterna archeologia islamica con ceramiche, fregi e pitture murali del XII secolo ad arte sacra, inclusa la Croce di Francisco Salzillo, scultore settecentesco murciano.

Restando in città merita attenzione anche la Chiesa di San Nicolás, con retablo di forte impatto, oreficerie e una geometria interna giocata tra curve e volumi netti. Per un’uscita breve vale il Castello di Monteagudo, fortezza islamica su una rocca a circa 4 km a nord-est. In cima si erge una statua del Cristo Redentore alta circa 14 metri, segno visibile a distanza sulla valle e sulla Huerta; il complesso è dichiarato Monumento Nazionale. 

Sapori dell’orto e piatti da provare

A Murcia la tavola racconta la Huerta: peperoni, pomodori, zucchine, melanzane, cipolle e agrumi arrivano praticamente dalla porta accanto. Al carattere vegetale si uniscono il pesce e i frutti di mare del vicino Mar Menor, insieme a carni di maiale e agnello.

Si consiglia di alternare bar tradizionali e ristoranti di quartiere per cogliere la varietà di preparazioni. 

Feste e tradizioni da segnare in agenda

La Semana Santa a Murcia è profondamente scenografica e mantiene un forte legame con l’opera di Francisco Salzillo. Le processioni sfilano con carri e statue che riempiono di silenzio e musica le vie del centro. Subito dopo Pasqua arriva il Bando de la Huerta, celebrazione folklorica e gastronomica in cui costumi tradizionali e prodotti dell’orto invadono le strade.

Il Carnevale si chiude con l’Entierro de la Sardina, rito colorato fatto di parate, fuochi e una grande sardina che spruzza acqua nel fiume, ben visibile dal Puente de los Peligros. 

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