Costruzioni in Lombardia, la digitalizzazione guida il settore

SAIE fa il punto sullo stato della filiera lombarda, tra numeri positivi, carenze di personale qualificato e sfide normative.
Federcostruzioni
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Le costruzioni confermano il loro ruolo di pilastro dell'economia lombarda. Nel primo trimestre del 2026 le imprese attive nel comparto superano quota 127mila, pari a quasi il 16% del totale regionale, con oltre 800mila addetti — un dato in crescita del 23% rispetto al 2019, anno precedente all'introduzione del Superbonus. Sono i dati presentati in occasione del SAIE Lab | On Tour di Brescia, terza tappa di un ciclo di laboratori tecnici itineranti organizzati da SAIE – La Fiera delle Costruzioni, che tornerà a BolognaFiere dal 7 al 10 ottobre 2026.

Il fatturato aveva già superato i 265 miliardi di euro nel 2024, un segnale di solidità strutturale che trova conferma anche nelle previsioni delle imprese stesse: un'azienda su tre si aspetta di chiudere il 2026 con un fatturato in crescita, mentre più della metà del campione dichiara fiducia nel proprio futuro.

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Ordini stabili, assunzioni in aumento

Sul fronte operativo, quasi il 50% delle aziende lombarde ritiene il proprio portafoglio ordini adeguato ai livelli di sostenibilità finanziaria. Un segnale incoraggiante, anche se il 36% del campione ammette di non avere ancora un quadro chiaro in merito. Più netto il dato sulle risorse umane: oltre un'impresa su due ha ampliato il proprio organico nell'ultimo trimestre. Le figure più ricercate sono gli impiegati, indicati dal 75% delle aziende, seguiti dagli operai altamente specializzati (38%) e da quelli con qualifiche più generali (25%).

Il nodo del personale qualificato frena la digitalizzazione

Il percorso verso la trasformazione digitale del settore incontra però un ostacolo ricorrente: la difficoltà nel reperire personale qualificato, segnalata dal 56% delle imprese lombarde. A questo si aggiungono l'incertezza normativa (47%) e la pressione sui costi delle materie prime (46%), fattori che comprimono la capacità di investire in innovazione. In un comparto che evolve rapidamente verso processi digitali — dal BIM alla gestione integrata del cantiere — la disponibilità di competenze adeguate rappresenta una condizione imprescindibile per restare competitivi.

Il Piano Europeo per l'edilizia: si conosce poco, ma le aziende si sentono pronte

Sul fronte europeo, emerge un dato che merita attenzione: il 58% delle imprese lombarde dichiara di non aver mai sentito parlare del Piano Europeo per l'edilizia abitativa. Tra quelle che ne sono a conoscenza, tuttavia, il 44% si ritiene molto o completamente pronta a rispondere alla domanda di edifici e infrastrutture più sostenibili e innovativi, mentre il 34% attribuisce lo stesso livello di preparazione al mercato nel suo insieme. Quanto al posizionamento competitivo, sette imprese lombarde su dieci considerano il panorama italiano all'altezza di quello europeo, con il 22% che ritiene i produttori italiani addirittura superiori alla concorrenza straniera.

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