Mutui e credito al consumo, rate più care con il ritorno del tasso al 4%

christine lagarde
GTRES

La recente decisione della Banca centrale europea di alzare i tassi di interesse riporta il costo dei mutui sopra la soglia del 4%, con conseguenze tangibili sui bilanci domestici. È quanto emerge dall'ultimo report della Fabi, che ha esaminato come l'incremento del costo del denaro si traduca concretamente in rate mensili più elevate, con aumenti che possono oscillare tra gli 88 e i 106 euro al mese.

Quanto pesano i nuovi tassi sulle rate mensili

Rispetto al tasso medio di poco sopra il 3% registrato nel 2025, uno scenario con tassi fino al 4,25% comporta un aggravio immediato e misurabile sulle rate. Chi ha un finanziamento da 50.000 euro si troverà a pagare tra i 29 e i 35 euro in più ogni mese, a seconda della durata prescelta. Per un mutuo da 100.000 euro l'incremento è compreso tra 59 e 70 euro mensili, mentre chi ha contratto un prestito da 150.000 euro dovrà mettere in conto tra 88 e 106 euro aggiuntivi ogni mese.

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L'impatto cresce con l'importo finanziato

Più il capitale richiesto è elevato, più l'effetto del rialzo si amplifica. Su un mutuo da 200.000 euro l'aumento della rata si colloca tra 118 e 141 euro mensili, mentre per chi ha finanziato 250.000 euro si può arrivare a 176 euro in più ogni mese, pari a oltre 2.100 euro su base annua. A pesare ulteriormente è la durata del piano di rimborso: quanto più si estende l'ammortamento, tanto maggiore risulta l'incidenza degli interessi sul costo totale. In un momento in cui il costo della vita rimane sostenuto e il potere d'acquisto delle famiglie è ancora sotto pressione, il rincaro del credito aggiunge un onere che si ripercuote sulle spese correnti, sulla capacità di risparmio e sulla pianificazione delle scelte economiche a lungo termine.

Mutui Fabi
Mutui Fabi

La casa resta la prima scelta di investimento

Nonostante un triennio segnato da inflazione elevata, caro vita e rialzi dei tassi, l'acquisto dell'abitazione continua a rappresentare la forma di investimento prediletta dalle famiglie italiane. Lo conferma l'andamento dei finanziamenti immobiliari: tra il 2023 e l'aprile 2026 lo stock complessivo dei mutui per la casa è salito di oltre 20 miliardi di euro, passando da circa 424 miliardi a più di 444 miliardi, con una crescita del 4,78%.

La ripresa del mercato dei mutui nel 2025

Dopo la quasi-stagnazione del 2024, quando l'incremento si era fermato allo 0,38%, il mercato dei mutui ha ripreso slancio in modo deciso. Nel 2025 lo stock dei finanziamenti per l'acquisto della casa è cresciuto di oltre 14,5 miliardi di euro, segnando un +3,41% che rappresenta il balzo più consistente dell'intero periodo considerato. La tendenza espansiva è proseguita anche nella prima parte del 2026, con un ulteriore aumento di circa 4,2 miliardi (+0,95%), che ha spinto il totale dei mutui alle famiglie oltre i 444 miliardi di euro. Un risultato che conferma come la casa rimanga una priorità irrinunciabile per milioni di italiani, anche in un contesto economico che impone una gestione attenta dei conti di casa.

Mutui Fabi
Mutui Fabi

Il credito al consumo non è immune dal rialzo

L'aumento del costo del denaro deciso dalla BCE non si esaurisce sul fronte dei mutui, ma investe anche il credito al consumo, incidendo sul prezzo effettivo di beni e servizi acquistati a rate. Quando i tassi salgono, cresce la quota di interessi che le famiglie riversano sui finanziatori, gonfiando il costo finale di ogni acquisto. Una lavatrice da 700 euro pagata in cinque anni arriva a costare 877 euro, con 177 euro di interessi e una rata mensile di 15 euro. Uno smartphone da 850 euro finanziato in due anni costa in realtà 934 euro, con 84 euro aggiuntivi e una rata da 39 euro al mese. Un televisore da 1.200 euro rateizzato in tre anni sale a 1.379 euro, con un sovrapprezzo di 179 euro e una rata mensile di 38 euro.

Mutui Fabi
Mutui Fabi

Più si finanzia, più si paga di interessi

Su importi più significativi il divario tra prezzo di listino e costo reale si fa ancora più evidente. Un viaggio da 5.000 euro pagato a rate in quattro anni costa complessivamente oltre 6.000 euro, con più di 1.000 euro di interessi e una rata mensile di 125 euro. Il caso più emblematico è quello dell'automobile: un'auto da 20.000 euro finanziata in sei anni arriva a costare oltre 26.100 euro, con più di 6.100 euro di interessi e una rata mensile di 363 euro, pari a pagare il veicolo quasi un terzo in più del suo valore reale. La rateizzazione rimane uno strumento prezioso per sostenere acquisti altrimenti difficili da affrontare in un'unica soluzione, ma il suo costo è concreto e proporzionale: all'aumentare dell'importo e della durata, la differenza tra prezzo nominale e spesa effettiva può tradursi in diverse mensilità di stipendio, con un peso che si fa sentire sul bilancio familiare per anni.

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