La mappa celeste che la Cina ha tenuto nascosta per mille anni

Il planisfero di Dunhuang contiene più di 1.300 stelle e, al momento della sua scoperta, conteneva circa 40.000 documenti
La Mappa celeste di Dunhuang
La Mappa celeste di Dunhuang Dominio Público

Molto prima dei telescopi, dei satelliti o dei planetari digitali, l'umanità ha sempre sentito il bisogno di comprendere i cieli. Per secoli, le stelle sono servite come strumenti di navigazione, per misurare il tempo, prevedere le stagioni, interpretare i presagi e collocare gli dèi in una dimensione superiore.

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Già durante l'Età del Bronzo troviamo rappresentazioni di fenomeni cosmici, come il Disco celeste di Nebra, considerato una delle prime immagini concrete del firmamento. Secoli dopo, greci, maya, cinesi e altri popoli di tutto il mondo hanno rivolto lo sguardo al cielo, sviluppando calendari, cataloghi e carte astronomiche sempre più complessi.

Il disco celeste di Nebra è considerato una delle prime immagini concrete del firmamento
Il disco celeste di Nebra è considerato una delle prime immagini concrete del firmamento State Museum of Prehistory Halle

I maya, ad esempio, registrarono i cicli di Venere nel Codice di Dresda, collegando l'osservazione celeste, il calendario e i rituali. Ma tra tutti questi tentativi di mappare l'universo, pochi documenti sono affascinanti quanto la Mappa celeste di Dunhuang, il più antico atlante stellare completo giunto fino a noi.

La Mappa celeste di Dunhuang

La Mappa Celeste di Dunhuang apparve in un luogo quasi romanzesco: le grotte di Mogao, vicino a Dunhuang, una città-oasi situata sull'antica Via della Seta, nell'attuale provincia di Gansu, in Cina.

Le tavolette di Venere raffigurate nel Codice di Dresda maya
Le tavolette di Venere raffigurate nel Codice di Dresda Lacambalam

La mappa fu scoperta all'inizio del XX secolo dal monaco taoista Wang Yuanlu, che riportò alla luce una camera sigillata contenente migliaia di manoscritti, dipinti e documenti stampati su carta e seta. Questa camera, nota come la "Grotta della Biblioteca", era rimasta sigillata per quasi mille anni e conteneva circa 40.000 documenti.

Tra questi tesori si trovava un lungo rotolo di carta con disegni di nuvole, testi divinatori e, a seguire, una straordinaria serie di mappe stellari. Il manoscritto fu raccolto nel 1907 dall'archeologo Aurel Stein ed è ora conservato presso la British Library.

La Carta Celeste di Dunhuang è composta da 13 carte: dodici pannelli rettangolari che dividono il cielo in strisce e una mappa circolare
La Carta Celeste di Dunhuang è composta da 13 carte: dodici pannelli rettangolari che dividono il cielo in strisce e una mappa circolare Dominio Pubblico

La sua datazione è stata oggetto di dibattito, ma gli studi più dettagliati la collocano probabilmente tra il 649 e il 684, durante la dinastia Tang, sebbene molte descrizioni popolari la collochino generalmente intorno al 700.

Una delle sue caratteristiche interessanti è che l'atlante non appare isolato, ma come parte di un manoscritto più ampio. La prima parte tratta di uranomanzia, ovvero dell'interpretazione delle formazioni nuvolose e di vapore per predire gli eventi. Segue una mappa del cielo, accompagnata da testi astrologici.

La costellazione di Orione raffigurata sulla mappa celeste di Dunhuang
La costellazione di Orione raffigurata sulla mappa celeste di Dunhuang Dominio Pubblico

La sua precisione è davvero tale come affermato?

La Mappa celeste di Dunhuang è composta da 13 carte: dodici pannelli rettangolari che dividono il cielo in fasce e una carta circolare finale dedicata alla regione circumpolare settentrionale. Insieme, offrono una rappresentazione quasi completa del cielo visibile dalla Cina settentrionale durante la dinastia Tang. Le stelle appaiono come piccoli cerchi e sono raggruppate in asterismi, l'equivalente cinese delle costellazioni occidentali.

Secondo studi moderni, l'atlante contiene più di 1.300 stelle e circa 257 asterismi. Alcune fonti contano 1.345 stelle, mentre l'analisi accademica più citata ne identifica 1.339. Questa leggera differenza dipende dal metodo di conteggio. In ogni caso, il suo livello di dettaglio è straordinario per un documento disegnato a mano, creato senza l'ausilio di moderni strumenti ottici.

Ingresso alle Grotte di Mogao, il luogo in cui fu scoperta la Mappa Celeste di Dunhuang
Ingresso alle Grotte di Mogao, il luogo in cui fu scoperta la Mappa Celeste di Dunhuang Zhangzhugang

Sebbene la mappa abbia una notevole precisione, non è precisa come un atlante astronomico contemporaneo, ma per l'epoca era sorprendentemente avanzata. Lo studio condotto da Jean-Marc Bonnet-Bidaud ha calcolato una precisione di circa 1,5-4 gradi per le stelle più luminose e ha concluso che i suoi creatori si sono avvalsi di metodi geometrici e proiezioni cartografiche coerenti, e non semplicemente di un disegno intuitivo.

Un altro dettaglio affascinante è l'uso di colori diversi per indicare distinte tradizioni astronomiche, legate ad antiche scuole cinesi come quelle di Shi Shen, Gan De e Wu Xian. In questo modo, la mappa non solo rappresenta il cielo, ma conserva anche la memoria di una lunga tradizione scientifica accumulata nel corso dei secoli.

La Mappa Celeste di Dunhuang è la prova più tangibile che le antiche civiltà fossero in grado di trasformare i cieli in una mappa organizzata, matematicamente rigorosa e visivamente coerente.

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