Fimaa, rilanciare la cedolare secca per gli immobili commerciali e creare una banca dati dei morosi

La proposta durante un incontro tra il videpresidente Pezzetta e il senatore Patuanelli
Fimaa proposte locazioni
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Durante un incontro con il senatore Patuanelli, il vicepresidente di Fimaa Italia Maurizo Pezzetta ha avanzato la proposta di rintrodurre la cedolare secca sugli immobili commerciali, una misura in vigore solo nel 2019. Il tutto con l'obiettivo di dare nuovo slancio al mercato della locazione, penalizzando, secondo Fimaa, dai troppi immobili sfitti oggi presenti, un numero che ascende a circa 8,5 milioni.

Gi immobili sfitti per fronteggiare l'emergenza abitativa

Secondo il vicepresidente Pezzetta, oggi “In Italia, secondo una stima prudenziale, si contano circa 8,5 milioni di case sfitte su un totale di 35,6 milioni, di cui si calcola che tra i 5,5 e i 6 milioni potrebbero potenzialmente ritornare sul mercato delle locazioni grazie agli interventi mirati proposti”.

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“Se venissero reimmesse sul mercato anche solo in parte, potrebbero risolvere o contribuire a risolvere l’emergenza abitativa. Il problema principale è che i proprietari ritengono che locare un immobile sia ormai troppo rischioso per la mancanza di certezze sul rientrarne in possesso quando stabilito o in caso di morosità, soprattutto rispetto ai ricavi effettivi che potrebbero ricevere"

Una banca dati degli sfratti per morosità

Per questa ragione, secondo Fimaa, è anche fondamentale dare nuova fiducia ai proprietari creando, ad esempio, una banca dati nazionale dei procedimenti di sfratto per morosità. Inoltre sarebbe importante riconoscere il contratto di locazione come titolo esecutivo per consentire ai proprietari di rientrare più facilmente e velocemente in possesso del proprio immobile in caso di inquilino moroso.

La cedolare secca per gli immobili commerciali

Durante l'incontro con il senatore dei Cinque Stelle, Pezzetta ha anche ribadito la necessità di rilanciare la cedolare secca al 21% per gli immobili commerciali, gli uffici e gli studi privati. Una misura introdotta per un solo anno nel 2019, e che aveva aiutato a combattere la desertificazione dei centri storici e la scomparsa delle attività artigianali. Secondo il vicepresidente Vicario: questo incentiverebbe l’insediamento di nuove attività economiche e contrasterebbe la desertificazione dei centri storici e non solo di quelli e la quasi totale scomparsa delle attività artigianali, oltre a determinare un recupero in termini di evasione tributaria

 

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