Una rotta riaperta, un cognome sul campanile del paese, una ricetta annotata a matita: a volte basta questo per far scattare il biglietto di ritorno. Si parla di turismo delle radici, un fenomeno in cui milioni di italo-discendenti scelgono di rimettere piede nei luoghi dei nonni. Non è il classico viaggio: si cercano registri parrocchiali, si incontrano cugini mai visti, si assaggia la cucina di casa. In parallelo, tornano a crescere i collegamenti diretti con scali italiani meno battuti e si moltiplicano le opportunità di soggiorno nei borghi, compresi i progetti di case a 1 euro avviati in diversi comuni.
- Calabria: Lamezia Terme è la porta, i borghi sono il cuore
- Sicilia: Palermo e i Monti Sicani, dove l'albero genealogico riparte
- Toscana: Lucca e la Garfagnana, la memoria che attraversa l'oceano
- Abruzzo: L'Aquila, Santo Stefano di Sessanio e la Maiella
- Campania: Napoli, Irpinia e Cilento interno, il rito del ritorno
Calabria: Lamezia Terme è la porta, i borghi sono il cuore
La riattivazione del collegamento diretto stagionale tra Lamezia Terme e Toronto rende più semplice il ritorno in Calabria per chi ha radici nella regione. L'atterraggio a Lamezia consente di muoversi velocemente tra costa e entroterra, alternando il mare alle storie di paese.
Oltre a Tropea, amata per le spiagge e i tramonti sul Tirreno, i percorsi del ritorno portano spesso a Pizzo, patria del celebre tartufo gelato, e poi in Sila. Qui, borghi come Taverna o San Giovanni in Fiore custodiscono archivi, soprannomi, ricette contadine e fotografie sbiadite, indispensabili per ricomporre l'albero genealogico.
Sicilia: Palermo e i Monti Sicani, dove l'albero genealogico riparte
Il collegamento diretto stagionale tra Palermo e New York, operato da Neos, sta facilitando l'arrivo di italo-americani che, anche a generazioni di distanza, continuano a chiamare la Sicilia "casa". Nell'immaginario collettivo, l'isola è il concentrato di famiglia, mercati storici e feste di quartiere: elementi che parlano la lingua delle origini.
Se Palermo affascina con i suoi tesori normanni e i vicoli pieni di voci, la nuova frontiera del viaggio di ritorno passa dai Monti Sicani e dai piccoli comuni dell'agrigentino e del corleonese. Qui operano realtà locali capaci di aiutare nella ricerca dell'albero genealogico e nell'individuazione di parenti rimasti sul territorio.
Toscana: Lucca e la Garfagnana, la memoria che attraversa l'oceano
Per chi porta un cognome lucchese, varcare le mura rinascimentali di Lucca ha un significato speciale. La provincia è tra quelle che, nella storia, hanno visto partire di più verso le Americhe e l'Oceania.
Dal centro storico, il viaggio risale verso la Garfagnana: montagne, castagneti e una Toscana meno patinata, lontana dai circuiti più affollati. È qui che si riscoprono sapori come i necci con la ricotta e antichi mestieri, inclusi i laboratori di figurine di gesso, legati a un capitolo importante dell'emigrazione locale.
Abruzzo: L'Aquila, Santo Stefano di Sessanio e la Maiella
L'Abruzzo parla da tempo alle comunità all'estero. I nonni della popstar Madonna provenivano da Pacentro, borgo simbolo della migrazione di inizio Novecento: un riferimento che continua ad alimentare il desiderio di ritorno. Oggi L'Aquila è il fulcro di un racconto di rinascita, con il centro che riprende vita dopo il sisma del 2009.
Nei dintorni, l'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio ha acceso i riflettori su un modello di ospitalità che valorizza i borghi. La Maiella, invece, è la meta naturale per chi cerca cammini e silenzi: tra eremi, vallate e cantine, dove ritrovare vitigni storici e l'incontro a tavola che spesso conclude le ricerche d'archivio.
Campania: Napoli, Irpinia e Cilento interno, il rito del ritorno
La cultura pop italo-americana è intrisa di elementi partenopei: musica, gesti, cucina. Per questo, Napoli resta un passaggio simbolico per chi torna. Ma il cuore del turismo delle radici si sposta sempre più verso l'entroterra: i piccoli comuni dell'Irpinia e del Cilento interno, dove i cognomi si ripetono sulle targhe dei vicoli e le storie si tramandano in piazza.
Qui, d'estate, le feste patronali diventano il momento perfetto per riannodare i legami. Tra processioni, luminarie e tavolate, si ritrovano parenti e sapori autentici: il ragù della domenica, l'artigianato locale, i forni di paese.
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