Guardando una sua foto si pensa alla riviera. Poi si legge il nome: Bedonia, Appennino parmense. È il paese con le facciate colorate, le botteghe di una volta e un percorso ad anello di castagneti e faggi. Si trova lungo la Strada del Fungo Porcino, tra Val Taro e Val Ceno, e non è un posto che capita sulla via: bisogna volerci arrivare. Per chi cerca un weekend diverso, a budget contenuto e lontano dalle solite rotte, questa è una meta che ripaga sempre.
Dove si trova Bedonia e come arrivare
Bedonia sorge in una conca verde ai piedi del Monte Pelpi, nel cuore dell'Appennino Parmense. I passi di Cento Croci, Bocco e Tomarlo disegnano il confine naturale con la Liguria, mentre i fiumi Taro e Ceno incorniciano le vallate, da sempre corridoi tra pianura e mare.
- In auto: da Parma si raggiunge la Val Taro in circa 75 km, seguendo strade provinciali che salgono con pendenza dolce. Il percorso alterna tornanti, boschi e vedute su borghi in pietra. Chi proviene dalla Liguria affronta i valichi appenninici e nota il cambio della vegetazione, dai versanti asciutti affacciati sul mare ai boschi fitti dell'interno.
- In treno: la linea ferroviaria tra Parma e l'alta Val Taro consente di arrivare, ad esempio, a Borgo Val di Taro, per poi proseguire in autobus o taxi verso Bedonia.
- In aereo: gli scali di riferimento sono Parma, Genova e Milano; da lì si continua con treno o auto a noleggio, così da gestire tappe e tempi in autonomia.
Il cuore del borgo: centro storico e Parco della Peschiera
Il centro si sviluppa attorno alla chiesa parrocchiale, ricostruita nella forma attuale nel Seicento, e si articola su tre assi principali. A colpo d'occhio emergono colori che richiamano i borghi liguri: un indizio coerente con la vicinanza ai valichi verso la costa e con l'aria di confine che si respira nelle vie.
Poco distante, il Parco della Peschiera offre una pausa nel verde. L'arco settecentesco della storica possessione Silva introduce a vialetti ombreggiati, prati e acqua di sottofondo. È uno spazio usato dai residenti e perfetto per rifiatare dopo il giro in centro, leggere all'aperto o lasciare che i più piccoli corrano tra alberi e panchine.
Un seminario che è un mondo: musei, planetario e biblioteche
Sulla parte alta del paese, vicino al Santuario della Madonna di San Marco, si affaccia il Seminario di Bedonia: oltre 6000 m2 nati per la formazione religiosa e oggi riconvertiti in un polo culturale. La struttura ospita la Pinacoteca Parmigiani, con opere che ripercorrono secoli di arte, e una raccolta dedicata alle xilografie di Romeo Musa, voce incisiva del territorio.
Accanto, un Museo di storia naturale illustra fauna, flora, fossili e minerali dell'Appennino, utile per leggere ciò che si incontra nei sentieri. La dotazione si completa con un museo archeologico, il Centro studi intitolato al cardinale Agostino Casaroli e un planetario che, nelle sere limpide, invita a guardare il cielo senza l'interferenza delle luci cittadine.
Le due biblioteche interne custodiscono, tra l'altro, volumi dal Cinquecento all'Ottocento tra scaffali lignei e corridoi stretti. Un dettaglio utile per l'ospitalità: il Seminario mette a disposizione camere, dormitori e un ostello. Il grande parco esterno, con aceri, frassini, platani e ippocastani, amplia l'esperienza con prati, sentieri e frequenti avvistamenti di scoiattoli.
Sapori di montagna sulla Strada del Fungo Porcino
Il territorio vive di una cucina netta, basata su prodotti locali e stagionalità; lungo la Strada del Fungo Porcino, i boschi regalano porcini di qualità e, in zona, si valorizza anche il tartufo. In tavola si incontrano torta fritta con salumi e Parmigiano Reggiano, paste fresche condite con funghi o tartufo e dolci tradizionali con liquori e amaretti.
Nelle trattorie dell'area, come nelle località appena fuori dal paese, si ritrova l'Emilia di montagna: porzioni generose, servizio informale, sale piene di residenti e viaggiatori di ritorno dai sentieri.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sembra un borgo della Liguria ma si trova in Emilia: un paradiso segreto tra boschi incantati e sapori d’altri tempi








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