Stop a Navagio fino a ottobre 2026: il piano da 10 milioni per Zante

La Spiaggia del Relitto resta interdetta allo sbarco per tutta l’estate. Regole aggiornate per i tour, belvedere aperto e un progetto che allargherà la baia di 30 metri.
Zante, stop a Navagio fino a ottobre 2026: il piano da 10 milioni
Photo by Szőllősy Benjamin on Unsplash

Una delle cartoline più celebri della Grecia non si potrà toccare. La baia di Navagio a Zante, nota come Spiaggia del Relitto, resta chiusa allo sbarco e inaccessibile da terra fino al 31 ottobre 2026. La decisione, presa con un atto ministeriale congiunto, congela i piani di migliaia di viaggiatori proprio nel picco di agosto e nasce da ragioni precise: instabilità delle falesie e rapido deterioramento della motonave Panagiotis. Ma c'è di più: è in arrivo un intervento ingegneristico senza precedenti che punta a salvare il relitto e ridisegnare la spiaggia.

Cosa è stato deciso e fino a quando

Il divieto, stabilito da una decisione ministeriale che coinvolge i dicasteri della Protezione dei Cittadini, del Turismo e della Crisi Climatica, proroga le restrizioni già in vigore sull'arenile di Navagio. Restano chiuse sia la zona interdetta sia l'area a accesso controllato a livello del mare. In pratica non si potrà scendere in spiaggia, né arrivare via sentiero, e lo sbarco è vietato per ogni imbarcazione. La misura è stata adottata per tutelare l'incolumità pubblica in un sito fragile dove le pareti di roccia calcarea superano i 200 metri e presentano criticità note. 

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Perché la baia è chiusa: rischi e danni già avvenuti

Nel 2018 il crollo di una porzione di falesia provocò feriti e mise in luce la vulnerabilità dell'anfiteatro naturale. Nel 2022 un sisma di magnitudo 5.4 ha ulteriormente compromesso la stabilità, innescando nuove frane. Nel frattempo le mareggiate invernali hanno colpito duramente la Panagiotis, arenata il 2 ottobre 1980: lo scafo metallico si è spezzato in più punti, accelerando il collasso strutturale. 

Il progetto 2026-2030: come cambierà Navagio

Alla chiusura si accompagna un piano di recupero del valore stimato tra 9 e 10 milioni di euro, promosso dal Fondo di Sviluppo Patrimoniale greco (Growthfund) insieme al Comune di Zante e con il supporto tecnico del Politecnico Nazionale di Atene (NTUA). Gli interventi sono scaglionati tra il 2026 e il 2030 e mirano a due obiettivi: salvare il relitto e mettere in sicurezza l'arenile e il contesto costiero. La regia scientifica punta a ridurre l'energia del moto ondoso sul sito e a prolungare la vita del simbolo della baia, senza introdurre opere pesanti che snaturino il paesaggio.

Più spiaggia, meno onde: 30 metri in avanti

La prima fase, dal costo vicino ai 4 milioni di euro, prevede un ripascimento artificiale importante: circa 45.000 metri cubi di materiale granulare verranno depositati con mezzi navali speciali per spingere la linea di riva circa 30 metri verso il largo. L'idea è semplice nella logica e complessa nell'esecuzione: aumentando la distanza tra le onde e il relitto, si attenua l'impatto delle mareggiate invernali sullo scafo. 

Alcuni geologi hanno espresso riserve sulla tenuta del materiale in presenza di correnti forti, temendo una dispersione in poche stagioni. Il team del NTUA, però, considera il ripascimento la soluzione più "mite" in ottica paesaggistica, scartando barriere rigide come frangiflutti in cemento che altererebbero l'iconica vista a anfiteatro.

Il destino della Panagiotis: restauro e stabilizzazione

Con l'arenile allargato, partirà la seconda fase: la conservazione del relitto. Un budget superiore a 2,5 milioni di euro sarà destinato alla stabilizzazione delle lamiere e ai trattamenti del metallo esposto a decenni di salsedine. L'obiettivo è prolungare la vita scenografica della motonave, mettendo in sicurezza parti collassate e fermando il degrado più aggressivo. 

Come vedere Navagio nell'estate 2026 senza infrangere le regole

Nonostante i divieti di sbarco, la baia può ancora essere vissuta e fotografata, rispettando limiti precisi. Restano attive le escursioni in mare, con stop fotografico entro la distanza consentita, e il belvedere panoramico dall'alto è regolarmente fruibile. Due prospettive diverse che, combinate nella stessa giornata, permettono di cogliere colori e geometrie della baia senza esporre nessuno a rischi.

Il belvedere di Anafonitria: quando andare e cosa aspettarsi

Per la vista dall'alto, il punto panoramico ufficiale nei pressi del villaggio di Anafonitria è aperto e dotato di barriere rinforzate. L'accesso è consentito solo all'interno della piattaforma autorizzata, mentre superare i parapetti rimane vietato e sanzionato per via della possibile friabilità del terreno calcareo. Per godere di luce favorevole e ridurre la pressione della folla, conviene pianificare la visita nelle prime ore del mattino (indicativamente tra 8:30 e 9:30) oppure a ridosso del tramonto.

Articolo visto su (travel.thewom.it) Chiusa fino a ottobre una delle spiagge più fotografate della Grecia

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