L'Ue apre l'infrazione sulle case green, Mit: "Fuori dalla realtà"

Direttiva Case green procedura d'infrazione
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La Commissione Europea ha aperto una procedura d'infrazione contro tutti i Paesi dell'Unione, compresa l'Italia, per non aver recepito la direttiva sull'efficientamento energetico del patrimonio immobiliare, più conosciuta come direttiva sulle case green.  La Commissione aveva già aperto una precedente procedura d'infrazione contro il nostro Paese nel mese di marzo per mancata presentazione della bozza del Piano nazionale di ristrutturazione degli edifici. Ma la risposta non si è fatta aspettare. Secondo il sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Tullio Ferrante si tratta di un approccio irrealistico, che non tiene conto dell'effettiva situazione delle case e dei bisogni dei cittadini, una posizione condivisa anche da Confedilizia.

La procedura d'infrazione verso tutti gli Stati Membri

Come affermato da Bruxelles in un comunicato stampa, gli edifici rappresentano la quota maggiore del consumo energetico in Europa. Questa riforma è quindi considerata fondamentale per incrementare l'attuale bassissimo tasso annuo di riqualificazione energetica nell'UE — ferma all'1% — ridurre le bollette per cittadini e imprese, diminuire la dipendenza dai combustibili fossili importati e raggiungere un parco edilizio a zero emissioni entro il 2050.

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La direttiva stabilisce nuovi requisiti sugli standard minimi di efficienza energetica per gli edifici non residenziali e definisce percorsi di riqualificazione progressiva per quelli residenziali. Prevede inoltre infrastrutture per la mobilità sostenibile, installazioni di energia solare sugli edifici, la creazione di "sportelli unici" per la consulenza sulla riqualificazione e disposizioni sui finanziamenti pubblici e privati per rendere gli interventi più accessibili.

Dopo l'apertura della procedura d'infrazione, la Commissione ha concesso alle autorità competenti un periodo di due mesi per adottare le misure necessarie a porre rimedio all'inadempienza e a notificare alla Commissione le azioni correttive intraprese. Se la risposta non soddisfa la Commissione, quest'ultima può decidere di procedere alla fase successiva della procedura: l'emissione di un parere motivato. Ciò concede allo Stato membro un po' più di tempo per il dialogo prima che Bruxelles decida se deferire il caso alla Corte di giustizia dell'Unione europea (CGUE) per chiedere l'applicazione di una sanzione nei confronti del paese inadempiente.

Tullio Ferrante, Mit: "Un approccio irrealistico"

L'avvio della nuova procedura d'infrazione ha causato la pronta risposta del sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Tullio Ferrante di Forza Italia. Secondo il sottosegretario: "L'avvio della procedura di infrazione nei confronti di tutti gli Stati membri sulla direttiva Case green conferma ancora una volta l'approccio irrealistico con cui l'Unione europea ha affrontato il tema della riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare. È inaccettabile imporre diktat ideologici a suon di salassi a carico dei cittadini". 

Confedilizia: "Il problema non è negli Stati, ma nella direttiva"

Secondo Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia,"Sinceramente non si sa se indignarsi o prenderla a ridere. Un’istituzione con un minimo di contatto con la realtà comprenderebbe che, se una direttiva non viene recepita da nessuno (dicesi nessuno) degli Stati destinatari, il problema non è negli Stati, ma nella direttiva. E invece la Commissione Ue arriva persino a celebrare l'avvio della procedura con un comunicato stampa". 

"Ci aspettiamo che la politica, almeno la sua parte più avveduta, si imponga finalmente e pretenda una revisione profonda di un provvedimento sbagliato sin dalla sua bozza informale che la Confedilizia rese nota all'intera Europa nel lontano 2021, denunciandone immediatamente l'impostazione ideologica e gli effetti potenzialmente devastanti sul patrimonio edilizio e sui proprietari. Il miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili va incentivato, non imposto". 

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