L’acqua verde smeraldo è il segreto del Lago di San Domenico

Lago di montagna dal colore irreale, ponte verso un eremo e riserva protetta: come visitare San Domenico senza intoppi.
L’acqua è verde smeraldo: il segreto del Lago di San Domenico
Photo by Andrew Charles on Pexels

Può un lago di montagna sembrare ritoccato? Al Lago di San Domenico l'acqua vira dal verde smeraldo al blu profondo con una naturalezza che spiazza. Il ponte in pietra porta a un piccolo eremo aggrappato alla roccia, mentre tutto intorno la gola del Sagittario avvolge il bacino in un silenzio d'alta quota. Eppure questo scenario fiabesco nasce anche da una scelta ingegneristica del Novecento: la diga costruita per alimentare una centrale e sostenere la ferrovia Roma-Sulmona. 

Dove si trova il Lago di San Domenico

Il Lago di San Domenico si trova in Abruzzo, in provincia dell'Aquila, lungo la SR479 che collega Anversa degli Abruzzi a Scanno, poco sotto Villalago, affacciato dal Monte Argoneta. La strada corre a mezza costa: da una parte la roccia, dall'altra il vuoto della gola scavata dal fiume Sagittario, in un canyon oggi protetto come Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF. 

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Il bacino è artificiale, creato alla fine degli anni Venti con una diga sul Sagittario per produrre energia destinata anche alla linea ferroviaria tra Roma e Sulmona. Le acque sono alimentate da sorgenti freddissime e trasparenti, responsabili di quei riflessi che cambiano con la luce, dal verde vicino alle rive al blu in centro. 

Il ponte e l'eremo: cosa vedere

L'immagine che rende il lago inconfondibile è il ponte in muratura che conduce all'eremo di San Domenico, una chiesetta medievale abbarbicata su uno sperone che entra nell'acqua. Il passaggio attuale ricalca i resti di un viadotto più antico, di cui sopravvivono porzioni visibili, a conferma di quanto la gola sia stata transitata nei secoli. 

Vicino alle mura della chiesa il rumore dell'acqua risale dal fondo della valle, mentre una fontanella permette di riempire le borracce prima di partire sui sentieri. Dalla zona dell'eremo si snodano camminate di difficoltà diversa: passeggiate nel bosco per chi vuole prendersela con calma e itinerari più impegnativi che risalgono i versanti rocciosi della riserva.

Sentieri, aree attrezzate e divieti 

Uno degli accessi più noti è il percorso che collega Villalago al lago e all'eremo, un tragitto di qualche chilometro che unisce il borgo alla sponda color smeraldo. Superato il ponte, nella zona di Prato Cardoso, si trova l'unica riva di ciottoli: non è una spiaggia classica, il fondo è pietroso e l'acqua è molto fredda. Trattandosi di area protetta, non è consentito fare il bagno né pescare: regole da rispettare per preservare fauna e habitat che qui trovano riparo. 

Poco più in là c'è un'area picnic con tavoli e un chiosco per spuntini veloci, utile per una pausa tra un sentiero e l'altro. Per muoversi sulla riva conviene indossare calzature con suola robusta o scarpette da scoglio: i sassi rendono scomodo procedere con sandali o scarpe leggere. Da cercare, lungo un breve sentiero, anche la sorgente Sega, dove l'acqua affiora e si getta nel lago creando un microclima più fresco e umido.

Come arrivare al Lago di San Domenico

Il modo più semplice per raggiungere il Lago di San Domenico è in auto, lungo la SR479 tra Anversa degli Abruzzi e Scanno. Da Roma e da Pescara si imbocca l'A25 con uscita a Cocullo, quindi si seguono le indicazioni per Anversa e, a salire, per Scanno: il lago si incontra lungo il tracciato, quando la strada si stringe e le pareti della gola si avvicinano. 

Chi viaggia in treno può scendere a Sulmona o Cocullo e proseguire con autobus locali o taxi verso Anversa, Villalago o Scanno, verificando in anticipo gli orari, che nelle aree interne variano per stagione e giorni della settimana. 

Dove conviene parcheggiare

Il punto critico è la sosta lungo la strada che costeggia il lago: gli spazi sono pochi, spesso pieni, e la carreggiata è stretta. Fermarsi in zone non autorizzate o a ridosso della corsia è sconsigliato sia per le sanzioni, frequenti, sia per la sicurezza.

Per evitare stress, si dovrebbe valutare di lasciare l'auto nei centri abitati vicini e combinare un tratto di camminata o trekking con la visita al lago, soprattutto nei weekend e in alta stagione. 

Gole e borghi da non perdere

Il Lago di San Domenico è solo un tassello di un territorio compatto ma ricco di sorprese. Le Gole del Sagittario, protette come Riserva Naturale Regionale e Oasi WWF, alternano salti d'acqua, pozze verdi, ponti e sentieri a picco sul fiume, habitat di cervi e grandi rapaci, con aree più remote frequentate anche da lupo appenninico e orso bruno marsicano. 

  • Anversa degli Abruzzi. Porta d'accesso alle gole, custodisce i ruderi del castello dei Conti di Sangro, la chiesa di Santa Maria delle Grazie con un portale peculiare e la necropoli detta Cimitero dei Pagani. Gabriele D'Annunzio ambientò qui "La fiaccola sotto il moggio": oggi il borgo fa parte di un Parco Letterario dedicato al poeta.
  • Castrovalva. Minuscolo e scenografico, domina dall'alto la riserva ed è legato a una celebre litografia di M. C. Escher. Dal cosiddetto "Girone Escher", ultimo tornante prima del paese, si ritrova la stessa prospettiva che colpì l'artista.
  • Villalago. Un grappolo di case in pietra aggrappate al Monte Argoneta, tra vicoli, piazzette e passaggi coperti chiamati "suppuort". Dall'alto lo sguardo abbraccia i bacini della valle, tra cui il lago Pio e, più in là, il lago di Scanno.
  • Scanno. Famosa per il lago a forma di cuore raggiungibile con un percorso panoramico noto come "sentiero del cuore". Nel borgo, archi, finestre bifore, portali settecenteschi e le scale in pietra chiamate Cemmause; una fotografia di Mario Giacomelli scattata qui è oggi al MoMA.

Articolo visto su (travel.thewom.it) L’acqua è così verde da sembrare irreale: l’angolo segreto d’Abruzzo che sembra uscito da una fiaba

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