Un borgo di pietra tagliato da un ponte e dal rumore di un torrente. Case in ardesia scura, legno segnato dal tempo, balconi colmi di fiori. A 1.800 metri, in alta Valle Varaita (Cuneo), Chianale appare così: minuscolo, autentico, sorprendente. È inserito tra i Borghi più belli d'Italia e custodisce affreschi medievali, un altare barocco inatteso e un museo che racconta la vita dura di chi abita l'alta quota. A pochi chilometri si estende la più grande foresta di pino cembro d'Europa e, più in alto, un valico da 2.744 metri apre la vista sui due versanti delle Alpi.
Dove si trova e come arrivare
Chianale è una frazione di Pontechianale, in provincia di Cuneo, quasi al termine della Valle Varaita. È l'ultimo centro abitato prima del Colle dell'Agnello, il valico che collega Italia e Francia. L'accesso alla valle avviene tra Verzuolo e Costigliole Saluzzo; da lì la strada provinciale risale il corso del Varaita attraversando vari paesi fino a Pontechianale e, poco oltre, Chianale. Prima del borgo è presente, sulla sinistra, un parcheggio gratuito da cui conviene proseguire a piedi.
Chi arriva da lontano può considerare Torino o Cuneo come basi. Aeroporti e stazioni ferroviarie di riferimento sono quelli delle due città, da cui si dovrebbe proseguire con auto a noleggio: i collegamenti pubblici verso l'alta valle sono ridotti e poco flessibili. L'ultimo tratto oltre Chianale porta al Colle dell'Agnello (2.744 m): la strada è generalmente aperta solo nella stagione calda e dipende dalle nevicate.
Passeggiare nel borgo: cosa vedere tra pietra e legno
La via principale coincide con l'antico Chemin Royal, storica arteria verso la Francia, oggi una sequenza compatta di case in ardesia, ballatoi in legno e portoni consumati. Deviare nei vicoli laterali regala scorci sul torrente Varaita, cortili minuscoli e scalette esterne cariche di gerani, con la legna accatastata ordinatamente sotto i tetti.
Il ponte di pietra che unisce le due sponde è il punto iconico del borgo: vale la sosta per ascoltare l'acqua e guardare le case affacciate sul greto. Accanto si trova la Chiesa di Sant'Antonio (XIV secolo), semplice all'esterno e preziosa all'interno, dove sono conservati affreschi del Giudizio Universale, tipici dell'arte sacra alpina per intensità e sobrietà di colore.
Attraversato il ponte si raggiunge la Chiesa di San Lorenzo (XVIII secolo), dedicata al patrono. Colpisce il piccolo portico esterno dipinto in azzurro e rosa, dettaglio che spicca tra pietra e legno. Dentro, un altare barocco riccamente decorato sorprende per contrasto con l'essenzialità del borgo.
Per capire come si viveva (e si vive) in alta valle è utile il Museo del costume e dell'artigianato tessile: abiti tradizionali, tessuti spessi, documenti e oggetti che raccontano stagioni lunghe e lavori faticosi. Le botteghe artigiane completano il quadro con legni intagliati, tessili caldi, saponi alle erbe, mieli, formaggi e i biscotti di Chianale, a forma di cuore, spesso con mirtilli o gocce di cioccolato.
Sapori d'alta quota: cosa ordinare e dove fermarsi
La cucina locale rispecchia la quota: sostanziosa, essenziale, ben radicata nei prodotti della valle. I protagonisti sono patate, formaggi e burro. Tra le specialità spiccano i ravioles della Val Varaita, gnocchi allungati di patate e formaggio conditi con burro fuso e salvia: morbidi e appaganti. Accanto compaiono spesso i tomini di Melle, piccoli formaggi vaccini della zona, taglieri di salumi, polenta e patate di montagna, con dolci casalinghi a chiudere.
Sentieri, laghi e passi: le esperienze da non perdere
In estate si alternano passeggiate tra i prati, giri in bici o e-bike lungo la valle e camminate tranquille a bordo torrente. Circa 6 chilometri sotto Chianale si apre il Lago di Pontechianale, bacino artificiale comodo da raggiungere e adatto a una sosta in riva all'acqua, a un giro sul lungolago o, quando le condizioni lo permettono, a sport come canoa e windsurf.
Salendo oltre il paese, la strada porta al Colle dell'Agnello (2.744 m). Il paesaggio cambia rapidamente: i versanti si fanno ripidi, l'erba lascia spazio alle pietraie, la temperatura scende. Dall'alto la vista abbraccia le cime circostanti e, con un po' di attenzione, si possono osservare marmotte, stambecchi e rapaci in quota.
Più in basso, ma sempre in alta valle, si estende il Bosco dell'Alevé: oltre 800 ettari di pino cembro, la più vasta foresta del genere in Europa. I sentieri offrono ombra, profumo resinoso e un tappeto morbido di aghi. Verso valle, nel territorio di Rore (comune di Sampeyre), il sentiero dei Sarvanot porta alla cascata Tumpi la Pisso e a una panchina gigante, accompagnati dai racconti su queste creature dei boschi dal carattere dispettoso.
Quando andare e come prepararsi
In estate le giornate sono luminose e ventilate, con temperature gradevoli e sere fresche: è la stagione giusta per trekking, bici e passeggiate tra borgo e lago, abbinando la salita al Colle dell'Agnello quando la strada è aperta. In inverno il paesaggio cambia tono: tetti e vicoli si coprono di neve e l'attenzione si sposta su ciaspolate, sci nordico e ice climbing, attività che richiedono attrezzatura idonea e attenzione meteo.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Piemonte c’è un borgo di pietra a 1800 metri che sembra uscito da un libro di fiabe








per commentare devi effettuare il login con il tuo account