Affitti residenziali, giugno 2026, il Sud batte il Nord sui rendimenti

L'analisi mensile dell'Ufficio Studi Locare sul mercato delle locazioni residenziali fotografa un settore ancora solido, con un rendimento lordo medio dell'8% e canoni in crescita del 3,5% su base annua
duomo di messina
Messina - Effems, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

Il mercato italiano delle locazioni residenziali continua a offrire rendimenti interessanti per gli investitori, pur mostrando segnali di raffreddamento in alcune delle principali città del Nord. È quanto emerge dall'analisi mensile dell'Ufficio Studi Locare relativa a giugno 2026, elaborata su appartamenti di 60 mq in condizioni medie ubicati in zone semicentrali delle principali città italiane. Nel complesso, il rendimento lordo medio nazionale si attesta all'8%, mentre il canone medio raggiunge 880 euro al mese, in crescita del 3,5% rispetto a giugno 2025. Il quadro conferma un mercato ancora dinamico, ma caratterizzato da differenze territoriali sempre più marcate tra Nord e Sud del Paese.

Il Sud in testa: Messina, Taranto e Catania sul podio dei rendimenti

A guidare la classifica dei rendimenti è Messina, che raggiunge un rendimento lordo del 9,6% e registra anche il maggiore incremento dei canoni su base annua, pari a +8,8%, con un affitto mensile di 513 euro. Seguono Taranto con l'8,9% — canone medio 421 euro e crescita annua del 4% — e Catania con l'8,8%, canone di 580 euro e variazione annua contenuta al +1,5%.

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Il risultato non sorprende: nei mercati del Mezzogiorno il rapporto tra valori di acquisto, ancora relativamente accessibili, e canoni di affitto in crescita genera rendimenti lordi strutturalmente più elevati rispetto alle grandi aree metropolitane del Nord. Palermo si inserisce in questo quadro con un rendimento del 7,4% e una crescita dei canoni del 7%, mentre Bari segna un +7,6% dei canoni annui con un rendimento del 6,8%.

Il Nord rallenta: Milano a -0,9%, Bologna e Modena in frenata

Nel Nord Italia emergono invece alcuni segnali di raffreddamento. Milano rimane la città con il canone medio più elevato — 1.338 euro mensili — ma registra una lieve flessione dei prezzi del -0,9%, con un rendimento lordo del 4,7%, il più basso tra le venti città del campione. Il rallentamento appare ancora più evidente a Bologna, dove i canoni cedono il 2,1% su base annua, e soprattutto a Modena, che segna -4,0%, a testimonianza di una progressiva stabilizzazione dei mercati più maturi del Paese.

Firenze si mantiene stabile, con canoni invariati su base annua a 1.283 euro medi mensili e un rendimento del 5,4%. Verona cresce moderatamente (+3%) con un rendimento del 5,1%. Brescia avanza del 4,5% con un rendimento del 6,4%. Bologna, nonostante la frenata dei canoni, esprime ancora un rendimento del 5,2% grazie ai prezzi di acquisto relativamente più contenuti rispetto a Milano.

Le sorprese del Centro-Nord: Genova, Venezia e Trieste in accelerazione

Non tutto il Nord segna il passo. Genova si distingue con il secondo incremento annuo dei canoni più alto del campione: +8,2%, con un affitto medio di 643 euro e un rendimento del 7%. Venezia cresce del 6,8% a 980 euro medi mensili, con rendimento al 5,8%. Trieste avanza del 7,9% e si attesta a 737 euro, con un rendimento del 5,5%. Padova, con un +6,2% dei canoni e un rendimento del 6,6%, si conferma uno dei mercati più solidi del Nord-Est.

Roma cresce con moderazione, Torino tiene

Tra le grandi città, Roma mette a segno una crescita moderata dei canoni del 2,8%, con un affitto medio mensile di 1.120 euro e un rendimento del 5,8%. Torino cresce del 3,5%, allineandosi alla media nazionale, con un canone di 771 euro e un rendimento del 6,8%. Napoli segna +1,7% a 899 euro medi, con un rendimento del 6,0%. Parma cresce dell'1,7% con un rendimento del 5,9%. Prato è stabile sui canoni ma esprime un rendimento del 6,3%.

Il commento: il Sud come opportunità strutturale per l'investitore

"L'analisi conferma come il mercato delle locazioni continui a offrire opportunità interessanti, soprattutto nei centri urbani del Sud e nelle città di medie dimensioni, dove il rapporto tra valori di acquisto e canoni di affitto consente di ottenere rendimenti superiori rispetto alle grandi aree metropolitane", commenta Andrea Napoli, ceo e founder di Locare. Il dato di giugno 2026 sembra dare ragione a questa lettura: in un contesto di crescita moderata dei canoni e di stabilizzazione di alcuni grandi mercati, sono le piazze meno presidiate — e meno care — a offrire il miglior equilibrio tra rischio e rendimento per chi investe nel mattone da reddito.

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