Un sentiero dove il bosco non è solo scenografia, ma diventa galleria d'arte a cielo aperto. Sulle alture del Lago di Como, in Valle Intelvi, tra pascoli e faggi si incontrano volti, animali e simboli scolpiti direttamente nel legno. È il Sentiero delle Espressioni, un itinerario che unisce trekking, artigianato d'autore e panorami sorprendenti. Un progetto nato dal territorio e per il territorio, che accompagna passo dopo passo fino a un balcone naturale affacciato sul Lario.
Dove si trova il Sentiero delle Espressioni
Il Sentiero delle Espressioni si sviluppa nei boschi sopra Schignano, in Valle Intelvi, uno dei terrazzi naturali più scenografici sul Lago di Como. Qui, lungo un anello che tocca alpeggi, faggete e una cima panoramica, decine di sculture di legno punteggiano il cammino.
L'idea è semplice e potente: usare ceppi, tronchi e rami già presenti in foresta per dare forma a personaggi, emozioni e storie legate a questi luoghi. Il risultato è un percorso artistico che rende la camminata un continuo incontro con figure inaspettate.
Chi c'è dietro alle opere: maschere, scultori e la foresta
Alla base del progetto c'è la collaborazione tra il Comune di Schignano, l'ente forestale regionale e i maestri intagliatori dell'associazione locale La M.A.S.C.H.E.R.A. Conosciuti per le maschere del caratteristico carnevale del paese, gli artigiani hanno trasferito sui tronchi le stesse espressioni intense e riconoscibili.
Le sculture nascono dalla forma della pianta, rispettando legno e contesto. Gli artigiani lavorano con sgorbie e scalpelli, pazienza e precisione, facendo emergere dal materiale figure che sembrano già pronte ad affiorare.
Cosa si vede lungo l'itinerario
Avanzando tra faggi e frassini, le sorprese si moltiplicano. A introdurre il percorso c'è un guardiano dal sapore fiabesco, poi la materia si fa racconto: scene di vita di montagna, animali del bosco, simboli e allegorie.
Tra i soggetti citati lungo il cammino compaiono figure familiari e archetipi dell'immaginario alpino. Alcune richiamano il ciclo della vita, altre la quotidianità di pascoli e alpeggi. Non mancano i temi dell'introspezione, con volti pensosi e gesti che raccontano emozioni forti, accanto a richiami a personaggi che hanno segnato la storia di questi confini.
Volti, simboli e fauna: un "pantheon" nel verde
Prima di proseguire, vale la pena segnalare alcuni soggetti ricorrenti: sono punti di riferimento utili per orientare la visita e leggere il percorso come un'unica narrazione.
- Personaggi fiabeschi e guardiani del bosco che accolgono chi entra nel sentiero.
- Scene legate alla montagna: alberi "che nutrono", piccoli animali, giochi di cortecce.
- Emozioni scolpite: maternità, sorpresa, saggezza, sensualità, allegria.
- Figure riflessive: enigmi e pensatori che invitano a una sosta più lunga.
- Fauna e richiami storici: rapaci, creature fantastiche e memorie di contrabbandieri e guardie di finanza.
Il punto più atteso: il balcone sul Lago di Como
Il tracciato porta all'Alpe Comana, una conca erbosa dove resiste una piccola "bolla" d'acqua usata un tempo per l'abbeverata del bestiame. Da qui, in pochi minuti di salita si guadagna la sommità del Monte Comana, attorno ai 1.200 metri.
La vegetazione si apre all'improvviso e la vista corre sul Lario: insenature, sponde, profili delle cime e una luce che cambia di continuo. È il passaggio che spesso resta più impresso, non solo per l'ampiezza del panorama ma per il contrasto tra il silenzio del bosco e l'orizzonte che si allarga a perdita d'occhio.
Dal roccolo alle trincee: le altre sorprese dell'anello
Dalla cima il sentiero continua in cresta verso il Roccolo del Messo, un'architettura vegetale storicamente usata per l'uccellagione e oggi recuperata come testimonianza del paesaggio rurale d'alta quota. Il percorso tocca poi la Colma di Binate e la zona di Crocette, dove affiorano resti di trincee della Grande Guerra.
Sullo sfondo si staglia il Sasso Gordona, che accompagna il rientro lungo l'antica via lastricata. La chiusura dell'anello riporta al punto di partenza, lasciando la sensazione di aver attraversato un museo all'aperto senza mai entrare in una sala.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Sul lago di Como, c’è un sentiero punteggiato da sculture di legno








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