Un albero stimato 3.500 anni cresce all'ombra di mura medievali affacciate sui filari del Morellino e sulla linea del Tirreno. È l'immagine che racconta meglio Magliano in Toscana, piccolo centro della Maremma dove si può fare una passeggiata sulle fortificazioni. Si entra da una porta scenografica, si osservano stemmi di podestà scolpiti nella pietra e ci si affaccia verso una terrazza naturale che domina la valle dell'Albegna. Pochi chilometri più in là, un'abbazia dell'XI secolo si staglia in mezzo ai campi come un set.
- Il percorso dentro le mura di Magliano in Toscana
- Sulle mura: la passeggiata con vista Maremma
- Etruschi in primo piano: necropoli e un reperto unico
- Un'abbazia a cielo aperto
- L'Olivo della Strega: 3.500 anni di memoria
- Vino e cucina: Morellino e ricette di sostanza
- Mare, parco e borghi intorno: perché conviene fermarsi
- Come arrivare senza complicazioni
Il percorso dentro le mura di Magliano in Toscana
Il centro storico è racchiuso da una cinta tra le meglio conservate in Toscana. L'ingresso più scenografico è Porta San Giovanni, sul lato sud: superato l'arco in pietra, il corso principale alterna botteghe, enoteche, case in pietra e palazzi antichi. Poco oltre si incontra il cosiddetto Palazzo di Checco il Bello, edificio del Duecento con facciata gotica animata da emblemi araldici che richiamano il peso medievale del borgo.
La pieve di San Giovanni Battista, non distante, ha un impianto di origine romana, interventi gotici nelle finestre laterali e una facciata dal gusto rinascimentale. All'interno, affreschi di scuola senese e un fonte battesimale quattrocentesco invitano a rallentare lo sguardo.
Proseguendo si arriva in Piazza della Libertà, dove il Palazzo dei Priori espone sulla facciata gli stemmi dei podestà, una sorta di diario civico scolpito nella pietra. Nella stessa piazza, la chiesa di San Martino colpisce per il portale con un guerriero che affronta un drago e, sul lato opposto, una creatura fantastica. L'altro varco del centro è Porta San Martino, a nord: oltre l'arco, la campagna si apre come una balconata naturale verso la valle dell'Albegna.
Sulle mura: la passeggiata con vista Maremma
Il camminamento di ronda, restaurato e fruibile per lunghi tratti, è il filo che unisce i punti chiave del borgo. Camminando si entra nelle torri e si riconosce il passaggio dei secoli: torrioni quadrati trecenteschi, poi quelli cilindrici voluti in età senese nel Quattrocento.
Davanti scorrono oliveti, filari ordinati, colline e, nelle giornate limpide, la linea del mare.
Etruschi in primo piano: necropoli e un reperto unico
Prima del municipio romano di Heba, queste colline erano etrusche. Lo raccontano necropoli disseminate nella campagna: Santa Maria in Borraccia, Cancellone I e II, la Tomba delle Ficaie, la Tomba di Sant'Andrea e il Sassone conservano camere ipogee databili al VII-VI secolo a.C. Per visitale è opportuno rivolgersi all'ufficio turistico comunale, che indica aperture e modalità.
A metà Ottocento qui è riemerso il celebre Piombo di Magliano, una lamina circolare con lunga iscrizione etrusca disposta a spirale. Oggi è conservato a Firenze ed è considerato un tassello chiave per lo studio della lingua. Nel borgo un Centro di Documentazione ricostruisce il contesto delle scoperte e ospita, tra l'altro, la riproduzione della spettacolare Tomba di Sant'Andrea con leoni alati a grandezza naturale.
Un'abbazia a cielo aperto
Pochi chilometri separano il centro dalle rovine dell'abbazia di San Bruzio, edificio romanico dell'XI secolo. Restano colonne, capitelli scolpiti in stile franco-lombardo e porzioni di absidi che emergono dall'erba, con un effetto scenico particolarmente forte nelle ore di luce radente.
L'Olivo della Strega: 3.500 anni di memoria
Appena fuori dalle mura, in un uliveto, vive l'Olivo della Strega. Le stime più diffuse attribuiscono a questo gigante contorto circa 3.500 anni. Una leggenda medievale racconta di riunioni notturne di donne accusate di stregoneria ai suoi piedi.
Oggi è un simbolo potente: natura che attraversa i millenni, mito e memoria comunitaria compressi in un unico tronco.
Vino e cucina: Morellino e ricette di sostanza
Magliano è nel cuore della zona del Morellino di Scansano DOCG. I vigneti disegnano il paesaggio e molte aziende organizzano degustazioni che uniscono i calici a salumi, pecorini stagionati e pane toscano sciapo, perfetto per non coprire i sapori.
La base è spesso il Sangiovese, ideale con piatti strutturati, carni e cacciagione. In tavola tornano i capisaldi della cucina maremmana: l'acquacotta, zuppa di verdure con pane raffermo e uova; la scottiglia di cinghiale, a cottura lenta; e il cosiddetto maiale ubriaco, stufato nel vino rosso.
In estate il calendario segna Vinellando, più giorni interamente dedicati al Morellino: banchi d'assaggio, musica e incontri animano le strade del borgo.
Mare, parco e borghi intorno: perché conviene fermarsi
La vicinanza al Parco Naturale della Maremma è un plus: spiagge come Cala di Forno e Collelungo si raggiungono lungo i percorsi del parco e offrono sabbia chiara, ginepri e pinete che profumano di resina nelle ore calde.
Tra un bagno e una passeggiata, avere una base a Magliano è l'idea perfetta: agriturismi, case vacanza e piccoli hotel permettono di combinare giornate di mare, camminate e uscite nei borghi di Pereta e Montiano.
Come arrivare senza complicazioni
Magliano si trova nella parte sud della provincia di Grosseto, su un colle che domina la campagna. L'auto resta la soluzione più pratica, utile anche per muoversi tra costa, parco e colline. Chi arriva lungo la dorsale tirrenica utilizza l'arteria che collega Livorno a Civitavecchia, uscendo in corrispondenza dei centri più vicini (come Albinia o una delle uscite per Orbetello) e risalendo verso l'interno su strade provinciali ben tenute.
Per il treno le stazioni di riferimento lungo la linea tirrenica sono Grosseto, Orbetello o Albinia, da cui proseguire con autobus locali o taxi. In aereo, gli scali più comodi sono Firenze, Pisa e Roma, da combinare con treno e auto a noleggio.
Articolo visto su (travel.thewom.it) Il borgo della Toscana con mura millenarie e un segreto vecchio 3500 anni: ha la vista più bella sulla Maremma








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