Una montagna spaccata a metà che sprofonda nel mare. Un intreccio di vicoli che custodisce "cento chiese" in pochi isolati. Una linea di spiagge che alterna sabbia dorata, calette verdi e discese di 300 gradini. Gaeta non è solo mare: è un mosaico compatto di natura, storia e cucina popolare che si visita bene in un weekend. Si parte per la spiaggia, si rimane per tutto il resto, perché ogni zona racconta un'epoca diversa e aggiunge un motivo in più per tornare.
- Montagna Spaccata e Grotta del Turco: lo spettacolo della roccia
- Monte Orlando a piedi: sentieri, polveriere e mausoleo
- Gaeta medievale: vicoli, chiese e terrazze sul porto
- Via Indipendenza: quotidianità e memoria
- Spiagge: dalla cittadina Serapo ai 300 gradini dell'Arenauta
- Sapori locali: la tiella e le olive di Gaeta
- Luci d'inverno e "sciusci" di Capodanno
- Una deviazione utile: Sperlonga tra grotta e museo
- Informazioni pratiche: come arrivare, tempi e orari
Montagna Spaccata e Grotta del Turco: lo spettacolo della roccia
Il Santuario della Santissima Trinità, noto come Montagna Spaccata, è incastonato nella roccia e sorprende già dall'ingresso. All'interno una scala stretta, scavata fra le pareti, conduce ai punti di osservazione affacciati sulla fenditura naturale. La tradizione lega quelle crepe alla morte di Cristo; accanto, una cappella sospesa sul vuoto poggia idealmente su un masso incastrato nella gola.
A sinistra del santuario si apre la scalinata verso la Grotta del Turco. Sono centinaia di gradini tra pareti umide, striate di sali minerali, che portano a terrazze su una gola riempita dal mare. In alcuni periodi si scende solo in parte per motivi di sicurezza, ma già dalle prime piattaforme si vedono gli spruzzi raggiungere i corrimano.
Monte Orlando a piedi: sentieri, polveriere e mausoleo
Restando sul promontorio, i sentieri del Parco di Monte Orlando conducono verso antiche polveriere militari e fino al Mausoleo di Lucio Munazio Planco. È una grande struttura circolare di epoca romana, posata sul punto più alto. Lungo il percorso il terreno è coperto di aghi di pino, l'odore di lentisco è intenso e tra i rami si aprono squarci sul golfo. Le falesie bianche scendono a picco, in lontananza si distinguono le spiagge verso Sperlonga.
Gaeta medievale: vicoli, chiese e terrazze sul porto
Scendendo da Monte Orlando, la facciata neogotica del Tempio di San Francesco domina il porto. La chiesa, tradizionalmente legata al passaggio del santo e rielaborata nei secoli da sovrani come Carlo II d'Angiò e Ferdinando II, offre all'interno archi acuti e slanci verticali. All'esterno, una terrazza guarda dall'alto le barche ormeggiate come punti bianchi sul blu.
Oltre la Capitaneria si entra in Gaeta Vecchia. Qui l'intreccio di stradine in salita, archi e cortili minuscoli porta alla Cattedrale di Santa Maria Assunta e dei Santi Erasmo e Marciano. La pianta è a più navate con colonne romane reimpiegate e una torre campanaria decorata da motivi diversi, compresi richiami di influsso islamico. In questa basilica fu incoronato Papa Gelasio II, monaco di Montecassino originario della città. Poche vie più in là, la raccolta Chiesa di San Giovanni a Mare colpisce per le proporzioni irregolari e per le colonne differenti per altezza e spessore, riutilizzate dopo il sisma duecentesco.
Castello Angioino-Aragonese: fortezza, celle e viste alte
Salendo ancora si raggiunge il Castello Angioino-Aragonese, grande complesso con un'anima doppia: la parte antica legata agli Angioini e l'ala più recente voluta da Carlo V. In passato è stato anche carcere militare; oggi ospita una caserma della Guardia di Finanza e strutture universitarie. In determinati periodi vengono organizzate visite guidate, con accesso a sale, vecchie celle e terrazze panoramiche. Per date e modalità conviene informarsi in anticipo presso la Pro Loco di Gaeta.
Via Indipendenza: quotidianità e memoria
Lontano dalle cartoline, Via Indipendenza mostra l'altra faccia della città. Balconi affollati di piante, fili per il bucato e piccole botteghe alimentari. Nelle traverse si incontrano chiese meno appariscenti ma importanti per la comunità: la Chiesa di Porto Salvo, legata a una processione mariana estiva, la Chiesa di San Giacomo, fondata dai pescatori nel Cinquecento e più volte ricostruita dopo assedi e bombardamenti, e la Chiesa degli Scalzi (SS. Cosma e Damiano). Poco oltre, l'area dove sorgeva la parrocchia di San Cosma Vecchio, distrutta nella Seconda Guerra Mondiale, ricorda le ferite del Novecento.
Spiagge: dalla cittadina Serapo ai 300 gradini dell'Arenauta
La costa di Gaeta alterna arenili e punte rocciose per circa dieci chilometri. Dopo Serapo, facile da raggiungere e attrezzata, il ritmo cambia tra calette e discese scavate nella macchia. Qui alcune opzioni da mettere in itinerario, diverse per atmosfera e accesso.
- Fontania: caletta raccolta chiusa da pareti rocciose, raggiungibile a piedi o via mare; acqua spesso verde smeraldo.
- 40 Remi: striscia di sabbia tra scogliere, accessibile solo in barca o a nuoto.
- Ariana: arenile più ampio, premiato più volte con la Bandiera Blu; sabbia chiara a grana fine.
- Arenauta (spiaggia dei "300 gradini"): lunga scalinata dalla strada al mare, discesa impegnativa ma scenografica tra profumi di ginepro ed erbe.
- San Vito e Sant'Agostino: chiude la sequenza una grande baia di circa due chilometri molto frequentata.
Sapori locali: la tiella e le olive di Gaeta
La cucina racconta la città con un piatto simbolo: la tiella di Gaeta. È una torta salata a due strati di pasta, sottile ma consistente, con ripieni di mare o di terra. Tra le varianti più amate spiccano polpo e patate, scarola e baccalà, melanzane con pomodorini e olive. Si mangia a tranci, spesso appena tiepida, ed è la pausa ideale tra una visita e l'altra. Le olive di Gaeta, scure e morbide, compaiono in antipasti, salse e secondi di pesce, diventando un fil rouge di molti menù.
Luci d'inverno e "sciusci" di Capodanno
Nei mesi invernali Gaeta cambia volto con le luminare che ridisegnano facciate e piazze. Il lungomare si anima di bancarelle di dolci e musica, mentre a Capodanno si incontrano i "sciusci", gruppi musicali tradizionali che suonano per strada con canti legati alla memoria locale. È una stagione più tranquilla per passeggiare tra porto e vicoli, con temperature miti e ritmi lenti.
Una deviazione utile: Sperlonga tra grotta e museo
Con un quarto d'ora d'auto si raggiunge Sperlonga, altro borgo marinaro arrampicato su uno sperone. Qui si visita la Villa e la Grotta di Tiberio, residenza costiera dell'imperatore con annesso museo archeologico. La grotta è una grande cavità naturale aperta sul mare, in parte lambita da una breve spiaggia.
Informazioni pratiche: come arrivare, tempi e orari
Gaeta si trova sulla costa del Lazio meridionale, tra Roma e Napoli, ed è comoda in auto lungo l'asse tirrenico con uscita verso la Riviera di Ulisse. In treno si fa riferimento alla linea Roma-Napoli con fermata a Formia-Gaeta e proseguimento in autobus locali o taxi. Dagli aeroporti di Roma e Napoli si arriva con un collegamento misto treno+bus. La città si visita bene in due o tre giorni: una giornata piena consente Montagna Spaccata, parte di Monte Orlando e il borgo; un weekend alterna visite e mare, con pause dedicate alla cucina locale.
Articolo visto su (travel.thewom.it) È il borgo sul mare più sorprendente del Lazio: tra una montagna spaccata a metà e 100 chiese tutte da scoprire








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