Un'isola italiana è rimasta chiusa al pubblico per 112 anni e oggi è un parco nazionale senza auto, dove asinelli bianchi attraversano la strada e un ex supercarcere affaccia su cale turchesi. L'Asinara, all'estremo nord-ovest della Sardegna, è uno di quei luoghi in cui la natura ha avuto il tempo di riprendersi tutto. Qui si entra con traghetti e imbarcazioni autorizzate, si gira a piedi o in bici e si scoprono, a pochi chilometri l'uno dall'altro, un lazzaretto ottocentesco, un borgo di pescatori e una strada che corre tra profumi di macchia e graniti a picco sul mare.
Dove si trova e come arrivare
L'Asinara appartiene al Comune di Porto Torres e si presenta come una dorsale sottile lunga circa 17,5 chilometri, con oltre 100 chilometri di coste frastagliate. Il punto più alto è Punta della Scomunica, 408 metri, ideale per orientarsi sul mosaico di cale, falesie e macchia mediterranea.
Da Porto Torres parte il collegamento pubblico per Cala Reale operato da Delcomar: gli orari variano lungo l'anno e, secondo la compagnia, le tariffe base partono da circa 10 euro. In alternativa, dalla zona di Stintino si salpa con escursioni e servizi nautici gestiti da operatori autorizzati dal Parco: sono pensati per visite giornaliere, tour integrati terra-mare o pescaturismo e sbarcano nei principali approdi dell'isola in base al programma.
Come muoversi: mezzi consentiti e consigli pratici
La dorsale dell'isola è una strada in cemento di circa 25 chilometri che unisce Fornelli, Campu Perdu, Cala Reale, Trabuccato e Cala d'Oliva. Da qui si diramano piste bianche e sentieri che portano verso calette e crinali. Nel 2026 il Parco mantiene un elenco aggiornato di operatori autorizzati per noleggi e visite: si può scegliere tra biciclette, auto elettriche, minivan, fuoristrada e trenino turistico, oltre a trekking guidati.
Perché è rimasta off-limits per 112 anni
La svolta arriva nel 1885, quando lo Stato istituisce sull'Asinara una Stazione Sanitaria Marittima di quarantena e una colonia penale agricola. Le famiglie residenti vennero allontanate e una parte di loro diede vita al paese di Stintino. Durante la Prima guerra mondiale, l'isola divenne anche campo di prigionia per militari austro-ungarici: cimiteri e l'Ossario di Campu Perdu ne conservano la memoria.
Dagli anni Settanta alcune strutture furono convertite in carcere di massima sicurezza, legato anche agli anni dell'antimafia: nell'estate 1985 Giovanni Falcone e Paolo Borsellino alloggiarono all'ex Foresteria di Cala d'Oliva, durante una fase cruciale del lavoro che portò al maxiprocesso. Il carcere venne dismesso negli anni Novanta e nel 1997 nacque il Parco Nazionale dell'Asinara.
Le tappe imperdibili: tra memoria, mare e graniti
Qui ha sede l'Osservatorio del Mare e il Centro Recupero Animali Marini, che cura in particolare le tartarughe e promuove attività di monitoraggio e divulgazione: nel 2026 è visitabile su prenotazione negli orari indicati dal Parco.
A nord, Cala d'Oliva conserva l'impianto del vecchio borgo di pescatori, oggi intrecciato con la memoria penitenziaria. Nell'ex Diramazione Centrale è allestito l'Osservatorio della Memoria, con oggetti, strumenti e documenti che restituiscono la quotidianità del sistema carcerario. Le case chiare affacciate sulla baia raccontano invece l'altra Asinara, quella della vita di mare che precedette l'esproprio del 1885.
All'estremo sud, Fornelli è uno degli accessi principali per chi proviene da Stintino. L'ex carcere di Fornelli è tra le strutture simbolo del periodo del supercarcere: nel 2026 l'interno risulta chiuso.
Sentieri e tempi giusti: gli itinerari da mettere in agenda
La rete escursionistica ufficiale copre tutta l'isola con sentieri tematici di diversa lunghezza e difficoltà. Si passa dai percorsi brevi a quelli medi, in gran parte su sterrato e con tratti pianeggianti che rendono possibili anche uscite in bici. In particolare:
- Sentiero del Granito (da Fornelli): circa 11,2 km, 3 ore e 30 minuti, in gran parte ciclabile. Tra affioramenti, vecchie cave e stagni, costeggia l'area a protezione integrale di Cala Sant'Andrea.
- Sentiero del Castellaccio (da Fornelli): 8,3 km, 2 ore e 40 minuti, parzialmente ciclabile. Salita graduale verso i ruderi della fortificazione e viste ampie sul tratto meridionale.
- Sentiero dell'Acqua (da Fornelli): anello facile di 6,9 km, 2 ore circa, interamente ciclabile. Pozzi, piccole sorgenti e tracce dell'antico acquedotto.
- Sentiero del Muflone (zona Cala Reale): 6,1 km, 2 ore, ideale per osservare mufloni e avifauna partendo dall'Osservatorio Faunistico di Tumbarino.
- Sentiero della Memoria (Cala Reale): 5,5 km, interamente ciclabile. Collega Campo Faro, il cimitero italiano, Campu Perdu, Domus de Janas e l'Ossario austro-ungarico.
- Sentiero dell'Asino Bianco (Cala Reale): 7,8 km, circa 3 ore, non ciclabile. Attraversa l'area della vecchia Stazione Sanitaria fino alle strutture di Trabuccato.
Fauna e regole di tutela: asinello bianco, muflone e delfini
Il simbolo dell'isola è l'asinello bianco (Equus asinus var. albina), una colonia di animali albini che vive libera insieme a gruppi di asini comuni. L'origine non è del tutto chiarita: si ipotizzano un'evoluzione in isolamento, un'introduzione storica nobiliare o racconti di antichi naufragi. La popolazione attuale è stimata tra 100 e 150 esemplari e richiede comportamenti rigorosi: non toccare, non alimentare, mantenere distanza e moderare la velocità dei mezzi autorizzati lungo la strada principale.
Tra i mammiferi è frequente l'incontro con il muflone, reintrodotto negli anni Cinquanta e oggi numeroso, spesso visibile su creste e terrazze rocciose. Vivono sull'isola anche capre e cavalli inselvatichiti, mentre la presenza di ibridi tra cinghiali e maiali domestici ha imposto interventi di contenimento. L'avifauna è ricchissima: dal falco pellegrino ai gheppi, da pernici e uccelli acquatici negli stagni costieri fino a civette e barbagianni che utilizzano ruderi ed edifici storici.
Il mare dell'Area Marina Protetta regala spesso avvistamenti di delfini durante le uscite in barca; più rari, ma possibili, gli incontri con balene e tartarughe in transito. A Cala Reale opera il Centro Recupero Animali Marini, riferimento per i recuperi e la divulgazione ambientale legata alle tartarughe.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Sardegna c’è un’isola senza auto che è stata chiusa al pubblico per 112 anni: oggi è un paradiso dai colori irreali








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