Ogni anno, quando l'estate lascia spazio all'aria fresca dell'entroterra sardo, prende vita uno degli appuntamenti culturali più autentici dell'intera isola. Autunno in Barbagia 2026 apre le porte dei borghi della Sardegna centrale da settembre a dicembre, trasformando vecchie corti, botteghe artigiane e cantine in luoghi di incontro tra chi abita quei paesi, da Bitti a Olina, da Austis a Lodine, e chi arriva da fuori per scoprirli. Ecco tutto quello che c'è da sapere sull'edizione 2026, con date, paesi, suggerimenti pratici e spunti per pianificare al meglio la visita.
Che cosa è Autunno in Barbagia: storia delle Cortes Apertas
La storia di Autunno in Barbagia nasce a Oliena nel 1996, quando alcuni abitanti dell'antico centro barbaricino decidono di aprire i cortili delle proprie case per condividere prodotti tipici, vino e artigianato con i visitatori. L'idea è semplice ma potente: non portare le tradizioni fuori dal borgo, ma invitare le persone a entrarci.
Negli anni successivi e, nel 2001, viene ribattezzato Autunno in Barbagia. Da allora, ogni anno tra settembre e dicembre decine di borghi dell'interno partecipano con le proprie Cortes Apertas — le corti aperte — offrendo un percorso diverso in ogni tappa. Oggi la manifestazione è considerata uno degli eventi culturali più importanti dell’autunno in Sardegna.
Quali sono le date dell'Autunno in Barbagia 2026?
L'edizione 2026 di Autunno in Barbagia si tiene dal 5 settembre al 13 dicembre 2026. Gli appuntamenti si concentrano quasi sempre nel fine settimana — venerdì sera, sabato e domenica — e spesso si svolgono contemporaneamente in più paesi.
Il circuito tocca la maggior parte dei centri della Sardegna centrale, con una diffusione che va dalla Barbagia di Ollolai al Mandrolisai, dalla Barbagia di Belvì al Nuorese. Ecco il calendario e il programma di Autunno in Barbagia 2026 suddiviso per mese.
Settembre 2026
- 5–6 settembre — Bitti
- 12–13 settembre — Oliena
- 19–20 settembre — Lodine, Sarule
- 26–27 settembre — Austis, Dorgali, Orani
Ottobre 2026
- 3–4 ottobre — Lula, Meana Sardo, Orotelli, Sorgono
- 10–11 ottobre — Gavoi, Lollove, Onanì, Tonara
- 17–18 ottobre — Belvì, Orgosolo
- 24–25 ottobre — Aritzo, Olzai, Ottana
- 31 ottobre — Desulo
Novembre 2026
- 1 novembre — Desulo
- 6–7–8 novembre — Mamoiada
- 7–8 novembre — Ovodda
- 14–15 novembre — Nuoro, Tiana, Ollolai
- 21–22 novembre — Atzara
- 28–29 novembre — Gadoni, Oniferi
Dicembre 2026
- 6–7–8 dicembre — Fonni
- 12–13 dicembre — Ortueri, Orune, Seulo
Cosa si fa durante le Cortes Apertas in Sardegna
Ogni paese costruisce il proprio programma partendo dalle specificità locali, ma alcune esperienze si ritrovano pressoché ovunque e rappresentano il cuore della manifestazione.
Artigianato e mestieri antichi
Tra le attrazioni più apprezzate ci sono le dimostrazioni dal vivo di artigianato tradizionale: cestini intrecciati con giunchi e asfodelo, tappeti e tessuti realizzati al telaio, lavorazione del legno, della pelle e del ferro battuto.
In alcuni paesi è possibile assistere alla preparazione di maschere rituali in legno, come quelle dei Mamuthones, le maschere che si vedono al Carnevale di Mamoiada, tra i simboli più iconici del carnevale sardo.
Enogastronomia tipica: prodotti da non perdere
Il cibo è protagonista assoluto di ogni tappa. Nelle corti e nelle botteghe si possono assaggiare e spesso acquistare direttamente dal produttore alcuni tra i prodotti e i piatti più tipici della Sardegna centrale:
- Formaggi come il Pecorino Sardo DOP e il Fiore Sardo.
- Salumi a base di maiale nero sardo.
- Dolci tipici come le sebadas, i sospiri, i papassinos, le pardulas.
- Pane carasau e pane guttiau.
- Vini del Mandrolisai e delle colline barbaricine.
I borghi da non perdere: come scegliere la tappa giusta
I paesi coinvolti sono oltre 30: ogni borgo ha caratteristiche proprie e la scelta dipende dagli interessi, dai tempi a disposizione e dalla zona che si vuole esplorare.
Oliena: il paese che ha inventato le Cortes Apertas
Punto di partenza storico della manifestazione, Oliena è ai piedi del Supramonte, una delle aree naturali più spettacolari della Sardegna. Oltre all'evento, merita una visita per le sorgenti di Su Gologone, il vino Cannonau di Sardegna e i murales che decorano le vie del centro.
Mamoiada: tra maschere, vino e identità
Mamoiada è conosciuta in tutto il mondo per i Mamuthones e gli Issohadores, le maschere rituali del carnevale barbaricino. Durante Autunno in Barbagia il paese apre il Museo delle Maschere Mediterranee e propone degustazioni di Cannonau, qui particolarmente strutturato e longevo.
Orgosolo: arte murale e tradizione pastorale
Orgosolo è famosa per i suoi murales politici e sociali, che tappezzano le pareti del paese. La visita durante Autunno in Barbagia si arricchisce di degustazioni, artigianato e un'atmosfera che racconta la storia di una comunità tenace e orgogliosa della propria identità.
Fonni: il paese più alto della Sardegna
A oltre mille metri di quota, Fonni chiude il calendario dell'evento a dicembre con un'atmosfera che in autunno inoltrato può essere già invernale. Il paese è noto per la lavorazione della lana, i ricami tradizionali e un paesaggio montano che nelle giornate limpide regala panorami straordinari.
Bitti: canto a tenore e archeologia nuragica
Bitti ha aperto il calendario di Autunno in Barbagia il primo weekend di settembre. È conosciuta per essere una delle capitali del canto a tenore e si trova vicino al complesso nuragico di Romanzesu, uno dei siti più significativi della Sardegna preistorica, con oltre mille nuraghi.
Come raggiungere i paesi della Barbagia
La quasi totalità dei borghi di Autunno in Barbagia si raggiunge comodamente in auto. La Sardegna centrale non è servita da linee ferroviarie ad alta frequenza, quindi, disporre di un mezzo proprio è quasi indispensabile.
Da Cagliari, i paesi del Mandrolisai si trovano a circa 1,5–2 ore di viaggio; da Olbia, i borghi del Nuorese distano circa 1,5 ore.
Vivere in Barbagia
La Barbagia, delimitata a nord dal Nuorese, a est dal massiccio del Supramonte, a ovest dal Mandrolisai e a sud dalle vette di Gennargentu, è una delle aree più integre e affascinanti dell'intera isola sul piano naturale, storico e antropologico.
Il paesaggio cambia profondamente rispetto alla costa ed ospita alcune delle comunità con la più alta concentrazione di centenari al mondo. Vale la pena, quindi, provare a pensare di cercare casa qui, con gli annunci di idealista:








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