Un paese che dall'alto sembra un cuore e un ponte sospeso che promette adrenalina in 1.160 passi: tutto nella stessa cartolina. Siamo in Basilicata, dove Castelsaraceno ha trasformato una curiosità geografica in identità e attrazione. Qui la roccia impone la forma del centro storico, mentre un ponte tibetano collega due aree protette in un solo balzo. Il borgo che si trova a pochi chilometri dall'A2, quindi raggiungerlo è più semplice di quanto si pensi.
- Castelsaraceno, il paese che visto dall'alto disegna un cuore
- Origini, terremoti e torri: cosa racconta la storia
- Il ponte tibetano tra i Due Parchi: come accedervi
- Monte Alpi: sentieri, pini loricati e punti panoramici
- Museo della Pastorizia: la transumanza che ha fatto il territorio
- Come arrivare a Castelsaraceno
Castelsaraceno, il paese che visto dall'alto disegna un cuore
Camminando tra i vicoli non si nota subito, bisogna cambiare prospettiva: dall'alto, le case addossate sullo sperone della Tempa disegnano una sagoma che richiama un cuore quasi perfetto. Non è frutto di un progetto, ma di secoli in cui le abitazioni hanno seguito pendenze e pieghe della roccia.
È questo il "colpo d'occhio" che rende particolare Castelsaraceno, in provincia di Potenza, a circa 960 metri di altitudine. Il paese è noto anche come "Paese dei Due Parchi", perché si colloca tra il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese.
Origini, terremoti e torri: cosa racconta la storia
La tradizione locale fa risalire la nascita di Castrum Saracenum al 1031, con una presenza saracena che avrebbe dato il nome al borgo. Un forte terremoto nel 1044 ne compromise la stabilità, aprendo la strada a una nuova fase.
Nel 1086 il territorio passò ai monaci dell'abbazia di San Michele Arcangelo del Monte Raparo, incaricati di ricostruire il castello e favorire il ripopolamento. A loro si lega la rinascita del paese e la crescita che ha lasciato tracce nel tessuto urbano.
Torre Saracena, palazzi e chiese nel centro storico
Nel nucleo medievale si incontrano i ruderi della Torre Saracena, detta il Campanaro, parte dell'antico sistema difensivo e tra le testimonianze più antiche del luogo.
Meritano attenzione anche il Palazzo Baronale, edificato nel XV secolo dalla famiglia Sanseverino, la Chiesa Madre dello Spirito Santo e le chiese di San Rocco e di Sant'Antonio.
Il ponte tibetano tra i Due Parchi: come accedervi
L'attrazione più nota oggi è il Ponte tra i Due Parchi, inaugurato il 31 luglio 2021. Si tratta di un ponte tibetano a campata unica con pedata discontinua lungo 586 metri e sospeso fino a circa 80 metri dal suolo: per completarlo servono all'incirca 1.160 passi, un attraversamento che mette insieme paesaggio e brivido. Il portale turistico ufficiale lo presenta come il ponte tibetano a campata unica più lungo del mondo, un primato che richiama appassionati e curiosi.
La passerella collega i versanti ricadenti nel Parco del Pollino e nell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese, superando la valle del torrente Racanello. L'accesso avviene con attrezzatura di sicurezza e biglietto, con orari e aperture variabili a seconda della stagione.
Monte Alpi: sentieri, pini loricati e punti panoramici
Chi desidera respirare l'anima più naturale del territorio dovrebbe puntare verso il Monte Alpi, massiccio che domina il paesaggio con due cime principali: Santa Croce (1.893 metri) e Pizzo Falcone (1.900 metri). Sulle sue pareti cresce il pino loricato, specie simbolo del Parco del Pollino, che qui offre scenari di grande impatto. Base ideale per l'esplorazione è Bosco Favino, dove si trova un'area attrezzata e si innestano diversi tracciati segnalati.
Tra gli itinerari più accessibili c'è l'anello della Pietra e dei Pini Loricati: circa 3,2 chilometri, 203 metri di dislivello positivo e un tempo medio di percorrenza di 1 ora e 20 minuti. Il percorso si sviluppa in una faggeta e porta a un belvedere affacciato sui pendi del Monte Alpi.
Museo della Pastorizia: la transumanza che ha fatto il territorio
A Castelsaraceno il Museo della Pastorizia raccoglie strumenti, tecniche e storie della transumanza, attività che per secoli ha scandito stagioni, economie familiari e saperi.
La visita aiuta a leggere il paesaggio con occhi diversi e a capire perché molte produzioni tipiche siano rimaste legate a greggi, alpeggi e latte trasformato in formaggi.
Come arrivare a Castelsaraceno
L'auto resta la soluzione più comoda: dall'autostrada A2 del Mediterraneo l'uscita di riferimento è Lauria Nord; da qui si prosegue sulla SS653 della Valle del Sinni e quindi sulle strade provinciali per il paese. La distanza dall'uscita varia in genere tra 24 e 30 chilometri, a seconda del percorso scelto.
Non è presente una stazione ferroviaria a Castelsaraceno: i riferimenti principali indicati sono Salerno e Sibari, da cui si continua su gomma con collegamenti da verificare in base alla stagione.
Articolo visto su (travel.thewom.it) In Basilicata c’è un borgo che dall’alto sembra disegnare un cuore perfetto








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