Messina sorprende con Caravaggio, orologio vivente e viste sullo Stretto

Città di confine e di rinascita, Messina svela capolavori di Caravaggio, chiese uniche e belvedere sullo Stretto. Ecco cosa vedere in due giorni.
Messina sorprende: Caravaggio, orologio vivente e viste sullo Stretto
Photo by Rey Mart Ramos on Pexels

La cosiddetta "porta della Sicilia" non è solo un approdo. A Messina, sotto i viali regolari della ricostruzione novecentesca, si intrecciano terremoti, rivolte, santi e pittori. Qui si attivano orologi che prendono vita a mezzogiorno, si incontrano chiese sopravvissute alle macerie e si ammirano due tele potenti di Caravaggio. In due giorni, muovendosi a piedi, si può leggere una città che si svela a strati: tra mare e colline, tra fede e guerra, tra leggende dello Stretto e panorami che tolgono il fiato. 

Orientarsi tra mare e centro

Per capire Messina si dovrebbe cominciare dall'acqua, lungo il braccio di San Raineri che disegna il grande porto naturale. Qui, tra bastioni, fari e statue, si percepisce la sua storia militare e la devozione che ha segnato la città. Più in alto, cupole e campanili annunciano il profilo dei quartieri, mentre in basso il porto rimanda alla Calabria così vicina da sembrare a portata di mano.

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Sulla penisola si allunga il Forte San Salvatore, ordinato da Carlo V nel Cinquecento, con la torre sormontata dalla Madonnina del Porto. Alla base, la benedizione latina "Vos et ipsam civitatem benedicimus" ricorda un culto che ha accompagnato secoli di naviganti. È il punto in cui lo Stretto racconta la sua doppia natura: corridoio da controllare e teatro di leggende, da Scilla e Cariddi alla Fata Morgana.

La città moderna si legge tra Piazza Cairoli, oggi salotto cittadino, e il viale San Martino, spina commerciale costellata di boutique, bar e rosticcerie. Poco più in là, la Galleria Vittorio Emanuele III in stile liberty, con galleria coperta, vetrate e cupola, custodisce l'idea di un "salotto europeo" concepito tra le due guerre. Accanto, il Teatro Vittorio Emanuele II, il più capiente di Sicilia, mette in scena il mito di Colapesce nel grande soffitto dipinto da Renato Guttuso.

Duomo e campanile: l'orologio che si anima a mezzogiorno

Il Duomo di Santa Maria Assunta è la sintesi delle prove affrontate da Messina. Ha resistito a terremoti, incendi bellici e restauri, conservando fasce marmoree quattrocentesche con scene di vita, un portale gotico custodito da leoni stilofori e un portale rinascimentale attribuito a Polidoro da Caravaggio e Domenico Vanello. All'interno, tra le opere superstiti, spiccano la statua di San Giovanni Battista di Antonello Gagini, una Madonna della Lettera su rame dorato seicentesco e il mosaico trecentesco della Madonna in trono nella Cappella del Sacramento.

Fuori, il campanile ricostruito negli anni Trenta ospita uno dei più complessi orologi astronomici al mondo, realizzato da artigiani di Strasburgo. A mezzogiorno, per circa dodici minuti, automi in bronzo dorato animano la piazza: un leone che ruggisce, un gallo che canta, figure che scandiscono calendario e devozioni. Salendo i circa 200 gradini si passa dietro gli ingranaggi fino ai 60 metri della terrazza panoramica.

Due chiese, due mondi: gotico teutonico e arabo-normanno

La Chiesa di Santa Maria degli Alemanni, costruita dai Cavalieri Teutonici nel XIII secolo, è un raro esempio di gotico puro in Sicilia. Pietra chiara, tre navate ad archi ogivali e capitelli essenziali disegnano un'architettura "nordica" trapiantata nel Mediterraneo, oggi spesso utilizzata per eventi culturali.

La Santissima Annunziata dei Catalani, edificata tra XII e XIII secolo sui resti di un tempio pagano, porta invece i segni della stagione arabo-normanna e di quella aragonese. Portali a motivi arabo-normanni, cupola su tamburo d'ispirazione bizantina, colonne e capitelli romanici si alternano a una policromia fatta di pietra lavica, calcarea, mattoni e marmo.

Santuari in quota: Montalto e Cristo Re, viste e memorie

Dalla Cattedrale, in una breve salita, si raggiunge il Santuario di Montalto, legato ai Vespri Siciliani e a una duplice apparizione mariana: la tradizione vuole che una colomba bianca abbia indicato il luogo del tempio nel 1295. L'attuale edificio, ricostruito negli anni Trenta, unisce elementi neoromanici e neogotici e regala una terrazza affacciata sulla città e sulla costa calabra.

Proseguendo lungo il crinale, il Tempio votivo di Cristo Re sorge sui resti del castello normanno di Matagrifone. Qui passarono Riccardo Cuor di Leone e Carlo II d'Angiò; oggi resta una torre ottagonale sormontata da una grande campana fusa con cannoni nemici della Prima guerra mondiale. La chiesa neobarocca, articolata su due livelli, custodisce il Sacrario Militare con oltre 1.200 caduti dei due conflitti. Dal belvedere si domina porto, Madonnina, Stretto e quartieri collinari.

Mare, correnti e un totem d'acciaio: l'anima dello Stretto

Il rapporto con il mare si legge al Parco Horcynus Orca, zona Faro, dove il percorso permanente "Alfabeti del Due Mari" racconta correnti, fauna e tradizioni di pesca dello Stretto, con un focus sulle tecniche legate al pesce spada. Nella stessa area, a Punta Faro, svetta il Pilone: un traliccio d'acciaio alto oltre 230 metri, ex elettrodotto, oggi spento ma ancora iconico, come un faro laico sul confine tra Tirreno e Ionio.

Informazioni pratiche: come arrivare e quando andare

I traghetti collegano lo Stretto con Villa San Giovanni e Reggio Calabria a intervalli frequenti, con coincidenze ferroviarie sul lato calabrese. La stazione centrale è a ridosso del porto, mentre l'autostrada unisce la città a Catania e Palermo. Gli aeroporti di riferimento sono Catania e Reggio Calabria, con bus e treni diretti verso lo Stretto.

Per passeggiare tra chiese, belvedere e musei, i periodi più comodi sono primavera e inizio autunno, ideali anche per un bagno nelle spiagge della provincia, da Giardini Naxos fino a Milazzo lungo la costa tirrenica. L'estate è perfetta per unire la visita a escursioni marittime verso Taormina, l'Etna o le Isole Eolie (con imbarchi da Milazzo).

Sapori da non perdere: cosa ordinare a Messina

La cucina è un motivo per fermarsi e non trattare Messina come semplice scalo. La tradizione di strada e di forno resta vivissima, con specialità ricche di carattere. Nei chioschi, le bevande "di una volta" raccontano un gusto cittadino riconoscibile.

  • Pidoni (o pitoni): mezzalune di pasta lievitata con scarola, pomodoro, formaggio fresco e acciughe.
  • Focaccia messinese: scarola riccia, tuma e alici per una combinazione sapida e fragrante.
  • Stocco alla messinese: stoccafisso con pomodoro, patate e olive.
  • Arancini al ragù: rivendicati con orgoglio al maschile.
  • Granita al caffè con panna, la "mezza con panna", con brioscia col tuppo.
  • Limonata al sale, orzata, tamarindo, gazzosa e spremute d'arancia arricchite da granita nei chioschi storici.

Itinerario di due giorni: dal porto alle colline, fino all'arte

Per avere il quadro completo della città, conviene pianificare due giornate piene. Il ritmo resta urbano e a misura di passeggiata, con alcune salite verso i santuari e una deviazione litoranea per musei e scorci d'acqua. Il tram che corre parallelo alla costa aiuta nei trasferimenti più lunghi.

Giorno 1: tra mare, Duomo e santuari

Si può partire dal braccio di San Raineri e dal Forte San Salvatore, salire verso Piazza Cairoli, entrare in Galleria Vittorio Emanuele III e visitare il Duomo, restando in piazza a mezzogiorno per lo spettacolo dell'orologio. Nel pomeriggio, si raggiungono il Santuario di Montalto e il Tempio di Cristo Re per affacciarsi sul porto al tramonto.

Giorno 2: museo, Stretto e Faro DOC

Al mattino, passeggiata lungo via Garibaldi e viale della Libertà fino al MuMe (circa 40 minuti a piedi dal centro). Nel pomeriggio, Parco Horcynus Orca, Acquario storico e sosta a Punta Faro sotto il Pilone. In serata, rientro nei quartieri a mare o deviazione verso Faro per assaggiare il vino Faro DOC e osservare il gioco costante delle correnti tra le due sponde.

Articolo visto su (travel.thewom.it) La “porta della Sicilia” che nasconde tesori di Caravaggio: scopri la città della rinascita tra miti e panorami da sogno

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