Come coltivare le tamerici? Le piante che colorano di rosa il giardino

Rustiche, mediterranee e facili da coltivare, le tamerici si adattano a qualsiasi tipo di giardino.
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Krzysztof Ziarnek, Kenraiz, CC BY-SA 4.0 Wikimedia commons

La tamerice è una delle piante più affascinanti per chi desidera un giardino dal carattere mediterraneo senza dovergli dedicare troppe cure. Con i suoi rami sottili e ricadenti, carichi di minuscoli fiori rosa o bianchi, questo arbusto ornamentale regala uno spettacolo molto difficile da eguagliare. In Italia la si incontra spesso lungo i litorali e nelle aree collinari, tanto da essere conosciuta come “la pianta che ama il mare”. Ecco, allora come coltivare le tamerici.

Come si coltivano le tamerici?

Il primo fattore da considerare è la luce. La tamerice ama il pieno sole, Collocarla in mezz'ombra significa una crescita meno vigorosa e fiori decisamente più radi. Il terreno ideale è leggero, sabbioso e soprattutto ben drenato. Questa pianta detesta i ristagni idrici, che possono provocare marciumi radicali e comprometterne seriamente la salute. 

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Per quanto riguarda le annaffiature, la tamerice resiste perfettamente alla siccità. Gli esemplari adulti, quando ben radicati nel terreno, sopravvivono tranquillamente con le sole precipitazioni nella maggior parte delle regioni italiane. Solo durante il primo anno dall'impianto conviene irrigare con regolarità, soprattutto nei mesi estivi, per favorire lo sviluppo dell'apparato radicale. 

E dove piantarla, concretamente? Funziona meravigliosamente come esemplare isolato su un prato, dove la chioma leggera e i rami penduli creano un effetto scenografico. È altrettanto efficace in siepi frangivento lungo la costa, oppure come sfondo per aiuole di aromatiche e piante mediterranee. 

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Jerzy Opioła, CC BY-SA 3.0 Wikimedia commons

Ottenere nuove piante: come si riproduce la tamerice

Il metodo più semplice e affidabile resta la talea, una tecnica che garantisce piante geneticamente identiche alla pianta madre con percentuali di attecchimento sorprendentemente alte. Chi preferisce sperimentare può tentare anche la semina, sebbene richieda più pazienza. Come fare le talee quindi?

Il periodo migliore per prelevare le talee cade tra la fine dell'autunno e l'inizio dell'inverno, quando l'arbusto è in pieno riposo vegetativo. Si scelgono porzioni di ramo semilegnoso lunghe circa 20-30 cm e si pratica un taglio netto e obliquo appena sotto un nodo. 

Con l'arrivo della primavera si noteranno le prime foglioline: è il segnale che la radicazione è avvenuta con successo. Le nuove piantine saranno pronte per il trapianto nella dimora definitiva l'autunno successivo.

Come si potano le tamerici?

Senza interventi regolari, la tamerice tende ad assumere un portamento disordinato. La potatura è quindi un passaggio fondamentale per mantenere la pianta sana, compatta e ricca di fiori. Il momento giusto per intervenire, però, dipende dalla specie che si sta coltivando:

  • Le tamerici a fioritura primaverile producono i fiori sui rami dell'anno precedente. Per queste varietà la potatura va eseguita subito dopo la fioritura, indicativamente tra maggio e giugno. 
  • Al contrario, le specie a fioritura estiva o tardo-estiva fioriscono sui rami che si formano nell'anno corrente. In questo caso il periodo ideale è la fine dell'inverno, tra febbraio e marzo, prima che la vegetazione riprenda vigore.

Ma come agire? Si inizia sempre eliminando i rami secchi, danneggiati o che si incrociano all'interno della chioma. Questo semplice intervento migliora la circolazione dell'aria e riduce il rischio di malattie fungine. Successivamente, si accorciano i rami dell'anno precedente di circa un terzo della loro lunghezza: così si stimolerà nuova vegetazione e una fioritura decisamente più abbondante.

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Pixabay

La tamerice resiste al freddo in inverno?

La tamerice resiste bene al freddo nella maggior parte delle situazioni. Tuttavia, la rusticità varia sensibilmente da specie a specie. Le specie più diffuse nei vivai italiani tollerano senza problemi temperature fino a -10 °C / -15 °CTamarix ramosissima e Tamarix tetrandra, le più comuni, sono tra le più rustiche del genere e sopportano gelate intense senza subire danni significativi. Alcune cultivar selezionate resistono persino a punte di -20 °C, risultando adatte anche a giardini di mezza montagna.

Il vero nemico invernale non è tanto il gelo in sé, quanto la combinazione di freddo intenso e terreno costantemente umido. Un suolo fradicio d'inverno, unito a temperature sottozero, può provocare danni all'apparato radicale ben più gravi di quelli causati dal freddo secco. Ecco perché un drenaggio eccellente resta la precauzione più importante in qualsiasi stagione dell'anno.

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